Foto sessista contro la presidentessa di Stonewall: “ODG prenda provvedimenti”

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Ecco il post incriminato pubblicato dal direttore de "I fatti della domenica" Salvo Benanti.

A sinistra la foto di un bacio fra la presidentessa dell’associazione Stonewall GLBT di Siracusa Tiziana Biondi e la sua compagna, a destra, glutei femminili nudi. Il tutto contornato dalla scritta “Ognuno coi suoi gusti”. Adesso l’autore del post omofobico e sessista, il direttore de “I fatti della domenica”, Salvo Benanti, ne risponderà in tribunale. Chiesto anche l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti. Il post è stato rimosso da Facebook a seguito di numerose segnalazioni.


“Non sto tanto bene” ha risposto Tiziana Biondi raggiunta da LGBT News.

Nella giornata di ieri, Salvo Benanti, direttore della testata “I fatti della Domenica”, ha sferrato contro la presidentessa di Stonewall un attacco che farà discutere.

Sul gruppo che fa riferimento al giornale, il giornalista siracusano ha postato la foto di un bacio fra la donna e la sua compagna Carmen Bellone. L’immagine, sovrastata dalla scritta “Ognuno coi suoi gusti”, era affiancata a quella di un sedere di donna nudo.

“Un attacco grave nei confronti miei – dichiara Biondi – di quelli della mia compagna e, a mio modesto avviso, anche della comunità LGBT”.

Sessismo e omofobia.

Tiziana Biondi e Carmen Bellone stanno insieme da dieci anni. Da altrettanti hanno dedicato il loro impegno all’attivismo.

Sempre in prima linea, dalla difesa dei diritti civili al volontariato sociale e solidale. Oggi diventano oggetto di una “volgare, quanto pseudo ironica e pruriginosa allusione” recita il comunicato diramato dall’associazione siracusana.

Si tratta, continuano gli attivisti di una “becera trovata, che associa in sé non solo il dubbio gusto dell’autore, ma anche, e soprattutto, la natura profondamente sessista delle immagini”.

L’amarezza e lo sfogo.

«Sono disgustata e arrabbiata! – ammette Biondi -. È come se qualcuno avesse insozzato e offeso il nostro amore. Ma ha solo cercato, perché ovviamente non è così. Mi risulta che questo “gentiluomo” ha già altre denunce e diverse segnalazioni all’Ordine. Ma continua imperterrito a fare i suoi comodi. Me la prenderei con tutto l’O.d.G. e con chi dà conto e credito a personaggi come lui.

Ovviamente il problema è che con questa immagine e questo post non ha offeso solo me e la mia compagna, ma tutta la comunità lgbt! In oltre 20 anni di attivismo, in prima linea, ne ho viste tante e sono pronta a tutto. Ma non mi abituerò mai all’ignoranza, alla cattiveria e a indecenze intellettuali come queste. Soprattutto da parte di chi dovrebbe, a suo dire, fare informazione».

La rabbia.

Ma oltre alla delusione, c’è anche l’indignazione.

«La rabbia nasce dal fatto che tutto questo in Italia è tollerato e scambiato per “libertà di opinione o di espressione”. O per innocenti battute sulle quali fare grasse risate. Ma il buon senso e soprattutto la buona educazione ci dicono che non è così.

Viviamo in una società nella quale questi signori si scandalizzano per due uomini o due donne che si amano e che si baciano. E poi trovano del tutto “normale” e giusto che culi e tette vengano spammati ovunque».

Educare alle differenze.

La risposta, continua l’attivista, deve superare l’indignazione e la denuncia.

Bisognerebbe piuttosto lavorare intensamente sulla prevenzione nelle sedi opportune. Ad esempio la scuola.

«Ecco perché con Stonewall investiamo tanto sull’Educazione al rispetto di tutte le “differenze”. Affinché quelli che saranno gli adulti di domani non diventino come questo individuo. Affinché tutti possano essere semplicemente e liberamente ciò che sono: con pari dignità e rispetto.

Io sono zia di due splendidi bambini e voglio che i miei nipoti crescano in un mondo migliore. Faccio tutto questo anche per loro… Ognuno di noi dovrebbe spendersi per migliorare la società e il mondo nel quale viviamo a prescindere se siamo donne o uomini, giovani o meno giovani, etero o gay o lesbiche o bisex o trans, bianchi o neri o gialli».

Poi c’è il nodo controverso dei corsi d’aggiornamento per giornalisti. Troppo spesso disertati proprio da chi ne avrebbe piú bisogno.

«So che l’O.d.G. – aggiunge – organizza dei corsi ad hoc sull’uso di un linguaggio non sessista, omofobo o discriminatorio. Ma spesso vengono frequentati quasi sempre da chi, di fatto, non ne avrebbe bisogno.

Sono convinta che solo partendo dalla scuola abbiamo la speranza che qualcosa cambi davvero…. L’amore, quello vero e puro come quello che c’è tra me e la persona che amo da oltre 10 anni, ci farà da scudo sempre e comunque, specie da volgarità come questa».

Un problema che riguarda tutti. Nessuno escluso.

«Un’altra cosa mi ha delusa e disgustata – continua la presidentessa di Stonewall –. La reazione della gente che popola il web davanti ad episodi come questo. In tanti, troppi, fanno finta di niente, minimizzano, come se la cosa non li riguardasse o non potesse riguardare, un domani i propri figli o una persona a loro cara.

Adesso sí, sono davvero amareggiata! Non per questo getto la spugna. Anzi, sono episodi come questo a confermi che, insieme ai volontari di Stonewall, così come con tutte le realtà che condividono le nostre azioni, i nostri obiettivi e i nostri percorsi, stiamo lavorando per andare verso la giusta direzione.

Però, c’è ancora tanto da fare».

Biondi: “Adirò le vie legali. Intervenga l’ODG”.

Non rimane troppo tempo per l’indignazione, però, che si passa subito all’azione. La donna offesa ha così annunciato che porterà avanti la sua battaglia nelle sedi opportune.

Questo attacco, promette, non passerà sotto silenzio. “Viltà” e “misoginia” sono i termini che usa.

Non c’entra la satira e men che meno l’ironia.

Per questo motivo, informa di aver intrapreso nei confronti del giornalista le vie legali e che segnalerà l’episodio all’Ordine regionale dei Giornalisti.

Soddisfazione, invece, per la decisione degli amministratori di Facebook di accogliere le numerose segnalazioni pervenute. La foto in questione, giudicata offensiva, è stata infatti oscurata.

Escalation di sessismo in questi giorni.

Quello alla presidentessa di Stonewall è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi sessisti, sferrati al solo scopo di denigrare gli avversari politici.

Si pensi agli insulti quotidiani riservati alla presidentessa della Camera Laura Boldrini. Appellativi che nulla hanno a che vedere con il suo ruolo politico-istituzionale.

Tra gli ultimi, quello del leader della Lega Nord, Matteo Salvini che sul palco di un comizio ha paragonato la terza carica dello Stato ad una bambola gonfiabile.

Stesso discorso vale per la ministra Maria Elena Boschi. Bersaglio di insinuazioni ed insulti di natura sessista che non hanno attinenza con un normale e democratico dibattito politico.

Annoveriamo negli annali dell’odio quest’altro triste esempio di mascolinità del Bel Paese. Nella speranza che, prima o poi, una rivoluzione culturale riesca a sradicare il maschilismo dal dna dell’Adamo italico medio.

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Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

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