Associazioni LGBT in piazza: dal 23 gennaio mobilitazione nazionale in diverse città e dal 26 presidio in Senato

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associazioni lgbt in piazza
gay pride con associazioni lgbt in piazza

Associazioni LGBT in piazza dal 23 gennaio in poi. Diverse le città coinvolte. E per il 26 gennaio è previsto un presidio organizzato in piazza delle Cinque Lune a Roma per mantenere viva l’attenzione sulla discussione parlamentare in corso


di Andrea Miluzzo.

In vista dell’inizio della discussione in Senato del ddl unioni civili prevista, salvo ulteriori slittamenti, per il 26 gennaio anche le associazioni LGBT decidono di scendere in piazza. Lo fanno sapere in una nota congiunta Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit.

Si scenderà in piazza in diverse città e a partire dal 26 gennaio si organizzerà un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per dimostrare il grande interesse con cui si attendono le decisioni del Parlamento.

«Non rispondiamo alla provocazione di chi in queste ore cerca di organizzare il solito schema delle piazze contrapposte: noi ci rivolgiamo al Paese intero» spiegano i promotori: «Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte,  e del diritto di vivere in uno Stato laico. Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone».

Appena ieri, infatti, il comitato“Difendiamo i nostri figli” aveva indicato il 30 gennaio come data probabile per la marcia del Family day a cui prenderanno parte vari gruppi e associazioni di fondamentalisti e di estremisti ultracattolici.

Piazze contrapposte quindi, nella strana, ma purtroppo ordinaria contrapposizione fra chi manifesta per chiedere diritti e per superare discriminazioni e disuguaglianze e chi manifesta contro quei diritti, a favore di un presunto diritto di discriminare e di “conservare” la disuguaglianza sociale.

Non dobbiamo dunque stupirci. Ovunque, anche nella liberale e laica Francia, fiumi umani si sono riversati nelle strade della capitale, ora per sostenere, ora per ostacolare le proposte del Parlamento e noi non potevamo di certo scegliere di lasciare la piazza ai soli mediocri fanatici antigay di casa nostra e agli stranoti omofobi di professione.

Una piazza per, la nostra, una piazza contro, la loro. Una piazza per la sete d’uguaglianza, la nostra, una piazza che si nutre di menzogne, mistificazioni, di odio, la loro.

Una piazza, dicono gli organizzatori, che vuole essere l’occasione per lanciare un appello chiaro al Parlamento:

«L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti».

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