Fertility Day, cade la prima testa: licenziato il direttore della comunicazione

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campagna fertility day
Le "cattive amicizie" della Lorenzin.

Ministero della Salute travolto dalle polemiche per un volantino del Fertility Day. Subito la dichiarazione di estraneità ai fatti: “L’immagine vidimata dal Gabinetto non corrisponde a quella apparsa sul sito”. E cade la prima testa: “Attivato il procedimento disciplinare e quello per la revoca dell’incarico nei confronti del responsabile della direzione generale della comunicazione istituzionale del Dicastero”. Intanto, oggi in 13 piazze, l’evento Fartility Fake, contro la campagna, rischia di tramutarsi in un boomerang per il governo. Spano, UNAR: “Immagini razziste. Tristissima vicenda”. I manifestanti a Roma chiedono le dimissioni della ministra.


Un nero, una ragazza che fuma, una riccia che accende un narghilè (col filtro immagine sembra un rasta), un bianco. Sono questi “i cattivi compagni da abbandonare”, per prevenire infertilità e sterilità. Lo dice il ministero della Salute. Due raggianti coppie, rigorosamente etero, bianche, appiccicate su sfondo marino, sorriso smagliante (ormai indigeste perfino in casa Mulino Bianco), le “buone abitudini da promuovere”.

Che poi l’unica pratica che può emergere dall’immagine “positiva” è quella di farsi portare sulle spalle dei poveri maschi.

Continua a far discutere la campagna sulla fertilità lanciata dal dicastero di Beatrice Lorenzin, denominata Fertility Day. Un cocktail di luoghi comuni, insomma. Stereotipi di genere veicolati in “salsa sanitaria”. Che hanno fatto piovere una grandinata di polemiche sul capo dell’incauta ministra. Tanto ha già detto in questo articolo Marilena Grassadonia.

Il comune di Bologna si defila. Assessore alla Sanità: “Tema trattato in maniera sbagliata e volgare”.

Non vedrà la luce il “Villaggio della fertilità” nel capoluogo emiliano. Il Comune ha chiesto e ottenuto dal ministero della Sanità di annullare la propria partecipazione all’iniziativa. A comunicarlo al Consiglio comunale è l’assessore alla Sanità, Luca Rizzo Nervo. La decisione dopo l’ordine del giorno presentato da Coalizione civica per chiedere di rescindere l’accordo siglato col ministero.

La campagna comunicativa, dichiara Nervo, “tradisce profondamente l’impostazione originaria di questo evento”.

Fartility Fake: 13 piazze italiane, contro le 3 della ministra.

Intanto, sembrano cambiate le intenzioni di tanti aderenti al Fertitily Fake. La manifestazione organizzata in 13 città italiane contro il Fertility Day.

Gli spiriti di contestazione, che puntavano il dito sul merito della campagna, ora chiedono le dimissioni della ministra.

I toni non sono distensivi:

«Ministra Lorenzin – scrivono sulla pagina dell’evento gli organizzatori di Bologna – abbiamo deciso di raccogliere il suo invito e siamo liet* di annunciare a tutte e tutti la buona notizia: siamo in attesa!

#SIAMOINATTESA di un lavoro a tempo indeterminato che ci permetta di mantenere ed autodeterminare le nostre vite.
SIAMO IN ATTESA di contratti di lavoro decenti, che non mettano clausole sulla maternità e sulla paternità o licenziamenti in bianco.
SIAMO IN ATTESA di diritti genitoriali uguali per tutt*, senza distinzioni tra paternità e maternità.
SIAMO IN ATTESA di una casa, si diritto alla salute, di bonifiche territoriali.
SIAMO IN ATTESA di asili nido all’interno degli atenei che permettano agli studenti di proseguire gli studi.
SIAMO IN ATTESA di un sostegno per poter affrontare il difficile percorso della procreazione medicalmente assistita.
SIAMO IN ATTESA di adozioni più semplici, aperte a tutte le coppie, indipendentemente dal genere dei genitori.
SIAMO IN ATTESA di consultori che funzionino, dei centri antiviolenza che sono stati chiusi.
SIAMO IN ATTESA dell’abolizione dell’obiezione di coscienza sulle interruzioni di gravidanza dalle strutture pubbliche.
SIAMO IN ATTESA di educazione alla sessualità.
SIAMO IN ATTESA di una concezione di famiglia che non preveda solamente un unico modello etero-normato.
SIAMO IN ATTESA di un Governo che si prenda le proprie responsabilità, senza colpevolizzare le persone».

A Roma, i manifestanti chiedono le dimissioni della Lorenzin.

Stamani, nella capitale, diverse persone si sono accalcate all’ingresso di via Alibert, dove si svolge una delle tavole rotonde del Fertility Day. Hanno chiesto di essere ricevuti all’interno per poter parlare. Ma anche le dimissioni della ministra della Salute.

Bufera al Ministero. Lorenzin si difende, ma licenzia il direttore della comunicazione: “L’immagine vidimata non era quella comparsa sul sito”.

Ieri, negli uffici di via Lungotevere Ripa, si sarà scatenato l’inferno. Tanto più accesso adesso, in piena guerra referendaria.

Immediatamente la corsa ai ripari: rimosso l’incarico al direttore della comunicazione. E avviato un procedimento disciplinare perché, a quanto pare, l’immagine comparsa sul sito non era quella autorizzata dal Ministero.

UNAR: “Immagini razziste. Tristissima vicenda”.

I provvedimenti disciplinari della ministra hanno raccolto il plauso del direttore dell’UNAR Francesco Spano, che parla però di “tristissima vicenda”. Le accuse, rivolte ai responsabili della campagna, sono di “superficialità e di grossolaneria” nell’utilizzare “i peggiori stereotipi razzisti”.

“Spero solo – conclude Spano – che questo bruttissimo scivolone del Ministero della salute che voleva insegnare qualcosa ai giovani, abbia loro ricordato che le peggiori persone che si possano frequentare sono i razzisti”.

Già, il ministero voleva insegnare qualcosa ai giovani. Invece i giovani, le femministe e tante belle teste pensanti, che popolano il nostro Paese, hanno insegnato qualcosa al ministero. A dimostrazione del fatto che il Paese è più avanti di certi amministratori distratti.

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