Alfredo Mantovano al convegno anti-gay di Firenze: “Non siamo Gran ducato di Sodoma”

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Carlo Giovanardi al convegno anti-gay di Firenze
Carlo Giovanardi al convegno anti-gay di Firenze
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Lo sguardo insospettito di Alfredo Mantovano che ci fissa.

[Attenzione! Questo post – come tutti quelli che precedono il primo articolo pubblicato direttamente sul sito, il 30 ottobre 2014 – è tratto dalla vecchia pagina Facebook che ha preceduto la creazione del sito]


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Domenica 19 gennaio, a Firenze, nella sala dei Dugento di Palazzo Vecchio, si è svolto un convegno omofobo organizzato da Dominus Production e sponsorizzato da un’organizzazione di fondamentalisti religiosi.
Gli organizzatori del convegno avevano garantito che la seduta sarebbe stata imparziale e che sarebbe servita ad approfondire i contenuti della legge sull’omofobia. In realtà quando sono entrato, giusto per fare qualche foto, sono bastati 10 secondi per smontare queste bugie:

1) Innanzitutto, i relatori presenti erano tutti esponenti della corrente della destra filovaticana, fondamentalista e antigay (il preannunciato Scalfarotto non c’era, nemmeno Fioroni del Pd, mancava perfino Quagliariello, che non avrà voluto o potuto mettere in difficoltà il governo). Scorretto, da parte degli organizzatori, dare come partecipanti, inserendo i loro nomi nei volantini, persone che erano state semplicemente invitate a intervenire, ma che non avevano dato alcuna conferma.

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Relatori del convegno anti-gay – Firenze – Palazzo Vecchio. La concessione della Sala dei 200 ha scatenato la protesta di diversi consiglieri comunali che ne hanno chiesto la revoca e da parte delle associazioni LGBT della Toscana, che si sono organizzate in una manifestazione dal successo imprevisto.

2) Nel momento in cui sono arrivato io, parlava Alfredo Mantovano (noto per i continui attacchi omofobi alla comunità omosessuale) e, cosa strana, parlava di argomenti che nulla c’entravano con la legge Scalfarotto. Illustrava la “Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” promossa dal Consiglio d’Europa, recepita dall’UNAR.

3) Ebbene, nei soli primi 30 secondi di permanenza in quella sala, ho potuto assistere a un’esternazione omofoba da parte di Mantovano che, parlando delle linee guida della Strategia, dichiarava:

«Nell’intestazione potete leggere che le linee guida sono approvate dal Governo Italiano. Avete capito bene? Ho detto Governo Italiano, non ho detto Gran ducato di Sodoma».

Così, dopo aver visto come parla l’omofobia, quando presume che non ci sia la controparte, sono andato via.

4) È facile, a questo punto, calcolare la media delle pillole d’odio, ingurgitate, al minuto, dai partecipanti.
Era chiaro che i partecipanti non avrebbero gradito ascoltare idee diverse dalle loro. Era un convegno autoreferenziale, per indottrinare e addestrare alla contesa verbale gli esponenti delle organizzazioni anti-gay, che erano gli unici destinatari, nonché promotori stessi, del convegno.
Non può esserci dialogo con chi si chiude in un riccio di offese.

5) Infine, era chiaro che flash mob in piazza S. Firenze e convegno erano due manifestazioni in continuità.

Mi pare la dimostrazione evidente che gli omofobi non chiedono libertà d’opinione, ma libertà d’insulto e di calunnia. È con frasi offensive come queste che il convegno palesa il vero volto della “teologia del disgusto”, perdendo ogni brandello di credibilità, attendibilità, civiltà.

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L’omofobo Carlo Giovanardi, alla manifestazione degli integralisti religiosi, con un inatteso sacchetto arcobaleno.

Fin quando le schiere degli estremisti anti-gay persevereranno in questo linguaggio d’odio, renderanno impossibile ogni possibilità di confronto con le associazioni LGBT.
La libertà d’insulto, in Italia deve diventare illegale, così come la libertà di manifestare l’omofobia nei luoghi pubblici.
Libertà d’insulto e omofobia sono le fondamenta ideologiche del pericoloso clima d’odio che sta spargendo sangue di giovani vittime innocenti, nel nostro Paese. L’incremento di suicidi, aggressioniomicidi, ai danni delle persone omosessuali, pesa sulla coscienza di chi semina odio.

Ho paura che nel cuore di questa gente non vi sia alcun principio di autenticità religiosa: trovo solo esaltazione e fanatismo, nella mente dei pesci piccoli; sfruttamento della religione, sfruttamento dell’ignoranza popolare, circonvenzione d’incapace, truffa e abuso di credulità popolare, da parte dei capi (per fini politici, a scopo di lucro, per ragioni di “preferenze” elettorali e di scambi di favori economici, con esponenti del Vaticano). Non vedo differenze fra Vanna Marchi e Giovanardi (e se le vedo, non vanno a favore dell’omofobo).

Cosa dovremmo dire a questa gente che sa solo offendere?
Sull’omosessualità ha già detto tutto la scienza, s’informino sulle riviste e sui libri scientifici.

È legittimo contrapporre un’opinione a un’opinione opposta, ma è inaccettabile contrapporre opinioni alla scienza. L’omosessualità non è più un fatto di religione, ma un fatto di scienzaOrmai la questione su cui discutere è solo politica: si tratta di scegliere se essere civili, seguendo la linea dell’America e della Francia, o se essere barbari, seguendo la linea della Russia e degli estremisti islamici.

 

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