Gay Lex denuncia il giornale Cronache: “Titolo vomitevole”

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“Froci e pervertiti violentano 17enne”. Così aveva titolato stamani il quotidiano “Le Cronache”. Il caso, adesso, finirà di fronte al giudice. Gli avvocati di Gay Lex, a seguito di alcune segnalazioni, hanno denunciato il direttore della testata: “Risponderà in Tribunale del suo titolo osceno e indegno!”.

Di Christian G. Moretti.

Questa mattina i lettori di Salerno e provincia devono essere rimasti sbigottiti di fronte alla prima pagina del quotidiano “Le Cronache di Salerno” in tutte le edicole.

L’articolo.

Il titolo, di scarsa etica giornalistica, si riferisce all’orrore di Cava de’ Tirreni. Un ragazzo di diciassette anni è stato legato e stuprato da quattro criminali.
Il linguaggio inappropriato, offensivo e decisamente non professionale, ha suscitato molte condanne. Così è stato segnalato a Gay Lex che ha avviato le procedure legali contro la testata.

La condanna da parte di Gay Lex.

“Associare un caso di stupro di gruppo all’omosessualità – dichiara Gay Lex – definita oltretutto con termini volgari e dispregiativi, non è solo vomitevole per la scarsa deontologia. Ma oltraggioso per la vile generalizzazione e colpevolizzazione che si fa su milioni di persone.
Ecco perché il direttore se la vedrà con GAY LEX: risponderà in Tribunale del suo titolo osceno e indegno!

Nacchio, Gay Lex: “Per alcuni se un uomo stupra un altro uomo è la prova che i gay sono pervertiti”

Intanto Fabio Nacchio di Gay Lex affida al web un’amara riflessione. La domanda è: come funziona per alcuni fascisti e razzisti quando si tratta di commentare casi di stupro?

«Se lo stupratore è straniero e magari ha la pelle scura e magari è pure musulmano – scrive Nacchio – allora è evidente che la bestia è lui come tutti gli extracomunitari e i musulmani che, si sa, certe cose le fanno perché per loro è normale. Mica sono civili come noi. E quindi se ne devono andare tutti.

Se lo stupratore è maschio e compie una violenza su un altro maschio, magari minorenne, allora significa che è gay e che quella non è (solo) violenza sessuale o pedofilia, ma la prova che i gay sono dei pervertiti schifosi che fanno certe cose perché è nella loro natura.

Se lo stupratore (o gli stupratori) sono bianchi, italiani, ed eterosessuali, allora l’attenzione si sposta sulla vittima: cos’ha fatto per provocarli? Indossava abiti succinti? Camminava da sola? Li ha istigati mostrando sette centimetri di pelle tra il mento e il collo? Beh, se l’è cercata. Ché si sa come sono le ragazze di oggi, no?

Ecco, in tutti e tre i casi questi soggetti, oltre che gravemente disadattati e pericolosi, avrebbero proprio bisogno di corsi intensivi di rispetto di genere e di educazione alle diversità. Come quelli cancellati dalla becera Giunta triestina».

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