Le 3 domande più stupide del maschietto alpha, medio-etero, sui gay

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di Alberto De Lupis


La mia (piccola) esperienza di attivismo a tempo perso mi ha portato a ritenere prioritaria, prima ancora di una legge contro l’omofobia, la creazione di un bacino culturale abbastanza forte da sostenere il peso di un clero e di un apparato statale socialmente arretrati rispetto alle aspettative e ai desideri di chi vorrebbero rappresentare. Tanto lavoro è già stato fatto: associazioni, collettivi, attività di formazione e sensibilizzazione continuano a esercitare la loro funzione, e in parte credo si possa dire che lentamente la società stia maturando una visione più inclusiva e tollerante nei confronti della comunità lgbt.

Tuttavia, vivere serenamente la propria omosessualità e transessualità nella penisola non è ancora un “lusso” dato per scontato, con diseguaglianze anche notevoli fra realtà cittadine e periferiche.

Anche all’interno della comunità lgbt la lotta delle persone trans verso il riconoscimento dei più elementari diritti umani e civili spesso è abbandonata verso i titoli di coda, trovandosi a scontrare con un muro di censura e stereotipi duro da abbattere.

parata rio gay 1In questa battaglia culturale dovremmo farci tutti protagonisti, senza delegare l’orgoglio a politici rampanti o aspettando trepidanti qualche parola caritatevole nei nostri riguardi da parte del Papa, che poi alla fine andando a rileggere tanto caritatevoli queste parole non sono mai.

Non voglio essere frainteso: i diritti sono importanti, giusti e rendono più facile la vita; per l’appunto i diritti spettano di diritto. Detto questo ritengo fondamentale prima di ogni altra cosa drizzare le orecchie e raccontarci, essere visibili, abbattere i luoghi comuni per costruirci, in un futuro prossimo, qualcosa di meglio.

Un esempio? Una piccola sequela di domande rivoltemi da eterosessuali (fascia d’età compresa tra i 15 e i 30 anni) evidentemente poco avvezzi a parlare con omosessuali e trans dichiarati/e.

Compito per l’estate, dunque, smentire almeno tre false credenze.

aspirapolvereAl terzo posto abbiamo: “Che anche voi siete una coppia l’ho capito, ma toglimi una curiosità… chi di voi fa la donna?”

L’evergreen delle questioni irrisolte nella mente del maschietto alpha. coppia gayPerché si: da quando siamo bambini ci viene insegnato che l’universo intero conserva due polarità granitiche: maschile/attivo e femminile/passivo, alla chiave sta la serratura, allo spinotto la presa elettrica; chiunque si chiami fuori o si diverta a giocare con questa (contraddittoria) ruolizzazione è meritevole di pubblica gogna. Leggere fra le righe. Rivolta a due uomini: chi lo prende in culo? Rivolta a due donne: chi è la maschiaccia col vibratore nel taschino della giacca?

Deprogrammazione. Dite loro che nella vita, incluso il sesso, non esistono libretti d’istruzione, che non siamo elettrodomestici e non funzioniamo ancora a pile. Che anche in un rapporto d’amore eterosessuale esistono mondi da esplorare oltre la penetrazione, che la concezione di maschile e femminile è mutevole come la società dove viene plasmata, che se a sta a x come b sta a y la soluzione è rilassarsi, prendersi tempo per divertirsi, scoprire cosa ci piace e vedere cosa succede.

Al secondo: “E’ sbagliato discriminare i gay, però sono loro i primi a ghettizzarsi” Ghetto-di-brody

“Se avessi avuto un penny per ogni volta che ho sentito questa frase…”. Ed ecco che il sottoscritto (entrato si e no un paio di volte in una discoteca gay) si trasforma nel paladino dei cubisti unti e muscolosi impegnati a ballare sui pali di un qualunque chiassoso club milanese. Certo, sarebbe “divertente” dimenarsi al ritmo della Cumbia insieme alla portinaia sessantenne, o insieme al commercialista col parrucchino o all’antipatica impiegata delle Poste.

Deprogrammazione. Molto più realisticamente le persone si aggregano per interessi, gusti personali, età, capienza del portafogli e via dicendo. Se poi andiamo a osservare la storia del movimento lgbt, prima durante e dopo la sua nascita, scopriamo che non molto tempo fa per gli omosessuali ritrovarsi uniti sotto un tetto, in un luogo di aggregazione, era perseguibile per legge; per le donne poi era inconcepibile pensare potessero aver bisogno di contesti “al femminile”, le lesbiche erano creature mitologiche al pari del chupacabras. ghetto 1C’è quindi bisogno di sottolineare la scelta politica di occupare uno spazio fisico dove rivendicare la fruizione del suddetto: trans, gay, lesbiche ma anche le numerose sottoculture sviluppatesi negli ultimi decenni. Oggi certamente in qualche parte di mondo i tempi sono cambiati; e come per Barbie Skipper o Barbie Malibu anche le offerte nel panorama festaiolo sono moltiplicate e hanno perso gran parte del loro spirito eversivo. Ad oggi questi luoghi d’incontro sono piuttosto frequentati anche da coppie eterosessuali, e trovo straordinario scoprirli a proprio agio da potersi ad esempio baciare in mezzo alla pista. La vera domanda è: quando smetteranno le intimidazioni, le offese, le derisioni nei confronti delle coppie omosessuali nelle accreditate discoteche “etero-non ghettizzate”?

Infine, in cima al podio troviamo: “Io non ho niente contro i gay, ma certi devono per forza essere così effemminati?”

Gay-effeminatoEvidentemente i cosiddetti “effemminati” devono avere un debito karmico in sospeso da qualche secolo, perché negli ultimi tempi mi tocca leggere qualunque cosa di spietato nei loro confronti. Anche all’interno della stessa comunità lgbt è sufficiente dare una sbirciata in qualche sito internet riservato ai maschietti per rendersi contro di una caccia alla streghe che neanche Torquemada. “No effemminati” si legge; “se volessi una donna mancata sarei etero”, “uomo per uomo”. Brutta cosa l’omofobia interiorizzata, capisco che c’è ancora tanta pulizia (ideologica, si capisce) da fare, soprattutto in casa. Dal momento che è difficile trovare un razzista che non sia anche omofobo, è altrettanto improbabile scovare un omofobo che non covi dentro di sé una gramigna chiamata sessismo. Perché il punto di tutto ciò, di nuovo, è che l’uomo si deve comportare da maschio e fare cose da maschio, viceversa la donna. Quindi tu, brutto e cattivo effemminato, come osi essere un uomo e contemporaneamente “abbassarti” a fare la femmina, o almeno ricordarla nelle movenze e nelle gestualità? Per queste persone un uomo spiccatamente femminile è un uomo che ha rinunciato a qualcosa, l’ha perduto; nondimeno dà loro un certo fastidio avere intorno una persona a proprio agio con se stessa, una persona che si permette di essere quello che è e magari metterli in imbarazzo. Chissà, se quel ragazzo effemminato si siede vicino a me in tram magari la gente capisce che anch’io sono gay anche se mi son fatto crescere due metri di barba e ho due braccia così a forza di andare in palestra.

Ecco, che a rivolgervi questa domanda sia un ragazzino eterosessuale o un gay “per bene” in fila al guardaroba, la risposta non cambia: mi spiace per il tuo problema con le donne, spero inizierai a lavorarci quanto prima.

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