La Marcia dei Diritti. Il 12 dicembre in piazza a Roma per rilanciare agenda diritti civili e laicità

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Locandina marcia dei diritti
Locandina marcia dei diritti

di Andrea Maccarrone.

Roma in piazza il 12 dicembre con la Marcia dei diritti per chiedere alla politica di cambiare rotta verso la strada del pieno riconoscimento dei diritti civili


Oggi ricorre il TDoR (Transgender Day of Remembrance), giorno da qualche anno dedicato al ricordo delle vittime transgender e transessuali, spesso dimenticate anche da media e dalle stesse associazioni lgbt. Proprio oggi, e non a caso, un gruppo di associazioni (Anddos-Gaynet Roma, Associazione Lista Lesbica Italiana, Gaycs, I Mondi Diversi No Profit, Roma Rainbow Choir, Scosse, UAAR Roma), di attivisti e di attiviste di cui faccio parte, ha deciso di lanciare l’appuntamento della Marcia dei Diritti per sabato 12 dicembre prossimo a Roma (appuntamento dalle 14:00 a piazza Colosseo) in gemellaggio con un’analoga iniziativa a Vicenza.

L’obiettivo dichiarato è quello di riprenderci «la voce che ci spetta su temi che toccano nel profondo le nostre vite e la nostra dignità» e di sfidare «il Governo a una radicale inversione di tendenza sul terreno dei diritti civili» dal momento che «nonostante i continui episodi di omo-lesbo-transfobia – dichiarano gli organizzatori nel comunicato di oggi – l’allarmante aumento della violenza di genere e degli attacchi ideologici contro l’educazione al rispetto e alle differenze e la creazione ad arte della psicosi collettiva della fantomatica ideologia gender, l’attuale Governo ha scelto di lasciare vacante il Ministero delle Pari Opportunità e ha chiuso anzitempo la strategia nazionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Ciò che si discute ora nel Palazzo, inoltre, è una legge di compromesso che tuttavia finora il Parlamento non è comunque riuscito ad approvare».

Inusualmente chiare e nette le richieste alla politica: «estendere il matrimonio civile a tutte le coppie; contrastare le discriminazioni subite ogni giorno dalle persone LGBTI; riconoscere i diritti di tutte le coppie conviventi non sposate; garantire immediatamente i pieni diritti delle figlie e dei figli delle famiglie omogenitoriali; promuovere un sistema di istruzione pubblico, laico e di qualità in cui si preveda l’educazione alla sessualità e al rispetto delle differenze». La ricetta per una politica laica e capace di guardare alla realtà sociale mutata e al contesto europeo ormai molto più avanti del nostro.

Una piattaforma di rivendicazioni che vuole guardare anche al di là della comunità lgbtqi e si apre all’interlocuzione con le realtà sociali più vive del Paese i movimenti studenteschi e delle donne, le associazioni per i diritti civili e le nuove famiglie eterosessuali che sfuggono al sacramento matrimoniale.

Una marcia di progresso che il 12 probabilmente farà solo il suo primo importante passo perché consapevole di quanta strada ci sia ancora da fare in Italia per cambiare le cose, ma non possiamo certo restare alla finestra ad aspettare che i diritti ci vengano regalati o, peggio ad assistere in silenzio all’ennesimo triste spettacolo di mercato sulle nostre pelli.

«Scendiamo in piazza per liberare i nostri diritti presi in ostaggio dai pregiudizi, dalle ideologie e dai fondamentalismi e per sfidare il Governo su matrimonio per tutte e tutti, laicità, genitorialità, contrasto della violenza e della discriminazione di genere […]. Il 12 dicembre ci mettiamo in marcia, fianco a fianco, con i colori dell’arcobaleno. I nostri passi saranno scanditi dalle rivendicazioni di giustizia, laicità, eguaglianza e libertà, rivolte a chi ancora di passi non ha saputo e voluto compierne alcuno».

Queste le parole d’ordine e allo stesso tempo l’invito e l’appello che come organizzatori della Marcia dei Diritti lanciamo oggi. Speriamo che a raccoglierli siano tante associazioni e realtà  e soprattutto tante cittadine e cittadini che, come noi, non hanno perso la speranza di poter cambiare in meglio il nostro Paese e vogliono continuare a battersi e a mobilitarsi per farlo, assieme, mettendoci la faccia, come abbiamo appreso dalle nostre sorelle trans, queer, travestite e irregolari, di cui oggi ricordiamo le vittime, ma che il 28 giugno 1969 furono le prime a reagire ai soprusi dando vita al Pride.

Per approfondire:

l’appello; il comunicato di oggi; la pagina Facebook; aderisci.

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Andrea Maccarrone
Sono nato a Catania e mi sono laureato in scienze politiche alla LUISS Guido Carli di Roma. Approdato giovanissimo al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli nel 1998, da ottobre 2012 a ottobre 2015 ne sono stato presidente. L'ottobre 2013 mi ha visto Regional Director in InterPride. Sono stato nel board di EPOA (European Pride Organisers Association) in veste di “internet and media coordinator” per diversi mandati e capodelegazione del Mario Mieli alla conferenza EPOA di Zurigo 2008 che ha assegnato a Roma l’EuroPride 2011. Per il Comitato EuroPride Roma 2011 ho curato le relazioni internazionali. Portavoce del Roma Pride nel 2013, 2014 e 2015. Ho scritto su diverse testate e, nelle stagioni 2011/12, ho ideato, scritto e condotto TimesQueer, programma settimanale su cultura, politica e società lesbica gay bisex trans, su Radio Popolare Roma. Oltre ai diritti civili ed lgbtqi mi interesso di politica, economia e relazioni internazionali, in particolare dell'area mediterranea e del Vicino Oriente.

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