Giovanardi rischia il processo. PD e M5S votano autorizzazione a procedere

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Carlo Giovanardi (NCD) verso processo per diffamazione aggravata per dichiarazioni shock su Federico Aldrovandi. PD e M5S in Giunta per le autorizzazioni a procedere dicono sì ai magistrati. Ultima parola al Senato


Dopo averla scampata diverse volte, come per i continui e meschini attacchi diffamatori contro i suoi nemici giurati, gay, lesbiche, trans; dopo aver accusato Ilaria Cucchi di sfruttare la tragedia della morte del fratello Stefano; dopo aver dichiarato che le alluvioni a Modena sono provocate dalle nutrie che scavano il letto del fiume; dopo aver inventato l’argomentazione “scientifica” che “i soldati prima di morire in guerra chiamavano la mamma” per difendere la famiglia eterosessuale e che non può esistere una famiglia in cui due padri si chiamano Ugo; dopo aver paragonato, nel febbraio 2012, il bacio fra due donne in pubblico a chi urina per strada; dopo aver negato, nel gennaio 2013, l’olocausto omotransessuale, oggi noto come omocausto; dopo aver presentato, nel gennaio 2014, l’emendamento alla legge sull’omofobia, scovato dai parlamentari del M5S e definito “salvapedofili”, perché parificava la pedofilia a un orientamento sessuale; adesso Carlo Giovanardi, al momento senatore di NCD, in politica da 46 anni e in Parlamento da 23, è nei guai.

Il 27 marzo 2013, intervistato da La Zanzara di Radio24, aveva affermato che Federico Aldrovandi – ucciso a Ferrara nel 2005 dopo un controllo di polizia, per la cui morte sono stati condannati 4 agenti in via definitiva – non sarebbe morto per le percosse subite. L’intervista di Govanardi arrivava dopo che la madre del giovane aveva mostrato ai media la foto del cadavere, scattata in obitorio, con la testa grondante di sangue, per protestare contro un sindacato di polizia che aveva espresso solidarietà agli agenti condannati. Giovanardi, raggiunto da La Zanzara, è giunto a negare che il rosso visibile in foto fosse sangue, bensì un semplicissimo cuscino (i morti evidentemente stanno scomodi senza).

A seguito di queste dichiarazioni la madre del giovane, Patrizia Moretti, lo querela. Il 17 settembre 2014 la procura di Ferrara gli notifica l’avviso di conclusione delle indagini per il procedimento che lo vede indagato per diffamazione aggravata.

Di oggi la notizia che la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ha votato a favore della richiesta dei magistrati di processare l’omofobo Giovanardi, grazie ai voti di PD e M5S.

Ora la parola passa all’aula di Palazzo Madama che dovrà confermare o rigettare l’indirizzo della Giunta.

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