Obama: “Stonewall sarà monumento nazionale contro l’omofobia”

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stonewall inn
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L’area intorno allo Stonewall Inn, lo storico bar da cui presero il via i moti di Sonewall, diventerà monumento nazionale. Questa l’intenzione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama per incoraggiare le battaglie a sostegno dei diritti LGBT. L’annuncio ufficiale è atteso per giugno, mese dei Gay Pride.


Di Andrea Miluzzo.

L’area intorno allo Stonewall Inn, lo storico bar che radunava la comunità LGBT di New York e da cui scoppiarono gli scontri con la polizia che segnarono la nascita del Movimento di liberazione omosessuale contemporaneo, diventerà monumento nazionale.

Ad anticipare la notizia è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama che ha deciso di trasformare in parco nazionale il triangolo verde di Christopher Park che si apre di fronte al locale e le strade adiacenti del Greenwich Village.

L’annuncio ufficiale è atteso per giugno, mese dei Gay Pride che celebrano l’orgoglio omosessuale in memoria dei moti di Stonewall, cominciati la notte del 27 giugno del 1969.

L’intento è rafforzare le battaglie per i diritti delle persone omosessuali e trans e contrastare l’omofobia.

Il film Stonewall da oggi in Italia.

La notizia giunge in Italia proprio nel momento in cui il lungometraggio sugli scontri di Stonewall approda sul grande schermo del Bel Paese. Presentato ieri, in anteprima nazionale, alla serata inaugurale del Torino Gay and Lesbian Film Festival, la pellicola, firmata da Roland Emmerich, esce proprio oggi, 5 maggio, nelle sale italiane.

Gli scontri allo Stonewall Inn e la nascita del Movimento di liberazione omosessuale contemporaneo.

A fine anni Sessanta, le leggi americane vietavano la vendita di alcolici alle persone omosessuali, le effusioni in pubblico erano proibite, anche in spiaggia bisognava indossare almeno 3 pezzi di biancheria, pena, l’accusa di oltraggio al pudore.

La comunità LGBT newyorchese era riuscita a creare delle zone franche, locali, pub, bar, in cui incontrarsi evitando i problemi con la giustizia. C’è chi ipotizza che la polizia fosse tenuta a bada tramite mazzette e corruzione.

Ma, ai tempi della rivoluzione sessuale, le retate della polizia nei locali omosessuali si moltiplicavano. Abusi di potere, umiliazioni, arbitrari arresti di massa, percosse, era ciò che omosessuali, travestiti, drag queen e transessuali subivano nel corso di intrusioni sempre più violente.

La notte del 27 giugno, però, le cose andarono diversamente. La gente non fu più disposta a subire. E all’ennesimo blitz della polizia scoppiò la rivolta.

Simbolo dei moti di Stonewall è ormai la transessuale Sylvia Rivera, che avrebbe dato il via alla protesta gettando una bottiglia, secondo alcuni, un tacco, secondo altri, contro un poliziotto. Incoraggiati da quel gesto di rivalsa, i frequentatori dello Stonewall Inn di New York si ribellarono ai soprusi della polizia e misero a ferro e fuoco la città con l’aiuto della popolazione.

Oggi, alla storica rivolta è attribuita la nascita del Movimento omosessuale contemporaneo e del processo di liberazione omosessuale. La data del 28 giugno è stata simbolicamente scelta per commemorare i moti di Stonewall.

Questo il senso delle celebrazioni dell’orgoglio omosessuale, meglio note come Gay Pride, che rivivono nei mesi estivi in Italia e in numerose città del mondo.

Diritti LGBT sotto attacco.

Dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che nel giugno 2015 legalizzava i matrimoni gay in tutti i 50 stati federali, alcune amministrazioni locali, per lo più di destra, stanno tentando di riguadagnare il terreno perso, puntando sul principio dell’obiezione di coscienza.

Sono infatti sempre di più gli Stati americani che propongono, e in alcuni casi approvano come in Nord Carolinadisegni di legge anti-gay che limitano alcune libertà delle persone LGBT.

Diverse manovre sono state adottate per aggirare il diritto delle persone omosessuali a sposarsi. La strategia è sempre uguale: appellarsi al Primo Emendamento e rivendicare la libertà di opporsi alle unioni gay se “animati da forti convinzioni religiose“.

Azioni che stano scatenando nel Paese movimenti spontanei di protesta e boicottaggi che vedono in prima linea artisti, personaggi famosi e le più note aziende che investono capitali negli USA e che stanno causando ingenti danni economici alle amministrazioni federali che hanno adottato politiche anti-gay.

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