Convegno omofobo in Regione Lombardia con logo EXPO. Fra boicottaggio e contromanifestazioni

2
1075

Comunità LGBT pronta a boicottare l’evento mentre il Comitato Expo invita le associazioni ad un incontro


“Difendere la Famiglia per difendere la Comunità”, niente di strano nel titolo di un convegno organizzato da associazioni che sono convinte che gli omosessuali vadano curati, previsto per il prossimo 17 gennaio a Milano. Nulla di strano che a sponsorizzare e a partecipare all’evento sia quella parte del mondo politico che cavalca l’omotransfobia come bandiera da campagna elettorale. Quello che invece è più difficile da mandare giù è che il Presidente della Regione Roberto Maroni, leghista, oltre a portarsi dietro il simbolo della Regione Lombardia «abusi» del logo Expo inserendolo nella locandina dell’evento e che, da promotore dell’omofobia, ci prometta di farsi garante dell’antiomofobia.

Lo stesso Segretario generale del BIE (Bureau International des Expositions) Vincente Gonzales Loscertales  afferma che.

utilizzare in modo abusivo a fine politico il logo non è accettabile ed è in contraddizione con i valori di Expo e del Bie.

In effetti, nessuno si meraviglia delle posizioni omofobe della Lega e dei suoi esponenti, ma l’utilizzo del logo dell’Expo, manifestazione che partirà il prossimo mese a Milano, ha provocato la rivolta della comunità LGBT che dal web è arrivata fino alle istituzioni, inglobando associazioni e politici di varie realtà. E’ inqualificabile che si utilizzi il marchio di un evento tanto importante per veicolare messaggi discriminatori e omotransfobici, giustificandoli con il falso alibi della libertà di opinione, tra l’altro, in una cornice di sponsorizzazione ufficiale, politica e istituzionale. Il razzismo, l’omofobia, la xenofobia non sono opinioni, sono reati che nei Paesi più avanzati sono perseguiti duramente da leggi apposite. Non come in Italia, dove la Legge Mancino del 1992, unico strumento normativo contro i crimini d’odio e l’apologia del Fascismo, conta un numero così basso di applicazioni, tanto che in molti non ne conoscono nemmeno l’esistenza.

L’utilizzo del logo di Expo è la strumentalizzazione politica di un evento che pubblicizza temi che nulla hanno a che vedere col convegno in questione. Il motto di Expo è, infatti, “Nutrire il Paese” (sempre che non s’intenda voler nutrire il paese d’odio e omofobia).

Per l’ennesima volta una parte della politica specula sula vita e sulla dignità di cittadine e cittadini al fine di recuperare voti, in un clima di perenne campagna elettorale. Tanto a pagarne le maggiori conseguenze sono i più deboli e, in questo caso, le persone che non solo già devono affrontare il peso quotidiano di un Paese che discrimina, ma anche la beffa istituzionale di amministratori che supportano le scellerate teorie riparative dell’omosessualità condannate e considerate pericolose dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle principali Associazioni di medici, psicologi, psichiatri, riconosciute a livello mondiale.

Manifestazione GD Milano EXPOA sostegno della comunità LGBT e contro il convegno si sono schierati i Giovani Democratici che hanno organizzato in contemporanea un presidio intitolato “Difendere le famiglie per difendere la comunità”, dalle ore 14, presso Palazzo Lombardia, per ricordare a Maroni che naturale è l’amore e non l’imposizione di una sola tipologia familiare a cui si affibbia arbitrariamente l’etichetta di naturale.

manifestazione Sentinelli MilanoAltra contromanifestazione sarà quella dei Sentinelli, gruppo nato dalla parodia delle fanatiche Sentinelle, che, coinvolgendo oltre 40000 persone, ha attualmente superato le 6500 adesioni su Facebook, motivate da un lapidario: “Presidio contro il dibattito medievale organizzato da Regione Lombardia, avallato nel silenzio colpevole da Expo 2015”. La manifestazione s’intitola “L’unica malattia è l’omofobia”in Piazza Luigi Einaudi, sempre a partire dalle 14.

Anche il Movimento 5 Stelle condanna fermamente l’organizzazione attraverso un comunicato dei parlamentari della Camera, dal titolo “Diritti calpestati”, che trova spazio anche nel Blog di Grillo e definisce inquietante che, a livello nazionale, dal Governo non giungano commenti:

Che il simbolo dell’EXPO fosse già stato infangato dai recenti scandali giudiziari è un fatto noto, ma che adesso venga anche usato per promuovere un convegno dai contenuti completamente estranei rispetto a quelli dell’esposizione universale e, soprattutto, a carattere discriminatorio nei confronti di alcune tipologie di famiglia, come quelle omoaffettive o monogenitoriali, ci sembra davvero troppo. Si tratta di un atto che lede i diritti civili e costituzionali di uguaglianza, già scarsamente tutelati in Italia.

Intanto, all’interno della comunità LGBT si valuta la possibilità di boicottare Expo come accadde per Barilla. Sul sito di Expo, nel frattempo, si lancia l’invito alle associazioni LGBT a partecipare ad un incontro per evitare il boycott e “trovare forme di coinvolgimento fattivo”. Ma, in realtà, il comitato dell’esposizione si trova in balia delle onde: da un lato lancia la mano al mondo gay, forse anche a fronte delle oltre 700 mail di protesta inviate, e dall’altro non condanna ufficialmente il convengo, appellandosi al buon senso del Governatore lombardo che avrebbe dichiarato di partecipare anche per ribadire che l’omosessualità non è una malattia da curare.

Come spesso accade in Italia si preannuncia una vittoria di Pirro: da un lato è stato sicuramente raggiunto l’obiettivo di accendere i riflettori, specialmente quelli internazionali, sul degrado politico in tema di diritti civili, dall’altro, però, sul caso specifico sembra preannunciarsi un nulla di fatto.

Siamo realmente convinti che le associazioni promotrici dell’iniziativa, Associazione Chaire e Alleanza Cattolica, dopo tutte queste polemiche non riprendano il 17 a promulgare le assurde teorie sulla “lobby gay” (?) o sulle teorie riparative? Vogliamo veramente credere che, in tal caso, – e sorrido mentre lo scrivo – ci sarà Maroni a frenare tali deliri?

Forse, dopotutto, il #boycott non è poi un’arma così sbagliata di fronte ad una politica che non vuole ascoltare mai e che è sempre pronta a rimandare su temi come quelli dei diritti civili. E lo dice una persona che non è realmente convinta che boicottare un evento tanto importante per l’Italia intera come l’Expo sia la strada migliore.

Tuttavia è una strada che in molti dopo questo ennesimo triste episodio valuteranno e probabilmente percorreranno.

Facebook Commenti

commenti

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

venti − dodici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.