Il PDF di Adinolfi stravolge il manifesto del Puglia Pride per propaganda anti-gay

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mario adinolfi
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Il Popolo della Famiglia eterosessuale di Mario Adinolfi si scaglia contro il manifesto del Puglia Pride. Ma il caso risulta una bufala montata ad hoc per provare l’esistenza della fantomatica ideologia gender. Dal testo sono state espunte le parti essenziali per comprenderne il senso. Ecco come agisce la macchina della propaganda anti-gay.

Di Andrea Miluzzo. 

Quanto siamo disposti a mentire pur di avvalorare le nostre tesi? Questa domanda potrebbe servire a misurare il grado di affidabilità di chi tenta di provare una tesi insostenibile.

Pur di avvalorare l’esistenza dell’ideologia gender, dalle schiere dei teocon sembrano disposti ad alterare la realtà, manipolando anche i documenti scritti.

Questa volta, a finire sotto il mirino della macchina della propaganda del Popolo della Famiglia, è stato il manifesto politico del Puglia Pride.

Nel blog del partito di Mario Adinolfi è comparso, infatti, un articolo che cita il testo pretestuosamente:

«Si chiede poi che sia sospesa l’assegnazione arbitraria del sesso alla nascita da parte di famiglia e medici, rimandandola al momento in cui la singola persona possa decidere autonomamente e in piena consapevolezza».

Dall’estratto, manipolato ad hoc, sembrerebbe che la richiesta politica riguardi il futuro di ogni nascituro. Pretesto che basta, all’incauto articolista, per lanciarsi in un’aspra filippica piena di offese, calunnie e falsità.

«A tutti coloro che dicono che l’ideologia gender non esiste – si scrive a nome del Popolo della Famiglia – andrebbero lette queste righe della piattaforma politica del Puglia Pride. Questi pazzi vorrebbero che nel momento in cui nasce un bambino non si possa neanche dire la cosa più naturale del mondo: “È maschio, è femmina”. Se non è ideologia questa, se non è follia contronatura questa, diteci che cos’è. Il Popolo della Famiglia torna a chiedere che siano sospesi tutti i finanziamenti pubblici dedicati a sostenere manifestazioni deliranti come questa. E soprattutto mette in guardia dall’avanzata di un’ideologia gender che non sa più neanche rispettare i neonati, i bambini, la naturalità evidente della famiglia. Volendola sostituire con i loro pericolosi giochi di società».

Eppure, basterebbe leggere il manifesto del Puglia Pride per smontare in un attimo questa montatura.

Nel documento originale, infatti, la richiesta è preceduta dal titolo “Intersessualità”. Riferimento completamente espunto nel virgolettato mutilato dall’integralista religioso. Le richieste politiche, quindi, non riguardano tutti i neonati, ma i soli neonati intersessuali.

Ecco quindi come si presenta il documento originale, senza i tagli dei familisti:

«Intersessualità.

Chiediamo che sia sospesa l’assegnazione arbitraria del sesso alla nascita da parte di famiglia e medici. Rimandandola al momento in cui il/la singolo/a persona possa decidere autonomamente e in piena consapevolezza – dopo accurato consenso informato ad eventuali trattamenti – il sesso che desidera sia assegnato. In particolare chiediamo siano rispettate le Linee Guida Etiche per la gestione clinica di casi di Intersessualità. Salvaguardando il diritto dell’autodeterminazione del/la singolo/a».

Chi sono gli intersessuali.

Gli intersessuali presentano, alla nascita, caratteristiche anatomo-fisiologiche sia maschili che femminili. Un tempo erano noti come ermafroditi, anche se oggi i due termini non si considerano sinonimi.

Spesso i neonati vengono operati a pochi mesi dalla nascita. I genitori scelgono il sesso da attribuire ai figli e i medici adattano gli organi sessuali secondo le loro indicazioni.

Oggi però, le associazioni di persone intersessuali chiedono che questa pratica sia interrotta per consentire l’autodeterminazione in piena coscienza. Sono sempre più noti casi di neonati operati che poi, in età adulta, hanno presentato disforia di genere. Manifestano cioè caratteristiche sessuali secondarie e comportamentali tipiche del sesso opposto, cui sentono d’appartenere. Ciò comporta costi umani, sociali e sanitari altissimi e pericolosi per la salute e la stabilità emotiva delle persone intersessuali.

L’idelogia gender e la crociata dei fondamentalisti cattolici.

Nulla a che vedere dunque, con la famigerata ideologia gender. La cui esistenza è stata negata su più fronti del sapere. Sbugiardata in ambito scientifico, istituzionale, politico, scolastico. Perfino la ministra dell’istruzione Giannini è intervenuta parlando di “truffa culturale” e ha minacciato di denunciare chi diffonde falsità. Attribuita genericamente al mondo LGBT, è invece figlia di alcune frange organizzate dell’estremismo cattolico italiano che ruota intorno al Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, all’associazione Pro Vita di Gianfranco Amato e al Famili Day di Massimo Gandolfini. Uno spettro creato per convincere gli Italiani che i loro figli e l’intera società sarebbero in pericolo, qualora lo Stato riconoscesse i diritti LGBT.

Secondo gl’integralisti cattolici, gay e lesbiche, orchestrati da Satana in persona, mirerebbero ad annullare le differenze biologiche fra maschi e femmine. L’obiettivo sarebbe una sorta di nuova generazione androgina in cui tutti sarebbero costretti a diventare omosessuali. È chiaro che uno scenario del genere esiste solo nella fantasia di chi l’ha creato. I no-gender per l’appunto.

Eppure, anche per questa volta, la propaganda d’odio è stata servita. Condita con un tocco di buono e sano terrorismo psicologico. Offerta su un piatto d’argento, per alimentare fratture sociali e pregiudizi.

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