Ministra Giannini: “Teoria Gender a scuola truffa culturale. Denunceremo chi diffonde falsità”

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La Ministra Giannini invia una circolare alle scuole per smentire ufficialmente fantomatiche Teorie Gender contenute nella riforma scolastica e annuncia che se non basterà la circolare il MIUR prenderà in considerazione la possibilità di tutelarsi legalmente contro le menzogne strumentali diffuse dalle associazioni di fanatici antigay


Chi ha parlato e continua a parlare di ‘teoria gender’ in relazione al progetto educativo del governo Renzi sulla scuola compie una truffa culturale e voglio dire conchiarezza che ci tuteleremo con gli strumenti adeguati

Così sbotta la Ministra dell’Istruzione Giannini intervenendo a Radio24

Facciamo chiarezza con circolari e in altri modi, ma se ciò non dovesse bastare credo che ci sia una responsabilità irrinunciabile di passare anche a strumenti legali. Questo è un caso di mistificazioni inaccettabili.

Il passo della legge frainteso dalle associazioni antigay parla infatti di violenza di genere che nulla ha a che vedere con gli spettri e le visioni apocalittici agitati per allarmare le povere mamme.

Proprio oggi il Miur ha inviato una circolare ufficiale a tutte le scuole riguardo il comma 16 della riforma scolastica, quello sulla lotta alle discriminazioni. Vuole essere un ulteriore chiarimento ai docenti, ai dirigenti e alle famiglie su quel che il governo intende per contrasto a ogni forma di discriminazione.

tra i genitori – si legge nella circolare – si è riscontrata un forte preoccupazione derivante anche dalla risonanza mediatica di informazioni non sempre corrette e obiettive

Infatti il testo non parla affatto di violenze legate ad atti di bullismo omotransfobici, ma esclusivamente di violenza di genere, ovvero, quella legata ai crimini contro le donne, in quanto ritenute, sulla base del pregiudizio maschilista, deboli e indifese. Ma i fanatici cattolici sono stati aizzati ad allarmarsi e a lanciarsi in penitenziali stracci di vesti prefigurando la fine del mondo imminente ad ogni parola che contenga la radice gen- è questo frainteso che ha creato l’equivoco. Continua infatti la circolare:

I maggiori dubbi dei genitori scaturiscono da una non corretta interpretazione del comma 16 della legge 107/2015 di Riforma su “La Buona Scuola” che recita testualmente: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni…” […] 

La finalità del suddetto articolo – continua la circolare – non è, dunque, quella di promuovere pensieri o azioni ispirati ad ideologie di qualsivoglia natura, bensì quella di trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo i diritti e i doveri della persona costituzionalmente garantiti, anche per raggiungere e maturare le competenze chiave di Cittadinanza, nazionale, europea e internazionale, entro le quali rientrano la promozione dell’autodeterminazione consapevole e del rispetto della persona, così come stabilito pure dalla Strategia di Lisbona 2000. Nell’ambito delle competenze che gli alunni devono acquisire, fondamentale aspetto riveste l’educazione alla lotta ad ogni tipo di discriminazione, e la promozione ad ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna discriminazione. Si ribadisce, quindi, che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo.

Anche il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone interviene sul dibattito con un post su Facebook in cui scrive:

Gender? Strane pratiche? Paure? Sono parole che hanno a che fare con tempi bui e concezioni medievali. Le nostre parole sono tolleranza, rispetto, diritti, inclusione delle diversità, conoscenza, consapevolezza, autodeterminazione. Sono le parole di donne e uomini che dovranno affrontare sfide epocali in un millennio in cambiamento riflettendo su di sé e sugli altri.

E promette:

A breve si costituirà anche il tavolo tecnico sulle tematiche relative al comma 16 della 107, coinvolgendo esperti, pedagoghi, rappresentanti di associazioni, per elaborare le linee guida da fornire alle scuola a supporto, mantenendo comunque l’autonomia delle scuole e il patto scuola famiglia per l’attuazione del Piano dell’offerta formativa.

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