Nel vagone dell’educazione – Storia di ordinaria omofobia (a lieto fine)

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a cura di Raffaele Romano


Ieri ero nel treno diretto a Napoli con amici. Eravamo entrati in un vagone e tutti i posti (o quasi) erano occupati, allora ci siamo seduti vicino a una signora che stava leggendo e abbiamo iniziato a parlare tra di noi. Ad un tratto questa signora si alza con area arrabbiata e comincia a dire che noi siamo scostumati, senza rispetto perché urlavamo (quando non è vero, stavamo semplicemente parlando). Io le rispondo con educazione dicendo

Mi dispiace, non ci eravamo resi conto di urlare

e ad un tratto questa mi dice

Guarda sto femminiello

Io, sentendo quella parola, mi alzo incazzato e inizio a ragionare (urlando) con la signora, ma sempre con dei modi educati. Lei vuole aver per forza ragione e allora, per non iniziare ad usare termini poco piacevoli, decido di mettermi le cuffiette e di far finta di nulla, tanto l’ignoranza si commenta da se!

Nel frattempo, alcune persone si avvicinano a me dicendo: “Non badarci è un’ignorante!” e altre persone mi difendono. E’ in quel momento, finalmente, ho provato una gioia immensa dentro di me, un qualcosa che mai mi sarei aspettato da degli estranei! Non potevate immaginare la mia felicità.

Comunque alla fine la signora si è trovata a discutere con queste persone e indovinate alla fine cosa griderà?

A ME NON IMPORTA UN CAZZO DELLA LEGGE!

Ci siamo capiti bene ragazzi? Speriamo che ci siano persone sagge come lei.. ne abbiamo bisogno!

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