Noto, il don attaccato dai no gender rinuncia al festival LGBT

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don fabrizio fiorentino
don fabrizio fiorentino

Don Fabrizio Fiorentino ha fatto sapere agli organizzatori che non sarebbe venuto. “Sopravvenuti impegni”. Il sacerdote è stato travolto dalle polemiche per l’annunciata partecipazione al festival LGBT di Noto.


Il teologo pastoralista invitato al Giacinto festival non ha partecipato al dibattito dal titolo Coppia: sostantivo plurale. Decisione dell’ultimo momento. L’incontro, previsto per il tardo pomeriggio di ieri, nella città sicula, ha affrontato il tema delle famiglie omogenitoriali.

Presenti invece gli altri ospiti: il direttore generale dell’UNAR Francesco SpanoValentina e Valentina, mamme dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Eva Robin’s, attrice transgender e madrina del Festival.

I precedenti.

Un articolo comparso sul sito Osservatorio Gender, portale che si occupa della plurismentita ideologia gender, accusava gli organizzatori del festival di voler mettere in atto una sorta di “strategia della normalizzazione” volta a omosessualizzare la società.

Mostre e incontri, è scritto, sarebbero volti a «inculcare nei partecipanti la bellezza e la normalità del mondo LGBT».

«La kermesse omosessualista di Noto – si legge dalle colonne del sito  – si aggiunge alle tantissime iniziative […] finalizzate a promuovere tra i giovani e nelle diverse comunità, la “normalità” e la bontà dello stile di vita gay. “Normalizzare” l’omosessualità e qualsiasi tendenza sessuale in nome dell’ideologico slogan “sei come sei”, fa parte un piano strategico ben preciso. Diretto dall’alto con l’avallo delle più importanti ed influenti istituzioni».

L’attacco al sacerdote cattolico.

Nel mirino degli estremisti cattolici è finito il teologo pastoralista Don Fabrizio Fiorentino.

Il sacerdote nell’articolo è stato ribattezzato “il prete dell’Aperimessa”. Colpevole di aver organizzato, dopo la messa, un aperitivo nello stesso luogo in cui si era svolta la celebrazione sacra.

L’iniziativa, organizzata, a detta del don, per “rivitalizzare il territorio ed entrare in sinergia con la borgata” è costata al sacerdote, che viene accusato anche per uno status di Facebook, le critiche dei no-gender.

«Così va il mondo – scriveva il prete, intervenendo sulla morte del leader dei Radicali italiani -: invece del cardinale Bagnasco, muore Marco Pannella. A lui sì avrei affidato la guida dei Vescovi italiani».

Insomma, il teologo progressista proprio non è piaciuto ai no-gender che non hanno usato mezzi termini definendo “folle” il post provocatorio.

«Detto questo – conclude l’autore dell’articolo –  ogni commento è superfluo. E la partecipazione di tale personaggio al Festival LGBT di Noto non stupisce affatto».

La risposta di don Fabrizio.

Netta e decisa la risposta di don Fabrizio che respinge le accuse al mittente.

«Accuse pessime – ha replicato timidamente il prete, raggiunto al telefono da LGBT News – che non hanno dignità di una controrisposta».

La stoccata del papa sull’ideologia gender.

Nel corso di un incontro con alcuni religiosi, papa Francesco è intervenuto sul tema controverso dell’ideologia gender.

Parlando alla riunione, che si è tenuta lo scorso 27 luglio a Cracovia, il pontefice ha detto:

“Qui vorrei concludere con questo aspetto. Perché dietro a questo ci sono le ideologie. In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile”.

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Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

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