Amoris Laetitia, il girafaccia del papa che chiude le porte ai gay

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papa francesco anti gay
papa francesco anti gay

Nell’Esortazione Apostolica Postsinodale Amoris Laetitia di Papa Francesco. Il papa cita Ratzinger, parla di gender e sbatte le porte in faccia agli altri tipi di famiglie. In questo articolo, don Mario Bonfanti evidenzia alcune criticità del documento pontificio. 


Di don Mario Bonfanti.

È stata resa pubblica l’Esortazione Apostolica Postsinodale Amoris Laetitia di Papa Francesco. Vorrei evidenziarne alcune criticità:

1. Alquanto bizzarro che a parlare di “amore nella famiglia” (come recita il sottotitolo) siano vescovi maschi che non si sposano, non hanno famiglia e non fanno sesso (se non in modo promiscuo e poco responsabile). Mi torna alla mente il monito del rimpianto cardinale Carlo Maria Martini che scriveva: “La chiesa si è pronunciata troppo. A volta sarebbe meglio tacere!” (da C.M. Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme). Sagge parole!

2. Bizzarro anche come proprio la Chiesa Cattolica, con le proprie radici, si sia arroccata alla “famiglia”. “Esiste una radicale contrapposizione tra il movimento di Gesù e le famiglie – dice il biblista Mauro Pesce nel libro-intervista di Corrado Augias Inchiesta su Gesù -. Questo implica anche che la logica normale della famiglia (madre, fratelli, padre) venga da lui disattesa e combattuta”. E infatti sono parecchi i versetti contro la famiglia nei Vangeli (Matteo 10, 34-39; 12, 46-50; 22,23-33. Luca 2,41-50; 12, 49-53; 14, 25-26. Giovanni 2,1-4; ecc.). Brani ignorati dall’Esortazione del Papa. Che vi sia ancora (nonostante Lutero e la Riforma) un’intenzionale volontà di lasciare il popolo dei fedeli nell’ignoranza su ciò che dice davvero la Bibbia?

3. Il Papa inizia il capitolo primo scrivendo: “La Bibbia è popolata da famiglie”. Verissimo: e va benissimo il plurale. Ci sono coppie eteronormate (come Isacco e Rebecca), famiglie poligamiche (come Abramo, Sara e Agar), coppie same-sex (come Noemi e Ruth o Davide e Gionata), casi di “stepchild adoption” (Mosè e Gesù), unioni promiscue con prostitute (il profeta Osea) ecc. Un vasto panorama di “modelli” familiari… ignorato dall’Esortazione.

4. Appare, dunque, evidente come questo Documento porti avanti una ideologia della natura scientificamente falsa e volta solo a (cito l’antropologo Francesco Remotti): “privilegiare un tipo di famiglia a scapito di tutti gli altri”, “affermare che non possono essere ammesse altre soluzioni familiari oltre a quella monogamica ed eterosessuale”, “rifiutare ogni forma di poligamia”, far valere il principio “dell’indissolubilità non come effetto della volontà… ma come prodotto dell’intervento divino” (F.Remotti, Contro natura. Una lettera al Papa).

Al numero 251 il testo ribadisce (citandolo in calce) quanto dichiarato da Ratzinger nel 2003, mostrando così con chiarezza che le “aperture” di Papa Bergoglio sono false: nulla di nuovo sotto il sole!

5. Infine – ideologia per ideologia – non poteva mancare la ciliegina sulla torta: “Un’altra sfida – scrive Bergoglio – emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata gender” (n.56).

Già, proprio il gender: “un’invenzione dell’ultimo decennio  – come documentano Federico Ferrari, Enrico M. Ragaglia e Paolo Rigliano nell’opuscolo Il genere. Una guida orientativa – che  ha  il  chiaro  scopo  reazionario  di  impedire  l’emancipazione  da  un lato delle donne e dall’altro delle persone gay, lesbiche e transessuali”

A leggere questi documenti si ha conferma delle resistenze di una Chiesa che non vuole cambiare. Molte persone LGBT, che credono in Dio, soffrono perché non si sentono accolte. Per queste ragioni è doveroso ricordare che esistono tante altre chiese dove le persone LGBT possono essere se stesse e sentirsi parte della volontà e del progetto di “dio” e della vita. Perché restare aggrappate e aggrappati alle sottane papali? Perché non provare a cambiare noi e sentirci uomini e donne benedetti dalla vita e pieni di ogni grazia? Se far parte di un’istituzione che discrimina e condanna vi fa stare male, esiste la possibilità di uscirne. Una possibilità è quella dello sbattezzo, che non significa rinnegare Dio, ma quella struttura di potere oppressivo, contraria a ogni movimento per i diritti civili.

Poi, ricominciare a vivere da liberi “terrani” o cittadini dell’Universo.

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Don Mario Bonfanti
Mario Bonfanti, prete queer, uscito dalla chiesa cattolica l'11 ottobre 2012 (Giornata internazionale del coming out) per essere liberamente e autenticamente se stesso come persona profondamente spirituale e intensamente sessuale insieme. Ora appartiene alla MCC (Metropolitan Community Church) un movimento cristiano mondiale inclusivo verso tutti (etero e LGBTIQA persons, cristiani e appartenenti ad altre religioni, credenti, agnostici, atei) che si batte per i diritti di tutte e tutti. Guida "Il Cerchio", una comunità di ricerca spirituale libera e liberante, che s'impegna a diffondere il messaggio di giustizia, amore universale e rispetto. Libero professionista in ambito di crescita personale è life coach, mediatore familiare, Master Practitioner in PNL, leader di Yoga della Risata e formatore indipendente di Comunicazione Nonviolenta. Da anni si impegna per i diritti umani nel mondo e sul territorio per una cultura che superi sessuofobia, omobitransfobia, misoginia. Attualmente ha una relazione BDSM e si batte per sdoganare i tabù della nostra cultura e per cogliere la spiritualità insita nella sessualità umana.

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