Olimpiadi – Modificata la Carta Olimpica. Incandidabili i Paesi omofobi

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di Andrea Miluzzo.

Una ventata di novità positive nell’ambito dei diritti umani delle persone LGBT. Questa volta è il mondo dello sport che si fa promotore del progresso sociale. Già, perché nei giorni 8 e 9 dicembre, a Montecarlo si sono discusse modifiche alla Carta Olimpica.

La 127 ° Sessione del CIO a Monaco ha approvato all'unanimità le 40 raccomandazioni che compongono Olympic Agenda 2020, una tabella di marcia strategica per il futuro del Movimento Olimpico.
La 127 ° Sessione del CIO a Monaco ha approvato all’unanimità le 40 raccomandazioni che compongono Olympic Agenda 2020, una tabella di marcia strategica per il futuro del Movimento Olimpico.

La Carta Olimpica è un documento ufficiale creato per raccogliere i principi fondamentali, le regole e le linee guida per l’organizzazione dei giochi olimpici. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), la rivede periodicamente con modifiche e integrazioni.

Le modifiche inserite quest’anno introdurranno parecchie novità: la possibilità di organizzazioni olimpiche lowcost, senza sfarzi obbligatori in scenografie e strutture; la possibilità di spostare le gare di alcuni sport in altri Paesi che metteranno a disposizione strutture adeguate, qualora quello sport non sia culturalmente praticato nel Paese ospitante che quindi non avrà l’obbligo di spendere ingenti somme di denaro per la costruzione di strutture per sport che non verranno più praticati una volta finiti i giochi; una strategia di lotta al doping; l’introduzione delle tanto discusse quote rosa, che incoraggiano la presenza delle donne al 50%.

Ma è senz’altro un’altra la modifica sostanziale che farà discutere, scatenando il Giovanardi, il Gasparri, il bullo, l’ignorante, il fascista, l’intollerante, il frustrato, l’estremista islamico e cattolico, di turno.

L’articolo 6 della sezione dedicata ai Principi Fondamentali dell’Olimpismo recitava così:

«Any form of discrimination with regard to a country or a person on grounds of race, religion, politics, gender or otherwise is incompatible with belonging to the Olympic Movement».

doodle lgbt googleIn seguito al vespaio di polemiche internazionali sollevatosi contro le leggi antigay approvate dal governo russo – che hanno visto, fra le altre cose, la presa di posizione netta del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon che disse: “Il mondo si sollevi contro gli attacchi ai gay”; il duplice arresto di Vladimir Luxuria; la diserzione, fra gli altri, dei presidenti Angela Merkel, François Hollande, David Cameron, Barack Obama, all’inaugurazione; la nota presa di posizione di aziende come Google con il doodle arcobaleno – che faranno entrare nella storia i giochi del 2014 come le “Olimpiadi antigay“, il CIO ha deciso di correre ai ripari.

Così, fra le forme di discriminazione incompatibili con l’appartenenza al Movimento Olimpico, è stata inserita la voce relativa all’orientamento sessuale. Ciò comporterà che, d’ora in poi, le candidature di Paesi dove si discriminano le persone sulla base orientamento sessuale non verranno più nemmeno prese in considerazione.

Decisione importante e doverosa che s’inserisce nel quadro del contrasto dell’omofobia e della discriminazione delle persone LGBT nel mondo.

Non rimane che auspicare che anche la FIFA, adesso, segua l’esempio del CIO in vista del Campionato mondiale di calcio 2018 che si terrà in Russia. Altrimenti, anche questa volta, sarà il caso di organizzare una nuova campagna di boicottaggio per quelli che si preannunciano già come i Mondiali più antigay della storia.

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