Eva Grimaldi invita a bruciare le mutande di Dolce Gabbana. Video

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Eva Grimaldi aderisce alla campagna contro le dichiarazioni di Domenico Dolce che offendono i figli nati ricorrendo alla fecondazione assistita definiti “sintetici” e tutte le famiglie cosiddette non “tradizionali”. In un video pubblicato nella sua pagina Facebook dichiara:

Sono in lutto: per me oggi sono morti Dolce e Gabbana. Cominciamo a bruciare qualcosa di loro: un indumento, un occhiale, un profumo, una mutanda.

Così, a modo suo, anche Eva Grimaldi dopo Elton Jhon, Ricky Martin e Heater Parisi, aderisce alla campagna di boicottaggio lanciata dal nostro sito.

Ecco il video:

 

Da Catania, con lo sfondo del Teatro Massimo Vincenzo Bellini, arriva anche questo video pubblicato da un utente su Facebook:

 

Certo, ci sono forme e forme per manifestare il proprio pensiero. Questa è una delle forme pacifiche più estreme che abbia mai visto. Devo ammettere che guardare questi video anche in me innesca un tale senso di inquietudine e di malessere interiore che lo sguardo tende a scappare.

Tuttavia la parodia del macabro, di ciò che fa male all’uomo, porta con sé un certo senso di epurazione del male, trasformandolo in bene. Qui si bruciano solo sentimenti negativi come il disprezzo dell’Altro, la discriminazione, l’odio, l’omofobia interiorizzata, la denigrazione di alcuni tipi di famiglie, le offese ai bambini nati con la fecondazione assistita, in favore della libertà di contestare un marchio che ha fatto gli interessi dei fanatici e dei fascisti d’Italia, sostenitori di sentimenti negativi come l’esclusione dei non conformi a un dettame culturale arcaico.

Queste forme dell’espressività per alcuni possono essere geniali e poetiche, ad altri possono dar fastidio. Gli stessi cristiani utilizzavano inquietanti mascheroni demoniaci sulle facciate delle chiese per esorcizzare il male e gli artisti medievali scongiuravano la morte rappresentandone, in molteplici forme, il Trionfo. Erano in ogni caso forme d’arte e numerose altre testimonianze si conservano ancora nel folklore e nella cultura popolare, insieme a discutibile manifestazioni di “fede?” come ad esempio i flagellanti, che possono sdegnare, così come no.

C’è anche da dire che qui si bruciano mutande, un tempo la chiesa cattolica bruciava esseri umani non allineati a un pensiero unico, a un’ideologia oppressiva e coercitiva e oggi l’Isis fa lo stesso, facendo precipitare la modernità in quei vortici del medioevo, che rappresentarono uno dei periodi più bui e atroci che l’umanità abbia mai attraversato.

Noi ci stiamo certamente battendo per una giusta causa e siamo convinti di essere dalla parte giusta della storia.

Il metodo attraverso cui in questi video si cerca di puntare all’obiettivo ha un lato artistico e c’è un ragionamento amaro dietro, che può legittimamente piacere o non piacere, a seconda delle diverse sensibilità.

In ogni caso, non bisogna mai perdere di vista il traguardo, che sono valori nobili come l’uguaglianza, la fraternità (che per affermarsi ha prima bisogno di configgere chi odia i diversi), l’affermazione di pari dignità degli esseri umani al di là delle differenze, le pari opportunità, la libertà di pensiero – da non confondere con la spregiudicatezza d’offesa, di calunnia, di diffamazione, come fanno alcuni, ai danni dei soggetti più deboli del Paese.

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