Morto Dario Fo, lo ricordiamo con la lettera scritta a Barilla in difesa delle persone LGBT

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Il drammaturgo Dario Fo in una foto con la moglie Franca Rame.

Addio a Dario Fo. Muore a 90 anni, il grande intellettuale, drammaturgo, attore, regista, scrittore, pittore, scenografo e attivista italiano. Era ricoverato da 12 giorni all’ospedale sacco di Milano, per problemi polmonari. Premio Nobel per la letteratura nel 1997. “Caro Guido, rappresenta la famiglia nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi – scriveva a Barilla, quando la comunità LGBT boicottava l’azienda -. Oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini. E l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini”.


È morto un premio Nobel. Ma non solo. È morto un grande intellettuale. E prima di tutto, l’ultimo grande satiro dell’Italia dei nostri tempi. Maestro del Castigare ridendo mores, ovvero, del correggere i costumi ridendo.

Prestigioso, autorevole e nobile alleato degli ideali di uguaglianza, autodeterminazione, pari opportunità, pari diritti.

Ci mancherà il suo impegno nelle battaglie per i diritti civili. E le sue azioni di sensibilizzazione al fianco delle persone LGBT.

Il suo attivismo ha contribuito a rendere l’Italia un Paese migliore. O, quantomeno, ha dimostrato il bello anche nell‘accusa contro le angherie dei potenti sugli ultimi.

Con lui la contestazione sociale ha scalato gli apici della satira. La denuncia si è fatta genere letterario aulico. Intrisa dei colori della vecchia Satura latina e adornata con l’arte della retorica moderna.

Da Aristofane a Ennio, da Ariosto a Dario Fo. L’estremo del ponte che collega la nostra cultura a quella greca.

Vogliamo ricordarlo con la lettera aperta in cui invitava Guido Barilla a rappresentare tutte le famiglie nei suoi spot. Proprio nei giorni in cui la comunità LGBT, in tutto il mondo, boicottava l’azienda per le uscite omofobiche del patron a La Zanzara.

A Guido Barilla: “La pasta è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti”.

“Oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte – scriveva nella lettera affidata a Change.org -. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini. E l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini”.

Ecco il testo integrale:

“Caro Guido Barilla,

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore, ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l’occasione di conoscere Pietro, vostro padre.

Una persona piena di creatività ed intelligenza, appassionato d’arte e di cultura.

In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti.

Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini. E l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini.

Sull’amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull’amore si fonda una casa. 

Alla domanda sul perché la sua azienda non faccia spot pubblicitari con famiglie gay, lei ha risposto: “Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell’azienda”. Poi, in seguito alle polemiche che si sono scatenate, ha specificato: “Volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia”. E ancora: “Ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”

Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender.

Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

Mi appello a lei, caro Guido, perchè ha modo di ridare all’Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. 

Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”.

DARIO FO”

Il caso Barilla.

Il 23 settembre 2013, Guido Barilla aveva rilasciato dichiarazioni omofobe alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”. La sua idea di famiglia contemplava soltanto quelle eterosessuali e aggiungeva: “non voglio coppie gay negli spot della Barilla”. Così, l’azienda era stata investita da una campagna di boicottaggio mondiale da parte di associazioni LGBT, Università, personaggi dello spettacolo, della cultura (uno su tutti Dario Fo), eterosessuali e omosessuali. Tant’è che anche Luca Barilla, fratello di Guido, era stato costretto a chiedere scusa e ad ammettere che l’azienda rischiava il fallimento. Le famiglie omosessuali, d’altronde, statisticamente sono più ricche delle famiglie eterosessuali, ciò si traduce in un maggiore potere d’acquisto.

In America, l’azienda ha tempestivamente riconosciuto l’errore. Chiedendo aiuto alle associazioni omosessuali e rinnovando le politiche aziendali in termini di diritti e accoglienza delle persone LGBT  e delle coppie omosessuali. Così, a distanza di un anno, i responsabili della multinazionale in America hanno chiesto alle associazioni LGBT di valutare le politiche interne della Barilla, che sono riuscite a piazzarsi, negli USA, fra le più gay-friendly.

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Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

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