Omofobia, a Rio insulti alle atlete. FIFA: “Non é un problema”

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Megan Rapinoe, capitana della nazionale di calcio statunitense

Olimpiadi Rio 2016, volano insulti dagli spalti. Le ragazze delle nazionali di calcio di Canada, Stati Uniti e Australia sono state prese di mira per il loro orientamento sessuale. Ancora omofobia nello sport. La portavoce FIFA: “Non è un problema e non prenderemo provvedimenti”.


Le olimpiadi sono appena cominciate e già si registrano le prime manifestazioni omofobe. Le vittime sono le atlete delle nazionali di calcio femminile di Canada, Stati Uniti e Australia.

Gli episodi.

La denuncia arriva dal sito d’informazione sportiva Outsports. Secondo la testata, durante le partite di apertura dei giochi olimpici alcuni tifosi avrebbero intonato canti ed urlato ingiurie omofobe.

Il primo caso si sarebbe verificato in occasione della partita Stati Uniti – Nuova Zelanda. Le vittime sarebbero le atlete della nazionale statunitense, capitanata da Megan Rapinoe, apertamente lesbica.

Il secondo si sarebbe verificato durante la partita Australia – Canada. In entrambe le squadre vi sarebbero quattro sportive apertamente lesbiche. In tutti i casi, i tifosi avrebbero urlato il termine ‘bicha’, estremamente omofobo e dispregiativo in lingua portoghese.

 L’amarezza delle campionesse.

“Personalmente, mi sento ferita – ha dichiarato Megan Rapinoe – credo che bullizzare la gente sia ormai diventata un’abitudine”.

La capitana allude chiaramente alla presenza di ruoli di genere molto stretti quando si parla di calcio.

“Non credo che questi tifosi avrebbero il coraggio di dirmi queste cose in faccia – ha detto l’atleta – ma devono capire che sono ferita. Devono capire che se tutti dicessero queste cose, come sarebbero percepite da un giocatore (uomo) gay?”

La FIFA: “Non prenderemo provvedimenti”.

Nessuno, alla FIFA, ha sentito le offese. È quanto dichiara la portavoce Carolina Almiron. 

“Non credo questo sia un problema – ha detto – non prenderemo alcun provvedimento a meno che non vi sia una dichiarazione ufficiale da parte degli Stati Uniti. Sta ai singoli individui non partecipare a questo genere di esternazioni.

La polemica.

Le affermazioni non sono piaciute affatto a Outsports. Il sito d’informazione sportiva si augura infatti che il comitato olimpico prenda seri provvedimenti per evitare il ripetersi di questi episodi spiacevoli.

“La FIFA non ha mandato un messaggio molto chiaro – ha dichiarato il portavoce del sito -. Che cosa intende fare il comitato olimpico? Se si ordinasse di abbandonare gli stadi nel momento in cui episodi simili si manifestassero, forse si otterrebbe qualcosa”.

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Christian G. Moretti
Sono nato a San Giovanni Rotondo (FG) il 9 febbraio 1984. Mi sono trasferito a Parma dove mi sono laureato in Lingue Straniere nel 2007. Nel 2007 ho lasciato l'Italia per andare a vivere a Barcellona ed in seguito, nel 2008, mi sono spostato a Canterbury, nel Regno Unito, dove ho conseguito una laurea Master ed un Dottorato di ricerca in letteratura comparata. Attualmente vivo ed insegno in Irlanda. Sono autore di romanzi, poesia e saggistica. Tra le mie pubblicazioni vi sono 'Che Morte non Vi Separi (Fuoco sulla mia Carne)' 2015 Europa Edizioni, 'L'Attesa delle Isole' 2016 Edizioni Croce, 'Conversations with the Self' 2015 Troubador UK ed una lunga serie di saggi pubblicati da prestigiosi atenei mondiali quali Harvard University, Flinders University, University of Kent, University of London, Paris Sorbonne. Sono attualmente Mr. Gay Limerick (Irlanda)

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