I no-gender attaccano il don che parteciperà al festival LGBT

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don fabrizio fiorentino
don fabrizio fiorentino
Dure critiche a don Fabrizio Fiorentino che parteciperà al dibattito sulle famiglie omogenitoriali del 6 agosto a Noto, in occasione del Giacinto Festival. Il sacerdote cattolico è accusato dagli estremisti religiosi di andare nella tana del diavolo. «La Kermesse omosessualista – spiegano – fa parte di una strategia della “normalizzazione”». Il religioso: «Accuse pessime che non hanno dignità di una controrisposta».

Di Andrea Miluzzo. 

Non deve essere andata giù ai militanti cosiddetti no-gender l’annunciata partecipazione di don Fabrizio Fiorentino al Giacinto Festival di Noto.

Il religioso, sarà infatti presente a un incontro sul tema delle famiglie LGBT. Oltre a don Roberto, parteciperanno al dibattito il direttore generale dell’UNAR Francesco SpanoValentina e Valentina, mamme dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Eva Robin’s, attrice transessuale e madrina del Festival.

La polemica

Con un articolo comparso sul sito Osservatorio Gender i fondamentalisti cattolici, ostili a ciò che chiamano ideologia gender, accusano gli organizzatori del festival e parlano di strategia della “normalizzazione” volta a omosessualizzare la società.

«“Normalizzare” l’omosessualità e qualsiasi tendenza sessuale in nome dell’ideologico slogan “sei come sei” – scrivono – fa parte un piano strategico ben preciso. Diretto dall’alto con l’avallo delle più importanti ed influenti istituzioni».

Mostre e incontri, si legge nell’articolo, sarebbero volti a «inculcare nei partecipanti la bellezza e la normalità del mondo LGBT».

«La kermesse omosessualista di Noto – continuano – si aggiunge alle tantissime iniziative […] finalizzate a promuovere tra i giovani e nelle diverse comunità, la “normalità” e la bontà dello stile di vita gay. “Normalizzare” l’omosessualità e qualsiasi tendenza sessuale in nome dell’ideologico slogan “sei come sei”, fa parte un piano strategico ben preciso. Diretto dall’alto con l’avallo delle più importanti ed influenti istituzioni».

Le accuse.

Nel mirino degli estremisti cattolici è finito il teologo pastoralista Don Fabrizio Fiorentino. Il sacerdote nell’articolo è stato ribattezzato “il prete dell’Aperimessa”. Colpevole di aver organizzato, dopo la messa, un aperitivo nello stesso luogo in cui si era svolta la celebrazione sacra. L’iniziativa, organizzata a detta del don per “rivitalizzare il territorio ed entrare in sinergia con la borgata” è costata al sacerdote le critiche dei no-gender che ora lo accusano anche per uno status di Facebook.

«Così va il mondo – scriveva il prete, intervenendo sulla morte del leader dei Radicali italiani -: invece del cardinale Bagnasco, muore Marco Pannella. A lui sì avrei affidato la guida dei Vescovi italiani».

Insomma, il teologo progressista proprio non piace ai conservatori del no-gender che definiscono “folle” il post provocatorio.

«Detto questo – conclude l’autore dell’articolo –  ogni commento è superfluo. E la partecipazione di tale personaggio al Festival LGBT di Noto non stupisce affatto».

La risposta.

Netta e decisa la risposta di don Fabrizio che respinge le accese al mittente.

«Accuse pessime – commenta, raggiunto al telefono da LGBT News – che non hanno dignità di una controrisposta».

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