Gay Pride Gerusalemme – Morta Shira Banki, sedicenne accoltellata dall’ebreo ortodosso. Morta in nome di dio

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Pride Gerusalemme - foto di un cronista che partecipava al Pride pubblicate su Facebook
Pride Gerusalemme - foto di un cronista che partecipava al Pride pubblicate su Facebook

Gay Pride Gerusalemme – Non ce l’ha fatta Shira Banki, una delle sei persone accoltellate a caso per un raptus d’odio omofobico, lo scorso 30 luglio, da un ebreo ortodosso, in occasione del Gay Pride nella città Santa. L’uomo era uscito da appena due settimane dal carcere in cui aveva scontato la pena per aver compiuto un atto simile, sempre a un Pride nel 2005. Infiltratosi fra i manifestanti ha accoltellato 6 persone, ferendone gravemente 2, prima di essere bloccato da polizia e manifestanti.

Di oggi la notizia della morte in ospedale della minorenne. Vittima immolata sull’altare del fanatismo religioso che uccide in nome del dio che celebra, concedendo all’odio di essere l’unico sentimento in grado di creare, attraverso l’estremismo dei fanatici, un macabro punto di contatto fra religioni – ebraismo, cattolicesimo islamismo – i cui fondamentalisti troppo spesso si sentono in competizione fra loro.

Un attivista che seguiva il corteo con la macchina fotografica e ha pubblicato le immagini su Facebook ha scritto:

Le immagini sui fatti in Israele sono terrificanti ed è insondabile come una persona riesca a respirare tanto odio. Ciò che è più terrificante è che l’accoltellatore è la stessa persona che ha commesso lo stesso crimine d’odio dieci anni fa che era appena stato rilasciato dalla prigione tre settimane fa!
Un altro caso terribile oggi ha segnato il “giorno dell’amore ebraico”, che all’opposto si “San Valentino” non è solo destinato alle coppie/amanti, ma all’amore di tutti i tipi e a un amore che è gratuito.
Posso solo sperare e pregare che tutte le persone ferite dall’accoltellatore si riprenderanno velocemente e completamente. Amen

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, inviando le condoglianze alla famiglia ha duramente condannato l’episodio:

Shira è stata assassinata perché stava coraggiosamente sostenendo il principio che ogni persona ha il diritto di vivere la propria vita con dignità e nella sicurezza. Non lasceremo che questo odioso delitto mini i valori fondamentali su cui si fonda la società israeliana.

Gay pride Gerusalemme. Visita del rabbino capo di Gerusalemme Aryeh Stern alle vittime dell'attacco omofobo
Gay pride Gerusalemme. Il rabbino capo di Gerusalemme Aryeh Stern in visita alle vittime dell’attacco omofobo

Intanto, venerdì 31 luglio, come si vede nella foto pubblicata da The Jewish Standard, il Rabbino Capo di Gerusalemme Aryeh Stern aveva visitato le vittime dell’attacco anti-gay, invitando i presenti a pregare per il recupero delle vittime e condannando fortemente l’attacco: «L’attacco – ha dichiarato – è stato l’esatto contrario di ciò che il giudaismo rappresenta».

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