Omofobia, La Torre: “via i soldi pubblici alla scuola che rifiuta alunni gay”

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alunni gay

I genitori del ragazzo, appena un anno fa, avevano accusato l’Istituto religioso di omofobia e di discriminazioni nei confronti del figlio. Ora puntano nuovamente il dito contro il preside: “La scuola non accetta nostro figlio perché è omosessuale”. Cathy La Torre: “Pare che quella scuola non voglia alunni gay. Ma pare non le facciano schifo i soldi pubblici. Neanche quelli di noi gay! Quella scuola non dovrebbe più avere finanziamenti pubblici».


La notizia è questa: niente posto in istituto per l’ultimo anno di scuola. Perché, accusano i genitori, lo studente è gay.

A Monza un giovane di 17 anni si è visto sbarrare le porte dell’Istituto cattolico professionale Ecfop. Niente iscrizione all’ultimo anno.

Non c’è più posto, è la versione dalla scuola. “Non vogliono mio figlio perché gay”, l’accusa della madre.

«La prima volta abbiamo chiamato dopo la metà di luglio – racconta la mamma – e ci hanno risposto di richiamare più avanti. E così abbiamo fatto. Una volta ancora ad agosto. E poi all’inizio di settembre. È stato allora che ci hanno detto che non c’era più posto. Che era troppo tardi e che tutte le classi erano già state formate. Io e mio marito siamo sicuri che si tratti di una punizione nei confronti di nostro figlio per quanto successo lo scorso anno».

“L’anno scorso le classi erano di 25 studenti – aggiunge il papà – quest’anno quella che avrebbe dovuto frequentare mio figlio ne conta 18. Mio figlio è depresso rimane a letto tutto il giorno. Vorrebbe solo andare a scuola”.

La torre: “Stop finanziamenti pubblici a quella scuola”.

A prendere la palla in balzo è stata Chaty La Torre, avvocatessa di Gay Lex e vicepresidentessa del MIT. In un post su Facebook si chiede se è giusto che le scuole che mettano in atto discriminazioni continuino a ricevere soldi pubblici.

«Ricordate la scuola cattolica di Monza dove un ragazzo gay era stato costretto a restare fuori della classe perché omosessuale?», scrive.

«Dopo un anno, quella stessa scuola ha rifiutato al ragazzo l’iscrizione al terzo anno. Pare che quella scuola non voglia alunni gay. Ma pare non le facciano schifo i soldi pubblici. Neanche quelli di noi gay! Se avessimo un ministro serio, quella scuola non dovrebbe più avere finanziamenti pubblici».

«Gaylex – continua l’avvocatessa – offrirà assistenza gratuita al ragazzo, se dovesse decidere di denunciare quella scuola».

Un anno fa, il ragazzo era stato lasciato fuori dalla classe. I genitori avevano sporto denuncia.

Tutto comincia con l’arrivo del figlio a casa in lacrime, il 29 settembre scorso. Lo studente racconta di essere stato costretto a seguire le lezioni dal corridoio.

La madre chiede chiarimenti al dirigente scolastico, poi corre a denunciare l’episodio alle forze dell’ordine.

L’ordine del direttore, le spiegano dalla scuola, sarebbe partito perché il ragazzo avrebbe pubblicato su Instagram una foto “nudo”, dicono dalla scuola, “dalla vita in su” precisa la lei.

Ma la foto non sarebbe stata scattata a scuola. Si tratta quindi della vita privata del ragazzo. Di un episodio che esula dalle competenze scolastiche: «Non capisco dove sia il problema – dice la madre – non l’ha scattata a scuola».

Il contrattacco del preside. 

Ma il dirigente non ci sta e contesta il comportamento del ragazzo: «Influenza negativamente gli altri ragazzini e vanno protetti gli altri bambini».

Raggiunto dal Giornale di Monza, respinge ogni accusa di discriminazione: «Vi assicuriamo che non facciamo discriminazioni sessuali né razziali. La nostra attenzione è alla formazione professionale dei giovani, seguendo il dettame della pastorale sociale della Chiesa cattolica».

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Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

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