Unioni civili – 535 magistrati e giuristi italiani firmano un appello per la stepchild adoption

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appello di magistrati e giuristi per la stepchild adoption
appello di magistrati e giuristi per la stepchild adoption

Cresce ancora  il numero dei nomi prestigiosi dei settori giuridico e accademico che in queste ore stanno sottoscrivendo l’appello ai parlamentari italiani per chiedere che non venga stralciato dal ddl unioni civili l’articolo che introduce il principio della stepchild adoption, l’adozione del figlio biologico del partner. Salgono a 535 i nomi prestigiosi che hanno firmato. Mai visto fin’ora, in Italia, uno spiegamento di forze così capillare per una battaglia sui diritti civili e sulla felicità delle persone


 

di Andrea Miluzzo.

Erano 230 inizialmente, ma in queste ore stanno lievitando fino a raggiungere quota 535, le firme di nomi autorevoli di magistrati, avvocati, accademici, che hanno sottoscritto il documento promosso da ARTICOLO29, su iniziativa di Marco Gattuso, Pina Palmeri e Barbara Pezzini, che esprime un parere settoriale, dal punto di vista giuridico, per incoraggiare il Parlamento ad introdurre, col ddl unioni civili, il principio della stepchild adoption (peraltro già applicato con alcune recenti sentenze della magistratura italiana che, in alcuni casi particolari, hanno riconosciuto come interesse supremo del minore, la continuità affettiva col compagno o la compagna rispettivamente del padre o della madre biologici).

«Preoccupa – si legge nel documento –  che il dibattito sociale e parlamentare sembri bloccarsi sul tema della genitorialità, agitando questioni estranee al ddl (quale quella della surrogazione di maternità, comunque oggi vietata in Italia) e rischi di arenarsi sullo scoglio della c. d. stepchild adoption».

Si tratta di situazioni che esistono già, affermano i giuristi e da qui muovono per l’appello al Parlamento:

«Quali giuristi (docenti universitari, giudici, avvocati) impegnati sui temi dei diritti fondamentali, del diritto di famiglia e dei minori, non possiamo non rilevare che l’adozione del figlio da parte del partner del genitore biologico (c. d. “adozione in casi particolari”), diretta a dare veste giuridica ad una situazione familiare già esistente di fatto, rappresenta la garanzia minima per i bambini che vivono oggi con genitori dello stesso sesso».

Tra i firmatari oltre a presidenti di tribunale, di sezioni famiglia di tribunale, di Corte d’Appello, oltre a giudici di Cassazione e giudici di merito, noti per le specifiche competenze in materia di minori e di famiglia, spiccano nomi prestigiosi quali Stefano Rodotà, professore emerito di diritto civile, Vladimiro Zagrebelsky, già Giudice della Corte europea dei diritti umani, Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore di Milano, Giuseppe Spadaro, capo del Tribunale dei minori di Bologna, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace, il presidente dell’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori (Aiaf) Alessandro Sartori, l’ex presidentessa della sezione di Cassazione competente per la famiglia, i minori e le adozioni Gabriella Luccioli, l’ex presidentessa del Tribunale per i minorenni di Roma Carmela Cavallo.

Fra le associazioni di giuristi hanno aderito Magistratura Democratica, Area, Associazione di Magistrati Promossa da M.D. e Movimento per la Giustizia Art. 3, il Consiglio Direttivo della Camera Minorile di Milano, il Direttivo Dell’AIGA, Associazione Giovani Avvocati, Sezione Di Bologna, il Consiglio Direttivo dell’Unione Nazionale Camere Minorili e l’AIAF nazionale, Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori.

Fra gli accademici anche il nome di Eva Cantarella, già professoressa ordinaria di Istituzioni di Diritto Romano all’Università Statale di Milano.

Ecco il testo dell’appello:

«I giudici di Strasburgo con la sentenza del 21 luglio 2015 hanno condannato l’Italia per inottemperanza all’obbligo positivo di dare attuazione ai diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso. Come sottolineato dalla Corte costituzionale, il Parlamento italiano è chiamato oggi ad approvare “con la massima sollecitudine” una “disciplina di carattere generale” che tuteli le unioni omosessuali. Le corti europee richiedono che la normativa da emanare sia conforme al principio di non discriminazione ed assicuri un trattamento giuridico omogeneo a quello delle coppie coniugate, giacché ogni disparità esporrebbe la legge a nuovo vaglio di legittimità.
Preoccupa, quindi, che il dibattito sociale e parlamentare sembri bloccarsi sul tema della genitorialità, agitando questioni estranee al ddl (quale quella della surrogazione di maternità, comunque oggi vietata in Italia) e rischi di arenarsi sullo scoglio della c. d. stepchild adoption.
Quali giuristi (docenti universitari, giudici, avvocati) impegnati sui temi dei diritti fondamentali, del diritto di famiglia e dei minori, non possiamo non rilevare chel’adozione del figlio da parte del partner del genitore biologico (c. d. “adozione in casi particolari”), diretta a dare veste giuridica ad una situazione familiare già esistente di fatto, rappresenta la garanzia minima per i bambini che vivono oggi con genitori dello stesso sesso.
Il riconoscimento giuridico della relazione anche nei confronti del genitore sociale assicura difatti al bambino i diritti di cura, di mantenimento, ereditari ed evita conseguenze drammatiche in caso di separazione o intervenuta incapacità o morte del genitore biologico, salvaguardando la continuità della responsabilità genitoriale nell’esclusivo interesse del minore.
Queste bambine e questi bambini esistono. Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione.
La giurisprudenza italiana ed europea segnala come la scelta più ragionevole e giuridicamente corretta consista nel consentire ai giudici di valutare caso per caso se l’adozione da parte del partner assicuri la migliore protezione dell’interesse superiore dei figli di genitori omosessuali. La giurisprudenza di merito ha già individuato diverse modalità di tutela, secondo la disciplina vigente, consentendo l’adozione ex art. 44, lettera d, Legge adozioni e, in alcuni casi, la trascrizione di atti esteri.
Tutti i Paesi con civiltà giuridica a noi affine si sono dotati di strumenti efficaci per la tutela dei figli di genitori omosessuali: la stepchild adoption, in forma analoga a quella prefigurata nel ddl in discussione, è prevista da anni nella legge tedesca; alcuni dei maggiori Paesi europei (Regno unito, Francia, Spagna) già ammettono l’adozione piena e legittimante.
Va, dunque, rigettato il ricorso a un inedito “affidamento in casi particolari”perché del tutto inadeguato alla protezione dei bambini, che non possono restare in balia di status precarî e revocabili, ma che, al contrario, necessitano di stabilità giuridica, di genitori che abbiano responsabilità nella cura, nell’educazione e nel mantenimento sino alla maggiore età ed oltre.
Va, pure, respinta con forza l’ipotesi di una legge sulle unioni civili che oggi regoli soltanto le relazioni tra gli adulti, perché ciò significherebbe l’ennesimo rinvio che ancora una volta lascerebbe senza protezione proprio i soggetti più deboli, i bambini».

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