Dopo lo strappo con GayLib, Betti lancia Diritti e Libertà: dalle adozioni omo, all’eutanasia

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Martedì 28 aprile 2015 a Torino è stato fondato il Movimento d’opinione Diritti e Libertà.

Programmaticamente senza colore politico, si propone di lavorare per i seguenti obiettivi:

• Matrimonio egualitario • Unioni civili etero e gay • Adozioni • Ius soli • Libertà totale per eterologa • Diritto per le persone trans di scegliere il proprio nome da inserire sui documenti d’identità • Estensione legge Mancino • Regolarizzazione prostituzione • Liberalizzazione droghe leggere • Testamento biologico • Eutanasia

diritti e libertà


Presidente costituente, almeno fino al congresso autunnale, è Davide Betti, ex coordinatore nazionale di GayLib, noto per essersi dimesso nel corso dell’ultimo congresso di Torino, denunciando l’azzeramento della democrazia interna all’associazione, in rottura col Segretario Daniele Priori e col Presidente Enrico Oliari – che gli ha risposto rilasciando un’intervista a LGBT News Italia.

Abbiamo incontrato Betti e gli abbiamo chiesto ciò che tutti vorrebbero sapere.

Come è avvenuta questa evoluzione di pensiero nella tua vita che ti ha consentito il passaggio da un’associazione come Gaylib – che si pasce di omofobia interiorizzata e chiede diritti dimezzati, a conferma del pregiudizio che vede le persone omosessuali e trans inferiori di fatto a quelle etero – a un movimento come questo per il riconoscimento di tutti i diritti civili?

Non c’è mai stata un’evoluzione nel mio pensiero. Da liberale ho sempre sostenuto queste battaglie di libertà, l’evoluzione in peggio l’hanno avuta in GayLib, un movimento che nasce liberale e negli anni è diventato troppo di destra. Avvisaglie si sono accertate dopo il congresso di Torino, dalle dimissioni da neopresidente eletto di Sandro Mangano, che si è ritirato a vita privata, fino alla non nomina dei coordinatori regionali perché reputati troppo liberali, togliendo totalmente la democrazia nella associazione e concentrando tutto il potere decisionale su Oliari e Priori.

Alcuni ti accuseranno di opportunismo, altri di aver fatto la solita scissione da un’associazione per fondarne un’altra a tua immagine. Come risponderai a chi ti chiederà questo?

Mi sono dimesso da Coordinatore nazionale di GayLib proprio perché è diventata un’associazione personalizzata alle idee ed esigenze del Presidente e del Segretario. Le alternative erano due: o tapparsi il naso e rimanere ospiti nella nostra associazione, oppure creare un movimento liberal in grado di far sentire padrone di casa tutte quelle persone che abbracciano il programma del nostro Movimento.

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