Miluzzo a Gayburg: “Estremisti cattolici condividono principi di ISIS e nazismo. Chiesa Cattolica chieda scusa”

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In un’intervista rilasciata a Gayburg, Andre Miluzzo, responsabile di LGBT News Italia, difende la strategia del boicottaggio precisando che quando s’innesta nella battaglia per l’uguaglianza, che è un principio nobile, allora anche il boicottaggio diventa nobile.

Poi, citando Rosa Parks, rilancia le critiche a Domenico Dolce:

Se al posto di Rosa Parks ci fosse stato Domenico Dolce ancora i neri sarebbero segregati e considerati inferiori ai bianchi.

Sulla posizione ufficiale delle gerarchie della Chiesa cattolica e soprattutto dei fanatici religiosi ritiene scandaloso che la religione cattolica discrimini le persone LGBT condividendo in questo modo gli stessi principi di fondo su cui si fondano ideologie criminali e ascientifiche quali Isis e nazismi.

Parlando dei processi di emancipazione delle persone LGBT ritiene che tutte le minoranze discriminate per pregiudizi nel corso della storia e le persone eterosessuali debbano sentire il dovere di contribuire alla battaglia per i diritti LGBT, in quanto non è solo la battaglia “privata” di una minoranza, ma assume un valore universale nel quadro dell’affermazione delle libertà individuali, della dignità umana, dei principi d’uguaglianza e di autodeterminazione di tutti gli esseri umani.

Alla domanda sulle leggi in discussione al senato si dice timoroso che questa classe politica e questa situazione governativa sia inadeguata ad affrontare qualsiasi questione riguardante diritti civili e temi etici.

Sugli estremisti cattolici e sulla differenza fra opinioni e offese:

Ciò che è stato definito dalla scienza è verità oggettiva non opinabile. Le associazioni antigay nascondono il loro vero obiettivo, di bloccare, ascientificamente ed egoisticamente, l’inizio di un percorso di affermazione del principio di parità fra omosessuali ed eterosessuali, dietro l’alibi della difesa della libertà d’opinione. Ciò che chiamano libertà d’opinione spesso devia in libertà d’insulto e di diffamazione.

E conclude:

Un eterosessuale può sperimentare la sensazione che le persone LGBT avvertono di fronte ai discorsi di fanatici e integralisti pseudocattolici e pseudoislamici, qualora io venissi a dirvi che, secondo la mia opinione, il sole ruota attorno alla Terra.

Ecco il testo integrale dell’intervista pubblicata dalla redazione di Gayburg:

I nostri parlamentari sono impegnati a presentare mozioni volte a sostenere che i vantaggi economici di un’azienda valgano più dei diritti umani, peraltro pretendendo le scuse di Elthon John per il suo boicottaggio a Dolce e Gabbana dopo i loro insulti alle famiglie non tradizionali. Peccato che tutto ciò dimostri solo scarsa sensibilità ed ignoranza, anche in virtù di come non ci si sia neppure permutati di appurare come la popostar inglese è semplicemente uno dei sette milioni di aderenti ad un boicottaggio proposto da un sito italiano. Noi abbiamo incontrato chi l’ha lanciato.

Com’è nata l’idea di lanciare la campagna #BoycottDolceGabbana?

È nata dall’idea di avvalersi delle strategie di lotta che hanno portato l’America e altri stati alla costruzione di quella sensibilità collettiva che sta alla base del riconoscimento politico dei diritti civili. Quando lanciammo l’altra campagna contro il Lido Azzurro di Catania, per aver cacciato due ragazze che si erano date un bacio, mi rimasero impresse le parole del responsabile di un lido di Addiopizzo, sorto in un bene confiscato alla mafia, mi disse «Boicottare l’omofobia e le aziende che la sostengono è come per noi boicottare la mafia e le aziende che pagano il pizzo». Dobbiamo farci consumatori etici, critici e sostenere chi mette la propria popolarità al servizio dell’uguaglianza e del contrasto dei pregiudizi.

C’è chi sostiene che Domenico Dolce abbia solo espresso una lecita opinione. Condividi tale posizione?

Dolce ha espresso opinioni, ma ha anche offeso. Il boicottaggio non è per i passaggi in cui esprime opinioni. Tutti hanno il diritto di dirsi contrari alla fecondazione assistita, perché questa sì è un’opinione legittima la cui espressione noi difendiamo, auspicando il dialogo. Abbiamo deciso di boicottarli per i passaggi in cui offendono tutte le famiglie non tradizionali perché se «la famiglia è solo quella tradizionale», come dice Dolce, allora le altre cosa sono? Come le uova di sarde rispetto al caviale? Inoltre, ha offeso e disprezzato bambini meravigliosi che sono anche figli di coppie eterosessuali o di single declassandoli e bollandoli come “figli della chimica”. Figli desiderati dalle loro famiglie fino al punto di accettare percorsi difficili, onerosi, ostacoli e sofferenze, storie che non possono essere infangate in questo modo. Tutte le famiglie e tutti i bambini hanno la stessa dignità. D&G sono liberissimi di dire come la pensano, fin quando non intridono le opinioni d’offese, e noi liberissimi di dare i nostri soldi alle aziende che sostengono l’uguaglianza, piuttosto che a quelle che alimentano il pregiudizio prendendosi gioco dell’evidenza scientifica e degradandola al rango di semplice opinione. Questa è vera libertà, che non può essere unilaterale. Chi difende la loro libertà d’opinione non può non difendere anche la nostra libertà di contestazione.

Qualcuno sostiene che un boicottaggio sia da ritenersi un’azione violenta ed integralista. È così?

Considerare un boicottaggio come una sorta di messa all’indice di un pensiero è mero pregiudizio. Il boicottaggio è una scelta libera di coscienza, non è imponibile. In questo caso s’innesta nella battaglia per l’uguaglianza, che è un principio nobile. Ogni giorno milioni di persone boicottano senza saperlo, scegliendo a chi destinare i propri soldi. Ogni volta che opti per qualcuno o qualcosa, lasci fuori altro: rifiutando di pagare il pizzo boicotti la mafia; rifiutando di pagare mazzette boicotti malaffare e corruzione; rifiutando di comprare pellicce boicotti chi tortura gli animali; se non destini l’otto per mille alla Chiesa scegli lo Stato e se non lo destini allo Stato scegli la Chiesa, secondo dei principi; quando scegliamo di comprare dalle aziende che non sfruttano il lavoro minorile, scartiamo le altre; quando scegliamo un partito piuttosto che un altro lo facciamo perché condividiamo una visione del mondo, un sogno, e di conseguenza scartiamo gli altri, quando scegliamo l’onestà boicottiamo la disonestà. Dove sta la differenza? Vogliono decidere al posto nostro a chi dobbiamo destinare i nostri soldi? Pensano che minacciamo con le spranghe chi non vuole aderire? Tutti sono liberi di dire la propria opinione, quando non si confonde con l’offesa, ma tutti devono essere ugualmente liberi di reagire all’omofobia, anche a quella interiorizzata, come meglio credono. Quando scegli il bene e i valori, rifiuti il male e i pregiudizi, allora il boicottaggio è nobile. Nel prossimo articolo che pubblicherò su LGBT News Italia parlerò di Rosa Parks, nera e attivista statunitense, figura-simbolo del movimento per i diritti civili che nel 1955 rifiutò di cedere il posto su un autobus ad un bianco. Quella notte, cinquanta leader della comunità afroamericana, guidati da uno sconosciuto Martin Luther King, si riunirono. Il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che durò 382 giorni: dozzine di pullman fermi per mesi, finché non venne rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Se al posto di Rosa Parks ci fosse stato Domenico Dolce ancora i neri sarebbero segregati e considerati inferiori ai bianchi. In Italia non abbiamo mai avuto questo, non abbiamo mai avuto una Rivoluzione francese, non abbiamo avuto una Stonewall e temo che se continueremo con questo andazzo, con questo chiedere i diritti “per favore”, accontentandoci dei compromessi fra partiti e dei contentini alla lobby vaticana antigay in quanto gay, se continueremo così frammentati a farci guerra fra noi, a non sostenere gli uni le iniziative degli altri, se non sapremo coinvolgere gli eterosessuali, i nostri amici, le famiglie, i datori di lavoro, i giornalisti, i luminari, in uno scossone non violento delle coscienze assopite, temo che, qui da noi, non cambierà mai niente, se non quando già questa generazione sarà morta. Le strategie di lotta delle minoranze che hanno vinto le loro battaglie andrebbero copiate, e ribadisco copiate, e tutte le comunità un tempo perseguitate andrebbero coinvolte. «Dimmi con chi stai e ti dirò chi sei» dice un proverbio: che nazismo e ISIS stiano nella schiera dei persecutori è già la conferma oggettiva della matrice maligna della militanza antigay; che neri e donne stiano nella stessa lista degli omosessuali, fra le categorie perseguitate, conferma l’onorabilità oggettiva delle istanze liberatorie. Da una parte, la Chiesa cattolica dovrebbe vergognarsi di condividere -in questo campo- le istanze liberticide e ascientifiche con le ideologie più criminali e ripugnanti della storia, dovrebbe desistere dal perseverare nelle posizioni di condanna dell’omosessualità che arrecano sofferenza e chiedere perdono per le colpe del passato. Dall’altra parte, lo schieramento dei processi di emancipazione delle persone trans, lesbiche, gay, accanto a quelli condotti dalle donne, dai neri, dagli ebrei, da tutte le minoranze discriminate e oggi tutelate nel mondo civile, dovrebbe far riflettere sulla portata universale che il riconoscimento di tali diritti assume nel quadro dell’affermazione delle libertà individuali, della dignità umana, dei principi d’uguaglianza e di autodeterminazione, che sono patrimonio comune, da conquistare e difendere attraverso una battaglia di civiltà condivisa anche dalle persone eterosessuali come un dovere, con l’orgoglio di collocarsi dalla parte giusta della storia.

Credi che le loro affermazioni avranno ripercussioni politiche sulle leggi in discussione in Senato?

Non credo che questo governo abbia le carte in regola per affrontare serenamente alcuna questione riguardante i diritti umani e i temi etici, per via dei ricatti di Ncd, degli intrallazzi bipartisan con le gerarchie vaticane, dell’inadeguatezza culturale di gran parte della classe dirigente di questo Paese, dell’assenza di una strategia unica e funzionale del Movimento LGBT italiano, frazionato in piccoli “partiti” in concorrenza fra loro. Temo che ancora una volta le nostre speranze verranno tradite, temo che questa proposta di legge si arenerà in latitanza come quella contro l’omofobia, che poi era diventata “salvaomofobi” con l’emendamento Gitti, che poi è sparita. Ma la mia speranza più viva è che la realtà dei fatti smentisca questa mia disillusione da “gufo”, come dice Renzi. Il timore è che se mai riusciranno ad approvare una legge sarà svuotata delle parti che le danno senso, come la reversibilità delle pensioni e la stepchild adoption. Impedire a una persona omosessuale di lasciare la propria pensione, per la quale ha pagato i contributi, al compagno o alla compagna di una vita, mi pare ancora più ingiusto e assurdo che sostenere che non possano sposarsi. Impedire la reversibilità della pensione non trova fondamento in nessuna etica, in nessuna ideologia religiosa, in nessuna superstizione, è solo questione di uguaglianza, di pari dignità e opportunità.

Sempre più spesso l’insulto viene legittimato come una “libertà di opinione”. Secondo te, qual è il limite fra un’opinione lecita e un discorso d’odio?

Ciò che è stato definito dalla scienza è verità oggettiva non opinabile. Le associazioni antigay nascondono il loro vero obiettivo, di bloccare, ascientificamente ed egoisticamente, l’inizio di un percorso di affermazione del principio di parità fra omosessuali ed eterosessuali, dietro l’alibi della difesa della libertà d’opinione. Ciò che chiamano libertà d’opinione spesso devia in libertà d’insulto e di diffamazione.
I diritti LGBT non sono solo incolumità fisica, matrimonio, vita familiare, adozioni. Il quinto diritto è quello a non essere insultati, quotidianamente, con definizioni false e gravi, soprattutto se provenienti dagli amboni delle chiese, o dagli scanni del parlamento e delle istituzioni.
C’è un particolare che sfugge ai finti paladini del diritto d’opinione: è lecito opporre l’opinione a un’altra opinione; ma è disonesto contrapporre opinioni ideologiche alla scienza. È sleale presentare convinzioni personali come fossero scienza, o trattare la scienza come un’opinione qualsiasi. Le differenze sessuali del genere animale e quelle affettive e sessuali del genere umano non sono più determinabili da opinioni. Sono state argomento di studio scientifico e la scienza, accreditata come tale, è unanime nel definire l’omoaffettività come variante del comportamento umano concepita dalla natura. L’omofobia invece è contronatura, perché non esiste nel regno animale. Pertanto, contrapponendo opinioni e scienza, in un discorso, si crea uno squilibrio irrazionale folle. Sarebbe come sostenere, oggi, che la Terra sia piatta, o che il sole ruoti intorno alla Terra. Un eterosessuale può sperimentare la sensazione che le persone LGBT avvertono di fronte ai discorsi di fanatici e integralisti pseudocattolici e pseudoislamici, qualora io venissi a dirvi che, secondo la mia opinione, il sole ruota attorno alla Terra.

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