“Gay? Usiamo un lanciafiamme”. L’arma dello sbattezzo contro le parole del prete

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di Michele Pio Antolini


Le parole del parroco di Arborea, Silvio Foddis, che, in un post su Facebook, propone di usare un lanciafiamme contro i gay, sono l’ultima serie di una incredibile crociata anti LGBT di una parte della chiesa cattolica romana che non vuole e, non vede, il naturale evolversi della società civile negli ultimi decenni.

Certo, la chiesa cattolica, non ha mai seguito in maniera lineare e “rapida” la società: la storia è molto nitida e gli storiografici lo affermano da sempre. 

Bene fa il MOS (movimento omosessuali sardi) a pretendere le scuse della chiesa cattolica sarda, scuse arrivate dal parroco in questione e non dai vertici della diocesi.

Sarebbe il caso di sollevare il prete dall’incarico, poiché, purtroppo, le sue non sono parole di un semplice “cittadino”, ma di una guida “spirituale”, che, almeno un giorno a settimana, ha il “potere” di dire la propria nei sermoni domenicali.

Io, tuttavia, da ateo convinto, ricordo a tutta la comunità lgbt che la chiesa cattolica romana, per quanto influente nel nostro paese, non è il nostro interlocutore per la nostra battaglia politica; noi come comunità lgbt dobbiamo rivendicare la laicità delle istituzioni, sia locali che nazionali.

Ma se proprio vogliamo compiere un’azione politica contro “santa” romana chiesa, possiamo ricorrere a uno strumento molto efficace che spaventa le gerarchie ecclesiastiche per la perdita di potere economico e d’influenza politica che ne consegue: lo sbattezzo.

Sbattezzarsi non vuol dire “non essere più credente” (va rispettato chi ha una fede), vuol dire invece uscire dall’organizzazione chiesa cattolica e farla “pesare” sempre meno. Qui, potete trovare tutte le info sulle procedure di sbattezzo, a cura dell’UAAR.
Quindi care amiche e amici, se vogliamo fare un’azione politica forte contro chi ha per secoli fomentato l’omotransfobia, bisogna sbattezzarsi. Anche i credenti abbiano il coraggio e la volontà di distinguere tra la propria fede e i valori laici di tutte e tutti.
Tornando al prete è meglio che la chiesa lo sospenda ad divinis, magari mandandolo ad aiutare le persone in sere difficoltà sociali ed economiche in giro per il mondo e allora forse capirà quanto sono pesanti quelle parole.

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