Hillary Clinton e la sua svolta nella lotta per i diritti LGBT

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Hillary Clinton
La candidata democratica alle elezioni presidenziali USA, Hillary Clinton.

La candidata alla presidenza degli Stati Uniti é in prima linea a favore della lotta per i diritti LGBT. Ma è stato da sempre così?


I primi passi insicuri

Durante la sua candidatura alla presidenza nel 2008, Hillary Clinton ebbe un’opportunitá importante per diventare leader indiscussa del movimento LGBT americano. Ciò nonostante, la candidata rifiutó.

Alla vigilia del simposio dell’associazione pro LGBT Logo Network, Hilary Rosen, consigliera politica LGBT, consultò la Clinton sulla questione LGBT.

La Rosen espresse la sua frustrazione dinanzi alla carenza di esponenti politici capaci di prendere posizioni ferree. A quel punto venne proposto alla candidata democratica di intavolare un discorso mai affrontato prima negli Stati Uniti. “Ho difficoltà a capire come possa proporre la questione LGBT in un contesto religioso e familiare” – dichiarò la Clinton, stando a quanto ha rilasciato Hilary Rosen. L’insicurezza politica, dunque, prese il sopravvento in quel caso.

Le dichiarazioni di Hilary Rosen

La Rosen, da tempo amica personale della Clinton afferma che all’epoca rimase ferita dai dubbi della candidata.

” Adesso, a distanza di anni, so che Hillary cercava il modo migliore per affrontare la questione – ha rivelato la Rosen al Washington Post -. So che adesso la sua coscienza é nella giusta direzione. Ha cambiato idea. Mi dispiace però che questo cambiamento sia avvenuto solo in un momento in cui il rischio politico é sparito”.

La Rosen allude infatti ad un cambiamento politico generalizzato, guidato da Barack Obama in materia di uguaglianza e maggiori diritti.

La svolta definitiva post Obama

A campagna elettorale ben inoltrata, Hillary Clinton si propone come una forte sostenitrice dei diritti LGBT e del matrimonio egualitario.

La Human Rights Campaign l’ha definita “leader indiscussa”.

Nonostante la sua attuale posizione ferrea però, le decisioni precedenti della candidata democratica lasciarono delusi non pochi sostenitori.

Proprio il marito Bill riconobbe nella comunità LGBT un’enorme potenziale di sostenitori ma all’atto di prendere decisioni storiche, la Clinton si tirò indietro.

“In quanto a diritti LGBT e matrimonio egualitario, vi sono persone che guidano e persone che seguono” – afferma Alan Van Capelle, ex direttore di Empire State Pride Agenda – ” in questo caso la Clinton decise di seguire”.

Ad ogni modo, le recenti dichiarazioni della Clinton promettono giustizia alla comunità LGBT americana e risuonano come promessa di redenzione.

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