Gay – Maurizio Gasparri (FI): “Barilla merita boicottaggio per resa su famiglia naturale”


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Maurizio Gasparri, elemento di spicco della perdita di credibilità del nostro Paese, nel corso dell'”era berlusconiana“, collezionando gaffe e figuracce, oggi, nell’Italia dei paradossi, è stato premiato con la carica di vicepresidente del Senato.

La carica che ricopre gli imporrebbe di svestire i panni dell’ideologia partitica mantendosi come figura di garanzia super partes.

Eppure Gasparri non perde mai occasione di inveire contro il primo che gli capiti su Twitter, con pesanti insulti degni dei bulli che spesso ci troviamo a frontrggiare nelle scuole delle periferie più disagiate. Un esempio, fra tanti, aver detto a una minorenne: “Meno droga, più dieta. Messa male”.

Nemmeno stavolta perde occasione di tacere e s’inserisce, a modo suo, nella discussione su una recente notizia che riguarda l’azienda Barilla.

Il 23 settembre dello scorso anno, Guido Barilla aveva rilasciato dichiarazioni omofobe alla trasmissione radio “La Zanzara”. La sua idea di famiglia contemplava soltanto quelle eterosessuali e aggiungeva: “non voglio coppie gay negli spot della Barilla”. Così l’azienda fu investita da una campagna di boicottaggio mondiale da parte di associazioni LGBT, Università, personaggi dello spettacolo, della cultura (uno su tutti Dario Fo), eterosessuali e omosessuali. Una campagna davvero efficace tant’è che anche Luca Barilla, fratello di Guido, dovette chiedere scusa e ammettere che l’azienda rischiava il fallimento (le famiglie omosessuali, d’altronde, statisticamente sono molto più ricche delle famiglie eterosessuali, ciò si traduce in maggiore potere d’acquisto).

In America, l’azienda ha tempestivamente riconosciuto l’errore, chiedendo aiuto alle associazioni omosessuali e rinnovando le politiche aziendali in termini di diritti e accoglienza delle persone LGBT  e delle coppie omosessuali. Così, a distanza di un anno, i responsabili dell’area americana hanno chiesto alle associazioni LGBT di valutare le politiche interne, piazzandosi fra una delle più gay-friendly.

Niente di tutto ciò, invece, è avvenuto in Italia. E questa è solo la triste conferma dell’inefficacia delle strategie delle associazioni LGBT del nostro Paese e dell’incapacità di gestire azioni di protesta serie, le sole che nel resto del mondo civile hanno aperto la strada all’estensione dei diritti civili alle persone LGBT.concia mangia pasta barilla

Uno dei simbolo della mancanza di serietà e unità della rappresentanza LGBT in Italia è il teatrino di Anna Paola Concia che mangia i fusilli Barilla in una trasmissione di Fiorello, depotenziando e banalizzando di colpo la protesta, almeno in casa nostra.

In Italia le associazioni LGBT si sono accontentate delle promesse non mantenute di Guido. In America, invece, la stessa azienda – sapendo che le strategie di boicottaggio funzionano e possono realmente comportare il fallimento di una azienda omofoba – ha fatto di tutto per dimostrare la rivoluzione aziendale.

Ma a quel gran intellettuale nostrano che è Gasparri il cambio di strategia della Barilla in America non è piaciuto affatto e su Twitter ha sparato:

Gasparri boicotta barilla gay

E ancora:

Gasparri boicotta barilla gay

Il delirio omofobo di Gasparri ha ovviamente scatenato le reazioni da parte degli utenti di Twitter. Eccone alcune fra le più pungenti :

Inaccettabili parole, da parte di un rappresentante delle istituzioni italiane.
In realtà, l’unica cosa da boicottare sarebbero le persone come Gasparri. L’omofobia non è un’opinione accettabile, né tollerabile, né difendibile per uno Stato civile. L’omofobia, rivendicata dal vicepresidente del Senato, è incostituzionale perchè contraria ai principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e dal trattato di Lisbona.

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