Papa Francesco shock: “Se qualcuno offende mia madre gli do un pugno”

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Prima gaffe di papa Francesco. Sul volo da Colombo a Manila legittima l’uso della violenza per le “offese” alle persone e ai giornalisti dice: “Se qualcuno offende la mia mamma gli spetta un pugno. Ma è normale. È normale”


papa francesco

Sappiamo benissimo che tutti voi, ormai abituati all’immagine bonaria e sorridente di Francesco e ai titoli di Lercio, stentate a credere a un titolo del genere. Eppure noi, almeno fino ad oggi, possiamo vantare di non aver ancora preso nemmeno una bufala, perché verifichiamo sempre le fonti da cui attingiamo le nostre notizie. Chi scrive, infatti, ha udito con le proprie orecchie ciò che vi sta per raccontare e chiunque lo desideri, come da dovere di ogni saggio lettore, può verificare la notizia rivedendo il servizio 6 del TG2 delle ore 20:30 di oggi, 15 gennaio.

A dire il vero, non si tratta della prima, ma della seconda gaffe. La prima potete vederla nel video qui di seguito. Rispetto alla nuova, una parentesi comica:

Ma torniamo al fatto odierno. Ebbene, anche se la notizia ha davvero dell’incredibile, siamo di fronte alla prima vera e gravissima gaffe di Francesco. Il pontefice ci ha ormai abituati a colloqui amichevoli coi giornalisti, che accompagnano i suoi spostamenti aerei. Nel corso del volo da Rio de Janeiro a Roma si era lasciato scappare la stracitata e pluristrumentalizzata frase sui gay che cercano Dio. Ma questa volta, nel corso del volo che da Colombo, nello Sri Lanka, lo porta a Manila, nelle Filippine, seconda tappa del suo viaggio in Asia, sollecitato dai giornalisti, che gli chiedevano un parere sull’attentato di Parigi, Francesco perde le staffe del buon pastore e giustifica, di fatto, la violenza fisica nel caso in cui un credente riceva offese “sulle persone”, in particolare sui genitori (e si sa che Dio per i credenti è padre e madre, allo stesso tempo, e anche una persona)

In riferimento agli aggressori dice:

«Non si può offendere, fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio».

Poi, in riferimento alla libertà d’opinione e al diritto di satira puntualizza:

«Ciascuno non solo ha la libertà e il diritto, ma anche l’obbligo di dire quello che pensa, per contribuire al bene comune».

Ma è a questo punto che il papa si lascia andare, vistosamente nervoso e mimando anche il gesto di un pungo, in una irreparabile caduta di stile, che a Ratzinger, di certo, nessuno avrebbe mai perdonato:

«Ma se il dottor Gasbarri – si riferisce ad Alberto Gasbarri, l’organizzatore dei voli papali che gli sta accanto – grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli spetta un pugno. Ma è normale. È normale».

Insomma, un pontefice, che stando al Vangelo dovrebbe invitare i suoi credenti al perdono, senza se e senza ma, dissuadendoli da qualsiasi forma di violenza, diventa, al contrario, ispiratore dei principi di vendetta dell'”occhio per occhio, dente per dente“, a fondamento della legge ebraica dell’Antico testamento e che Cristo ha rigettato insegnando il perdono e l’amore, soprattutto dei nemici, anche qualora questi attentassero alla vita personale, o a quella dei propri cari: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” diceva Gesù in riferimento a chi lo insultava e lo crocifiggeva (Lc 23, 34).

Tutto si potrà dire nelle prossime ore, si potrà anche cercare di giustificarlo, facendo appello alle attenuanti della conversazione “amichevole” e dell’esempio goliardico terra terra. Si potrà anche sostenere, a ragione, che il vero perdono è irreale, come nei casi in cui qualcuno uccida o violenti un parente amato; tuttavia il “porgi l’altra guancia” è principio della Chiesa, su cui, personalmente, potrei anche non essere d’accordo.

Ma non si potrà non riconoscere che questo esempio fuori luogo rimarrà di certo una macchia, o almeno una caduta di stile evitabile, un momento infelice, una nota stonata da dimenticare, nel ricordo del pontificato di Francesco, ma si sa: errare è umano; ma il papa non era infallibile?

«Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema (Costituzione dogmatica Pastor aeternus, Pio IX, 18 luglio 1870)».

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