Mattarella nomina Paola Dall’Orto, fondatrice d’AGeDO, cavaliera della Repubblica

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Paola Dall'Orto

di Andrea Miluzzo


Paola Dall’Orto, fondatrice di AGeDO, “Associazione Genitori Di Omosessuali“, ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per la sua azione in AGeDo e per AGeDO. Ad annunciarlo su Facebook è il figlio Giovanni Dall’Orto che commenta: «È il primo riconoscimento da parte dello Stato del fatto che stiamo lavorando per il bene di tutti».

Dall'Orto

È bene che le istituzioni prendano posizioni nette e pubbliche di fronte al rinvigorimento di istanze omofobiche e antigay riconducibili all’estremismo religioso che stanno tentando di imbarbarire l’Italia, mistificando la realtà e paventando scenari apocalittici degni del più bieco terrorismo psicologico dai tempi della caccia alle streghe, con retaggi di fascismo.

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AGeDO viene costituita formalmente il 18 marzo 1993 a Bologna. Fra i soci fondatori Ursula Rutter in Barzaghi, Maria Luisa Rebaioli in Melissari di Milano, Graziella Beccari di Modena, Augusto Nencioni e Franca Fantungheri in Nencioni di Firenze. Paola Dell’Orto vi ricopre il ruolo di presidente fino al settembre 2007.

Abbiamo conosciuto – spiega Paola Dall’Orto in una nota sulla fondazione e sul ruolo di AGeDO – quanto liberatorio e rassicurante fosse sapere di poter condividere una realtà che sicuramente, fino ad allora, pensavamo appartenesse ad altri, mai a noi: ci siamo comunicati questa sensazione, quasi di leggerezza e, su consiglio di mio figlio Giovanni, che conosceva la realtà degli altri Paesi, ricchi di associazioni di genitori, abbiamo capito quanto fosse importante che anche in Italia se ne creasse una simile. Lo scopo era quello di aiutare quei genitori che si fossero trovati nella nostra stessa situazione: in uno stato di disagio, spesso di disperazione, e quasi sempre nell’ignoranza sull’argomento “omosessualità”.

All’inizio abbiamo fatto molta fatica a “capire”, perché non è stato facile per molti di noi entrare in un’ottica così nuova e soprattutto così diversa. Nessun genitore mette minimamente in una prospettiva futura la possibilità di partorire un figlio o una figlia omosessuale: è, come sempre, un problema degli altri!

Così abbiamo pensato di aiutare questi genitori a conoscere “cosa non è l’omosessualità” cioè a sapere che non è cosa sporca, non è perversione, peccato, criminalità, pedofilia ecc., tutto quanto cioè ci è stato inculcato da secoli e che ormai fa da substrato alle nostre credenze e che crea una mentalità che noi, anche se in buona fede, “passiamo” a tutti i nostri figli, anche a quelli omosessuali, procurando loro profonde ferite, confusioni, sofferenze.

Se, dunque, riuscissimo ad aiutare ogni genitore a superare questa mentalità, come abbiamo fatto anche noi con successo seppur quasi sempre con fatica, allora ne avrebbe un gran beneficio tutta la famiglia, e soprattutto il figlio o la figlia omosessuale e transessuale che troverebbe così un ambiente più accogliente, che lo renderebbe più forte e più sicuro di sé e della propria identità, senza doversene vergognare.

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