Padre Adams, l’unico prete gay sposato da 8 anni. Il Vaticano lo teme. Lui: “Sesso per far carriera in Vaticano”

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padre tonu adams prete gay sposato
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di Redazione.


Padre Adams è l’unico prete gay sposato da 8 anni: “Ai miei tempi si faceva sesso per far carriera in Vaticano. Ho avuto relazione con un potente arcivescovo polacco in Vaticano”. Ma dopo due anni dall’intervista rilasciata a “La Gazzetta del Mezzogiorno” è ancora prete e si è preso il lusso di rifiutare la riduzione allo stato laicale propostagli dal suo vescovo. Perché il Vaticano lo teme? E  perché non lo ha trattato come Monsignor Charamsa? Incoerenza o qualcosa di più? Di quale polacco in Vaticano parla?


Quando il Vaticano perdona perché ha paura. Lui: “Ho avuto relazione con un potente arcivescovo polacco in Vaticano”. Ora è l’unico prete gay sposato al mondo


Si infrange il muro d’omertà che regna nella chiesa, dopo il coming out di Monsignor Charamsa, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, che a un giorno dall’apertura del Sinodo sulla Famiglia è “uscito dall’armadio” in cui ha nascosto la sua vera identità per anni, ha fatto pubblico coming out, dichiarato di essere felice, di avere un compagno e ha invitato la Chiesa ad “aprire gli occhi”.

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Nel suo caso, la reazione del portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, è stata immediata:

«Non potrà continuare a svolgere i compiti precedenti presso la Congregazione della Dottrina della Fede e le università pontificie»

Ma c’è qualcosa di strano nel funzionamento di questa macchina punitiva. Due anni fa, infatti, pochi lo ricorderanno, un’intervista, anche potenzialmente più deflagrante di quella di Charamsa non provocò gli stessi effetti e quel prete vive ancora oggi col marito.

Così, dopo due anni dalla prima intervista, “La Gazzetta del Mezzogiorno” torna a incontrare padre Tony Adams.

Tony Adams è un prete americano gay, di Santa Romana Chiesa, che vive da otto anni col suo uomo, ma che ha rifiutato la riduzione allo stato laicale propostagli dal suo vescovo. Così, dopo il coming out di Charamsa, che ha fatto tremare il Vaticano nei giorni del Sinodo, il prete che oggi vive nel Connecticut torna a dire la sua:

«Quando ero giovane, ed ero al Vaticano – spiega – tutti sapevano dell’omosessualità che regnava sovrana tra i preti, tutti sapevano delle relazioni anche tra cardinali e giovani sacerdoti, ma nessuno diceva e faceva niente. Si sapeva e basta, e si copriva tutto. E si faceva sesso anche per fare carriera in Vaticano, anche io l’ho fatto con quell’arcivescovo polacco. Ma non feci carriera. Anzi, dopo quella storia capii che molti uomini che lì dentro portavano la tonaca più che Dio amavano il potere. Ecco perché decisi di lasciare Roma e il Vaticano e di ritornare nel Connecticut dove, poi, ho incontrato l’amore della mia vita»

Ma Andams non ha alcuna intenzione di lasciare il sacerdozio:

«Io resterò un prete per sempre, non intendo uscire dalla mia Chiesa che non è quella degli affari economici e delle lobby di potere ma quella delle parole di Gesù. E quando mai Gesù ha detto qualcosa contro l’amore omosessuale? Non mi sento un peccatore, ho fatto esattamente quello che Gesù diceva ai suoi discepoli, di avere una vita autentica e di seguire i comandamenti. Io sono nel Regno di Dio»

Desta un certo sospetto, però, il fatto che a differenza di Charamsa sia stato trattato coi guanti gialli. Dopo la sua intervista esplosiva, che sfidò il pungo di ferro di Ratzinger, non accadde nulla. Da Roma nessuno si fece vivo. Soltanto l’anno successivo – spiega la Gazzetta – la Diocesi di Hartforf, gli ha scritto una lettera:

«Mi chiedevano un incontro per “risolvere” la questione – racconta Adams – mi proposero lo stato laicale. Ovviamente ho risposto di no, che non mi interessa».

Parecchi sono i dubbi che queste parole sollevano. Se Adams non ha fatto carriera, perché ha vuotato il sacco ai giornali, tuttavia il potentato vaticano lo ha graziato e questo, in un certo senso, può essere già interpretato come un trattamento di favore. Ma in cambio di cosa? Perché il Vaticano lo teme? E  perché non lo ha trattato come Monsignor Charamsa? Incoerenza o qualcosa di più?

E in fine, la domanda delle domande: di chi parla Adams? Di un polacco o del polacco?

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