Reggio Calabria Pride 2015. Le foto dell’evento a conclusione dell’Onda Pride che ha mobilitato oltre un milione di italiani

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Un uomo avvolto di bandiere Rainbow al Reggio Calabria Pride 2015

di Flavia Viglione.


Oltre un milione di italiani si sono mobilitati quest’anno in 15 città e l’ultima tappa di questa straordinaria stagione di emozioni è stata il Reggio Calabria Pride 2015. Proposto anche un documento politico.



 Si è concluso ieri l’evento dell’Onda Pride, che ha mobilitato 15 città italiane in difesa dei diritti LGBT. Dopo aver attraversato città come  Verona, Benevento e Pavia, la sua ultima tappa, Reggio Calabria, ha ospitato un migliaio di persone che hanno colorato di un rinnovato entusiasmo la città.

Quest’anno, forse più degli anni precedenti, la manifestazione ha goduto della collaborazione di numerosi enti; la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, il Comune nelle persone dell’on. Mario Oliverio, la consigliera di parità regionale avv. Maria Stella Ciarletta sono solo alcune delle realtà che hanno reso possibile questa dimostrazione della forte volontà del Sud a procedere verso un’unica direzione: la diffusione e l’espansione dei diritti umani e civili.

Quando il corteo è giunto all’arena – racconta un partecipante a LGBT News – ci stavano degli sposi a scattarsi le foto: c‘è stato un mega applauso per loro
Coppia di sposi si allontana dopo esser stata applaudita al Reggio Calabria Pride 2015
Coppia di sposi applaudita al Reggio Calabria Pride 2015

È stato inoltre proposto un documento politico dell’evento, in cui si rivendica quanto sia fondamentale garantire ad ogni cittadino che si riconosca in una società democratica, pari diritti e dignità, per renderlo capace di poter essere sé stesso. Felice conclusione, questa, di un’attiva collaborazione che comprende anche Puglia, Sicilia e Campania; il tutto però paradossalmente e forse simbolicamente vicino alla triste vicenda della recente approvazione della mozione omofoba in Basilicata contro la fantomatica e inesistente “teoria gender” propugnata dal Consiglio Regionale.

È allora nostro dovere è alzare il volume del grido di queste significative notizie, per rendere ancora più evidente il contrasto tra un mondo che vuole dipingere il proprio libero futuro ed uno che vuole solo oscurarlo.

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