Intervista a Bruno Casini: dagli anni Settanta a Matteo Renzi

1
356
bruno casini
Bruno Casini
Intervista al direttore del Florence Queer Festival Bruno Casini che ci parla del suo Sex and the Wordl, un libro-diario che racconta le più belle esperienze di viaggio dello scrittore, in giro per il mondo. Itinerari sospesi, fra la magia degli anni Settanta e l’esplosività degli anni Ottanta.

Di Andrea Miluzzo

“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. Così l’aforisma di un anonimo evoca il culto del viaggio. Ma un viaggio puoi viverlo ben più di tre volte. Anche quando lo scrivi e quando lo leggi.

Attraverso i ricordi impressi fra le pagine del libro di Bruno Casini, il lettore, chiunque esso sia, può diventare suo compagno di viaggio. Calarsi dentro dark room, città, aree di servizio, ville, campagne, spiagge, locali notturni, macchinate di amici. Vivere l’atmosfera dei mitici anni Settanta e Ottanta.

Bruno, oggi, è direttore artistico del Florence Queer Festival insieme a Roberta Vannucci. Lui, un uomo tutto d’un pezzo, serio, tranquillo, pacato. Eppure, quando era ragazzo, ci è andato giù pesante.

«Negli anni Settanta – racconta – ho fumato tantissimo. Sono stato in Afghanistan per 3 mesi, in Marocco, in Algeria, in Tunisia. Tutti questi viaggi sono stati all’insegna del fumo, dell’hashish, dell’erba».

Già perchè da sempre Bruno ha un debole per il viaggio.

Il suo “Sex and the Wordl. Viaggi gay e rock’n roll” è una sorta di memoriale in cui l’autore ha appuntato emozioni, passioni, sentimenti, amicizie, avvenimenti, impressioni, storie, ritratti, curiosità, da diversi angoli del mondo. Il suo mondo. Quello di un omosessuale, che ha vissuto, nel fior fiore della giovinezza, i mitici anni Ottanta.

Pagine svincolate da un genere letterario definibile. Che anzi sfumano e sconfinano dai colori del diario di viaggio a quelli del romanzo storico.

Andrea Miluzzo, responsabile di LGBT News Italia lo ha incontrato per saperne di più. Ciò che è venuto fuori, è un dialogo senza freni: dagli spinelli in macchina con gli amici, agli incontri nei battuage di villa Bellini a Catania.

«Andiamo da Firenze a Catania con una 500 Fiat in 4 persone, con tutti gli zaini. Arriviamo lì e ci dividiamo. Incontro questo parco, Villa Bellini. Bellissimo. Pieno di palme, fiori, profumi. Vedo questo tipo, che girovagava nel parco e mi propone subito di visitare Catania. Poi mi dice “Andiamo in un cinema a luci rosse” e mi porta a conoscere la Catania underground».

Le pagine del libro diventano anche finestra aperta sugli anni della cosiddetta “peste gay”, l’AIDS.

«In Italia arriva fra ’84 e ’85. La cosa terribile è che cominciano a mancare gli amici più cari, più intimi, gli amici che frequentavi, con cui andavi a passare le vacanze. I cellulari non c’erano e ogni telefonata sui fissi era per dirci che mancava qualcuno».

Infine, da conterranei, una battuta sull’attuale Presidente del consiglio Matteo Renzi.

Facebook Commenti

commenti

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

tre × due =