Il Global Network of Rainbow Catholics organizza Ways of Love, istantanee di incontri fra cattolici e famiglie LGBT

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Milano Pride

di Matt Dragà.


Parallelamente al Sinodo dei Vescovi, un’assemblea dei rappresentanti dell’episcopato cattolico con il compito di aiutare il Papa nel governo della Chiesa, il Global Network of Rainbow Catholics, organizza il 3 Ottobre 2015 a Roma, un incontro, Ways of Love, istantanee di incontri cattolici con le persone LGBT e le loro famiglie; tra i numerosi relatori, anche l’ex presidente irlandese Mary MacAleese.


Il Global Network of Rainbow Catholics organizza un incontro per discutere di varie esperienze di incontri fra persone cattoliche con le persone LGBT e le loro famiglie. 

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L’appuntamento per sabato 3 Ottobre 2015 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 presso il Centro Pellegrini “Santa Teresa Couderc” in Via Vincenzo Ambrosio 9/11. Partecipano leader pastorali come:  Sr. Jeannine Gramick (USA), Pedro Labrín SJ (Cile), Martin Pendergast (UK), Pino Piva SJ (Italia), Rungrote Tangsurakit (Thailandia), Sr. Anna Maria Vitagliani (Italia) e un sacerdote che opera in Africa il cui anonimato è stato richiesto dal suo superiore, saranno testimoni di esperienze molto diverse, dall’aiuto alle persone sieropositive in Asia, alla pastorale con le persone omosessuali in Africa, all’accompagnamento di gruppi e persone LGBT e delle loro famiglie in Nord e Sud America, alla totale inclusione in una comunità parrocchiale a Londra, al tracciamento di nuove esperienze di pastorale per le periferie esistenziali in Italia.

Il Global Network of Rainbow Catholics (GNRC) è una rete globale di organizzazioni e si rivolge a chi è impegnato nella cura pastorale e nella giustizia per le persone LGBT e loro famiglie.

Leader pastorali cattolici provenienti da tutto il mondo si riuniranno per dimostrare come l’approccio pastorale sia meglio di quello ideologico, con il fine di promuovere relazioni pacifiche e fruttuose con le persone LGBT, all’ interno delle comunità cattoliche di riferimento.

Se accoglienza, rispetto, compassione e delicatezza vengono suggerite dalla Santa Sede, per affrontare il problema omosessualità, l’universo episcopale si mostra contraddittorio, infatti il documento di presentazione, preparatorio al Sinodo dei Vescovi, contiene le linee guida per le unioni civili, le persone dello stesso sesso ed il loro percorso spirituale. Dal documento emerge il consiglio di analizzare ogni aspetto, senza punire gay, lesbiche, trans, ma di tollerarli a condizione che la loro condizione non diventi visibile o pubblica. L’omosessualità viene analizzata in relazione al contesto socio-culturale, religioso e politico.

Il punto inequivocabile è il seguente:

Non esiste – si legge nel documento della Santa Sede – fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali ed il disegni di Dio sul matrimonio e la famiglia.

Ways of Love, rappresenta, invece, il gruppo cattolico trasversale alle radicate ideologie del Vaticano, una rete mondiale di individui che pone una pastorale concentrata più sulla ricerca di giustizia sociale, che prevede inclusione e dignità per le persone LGBT e le loro famiglie in seno alla Chiesa Cattolica e alla società in generale.

Un confronto sereno con le comunità e istituzioni cattoliche, ribadito da Andrea Rubera e Martin Pendergast, portavoci della conferenza, i quali affermano:

Prendendo ispirazione dalla seconda enciclica di Papa Francesco, (Laudato si), pensiamo che sia, ormai, giunto il momento per tutti noi di costruire e prendersi cura della nostra casa comune, la Chiesa, con l’impegno di ciascun membro della comunità cattolica romana. La nostra casa comune non ha bisogno di lotta o divisione. Dobbiamo trovare il posto giusto per ogni membro del popolo di Dio, tra cui le persone LGBT. Le esperienze che portiamo a Roma alla conferenza Le strade dell’amore  ci dimostrano che la pastorale per e con le persone LGBT è già realtà in varie parti del mondo, senza alcun problema per le comunità dove avviene. Lo spunto che vogliamo offrire ai vescovi riuniti a Roma per il Sinodo è che possiamo – e dobbiamo – trovare nuovi modi per diffondere questi modelli di pastorale e svilupparne di nuovi.

Perfino Freud si esprimeva circa la sterilità e la stravaganza di certe dottrine religiose, auspicando un’analisi critica delle dottrine religiose: “Se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale risulterà così evidente che non deve stupirci oltremodo”

Quale miglior riferimento per convincere la società moderna ad accantonare precetti inattuali e visioni ideologiche del mondo per immergere finalmente le mani nella vita reale?

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