Conversazione privata con un prete gay e omofobo: “Il vescovo sa tutto”

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Non avrei mai deciso di pubblicare senza il consenso del prete in questione e sembra strano ma me lo ha dato, alla luce del fatto che la lettura di questa conversazione avrebbe potuto aiutare tanti ragazzi che vergognandosi di essere gay si affidano ai loro carnefici. Come capirete, i vescovi spesso sanno tutto e a volte sono loro stessi omosessuali e ovviamente i primi persecutori dei diritti gay.

Puoi essere omosessuale nella Chiesa, solo a patto che secreti il tuo orientamento sessuale e fingi di essere etero e omofobo.

Questo orribile compromesso, che violenta la propria dignità e quella delle altre vittime, è una delle vere sconfitte per l’umanità:

Prete: Non so se hai letto cosa sta facendo l’Isis in Iraq agli omosessuali… Ho visto sul Times cose raccapriccianti. Nella lotta a queste disumane discriminazioni sono vicino anche al tuo impegno, ad una lotta per l’umanità stessa

– Sta zitto voi fanatici cattolici nel corso della storia avete fatto lo stesso e lo fate tutt’ora, come ad esempio in Uganda dove quella dannata legge non sarebbe passata senza l’appoggio della chiesa cattolica

– Non rinnego le nefandezze a mio carico, volevo solo condividere con te un sentimento di sdegno e una vicinanza anche alla tua persona. Chi uccide l’uomo per me è da combattere fosse anche della mia parte. L’uomo non si tocca

– Tu stai dalla parte di quelli che farebbero lo stesso. Sei il solito teorico dell’odio che non si sporca le mani ma elabora le teorie secondo le quali gli altri poi ammazzano

– Pur avendo la coscienza segnata non ce l’ho sporca di sangue, perché quando ho avuto da rischiare non mi sono tirato indietro dal difendere chi dovevo! Io non alzerei mai le mani contro chi è come me. Ti chiedo solo di non odiarmi, perché mi fa dolore

– I tuoi ragionamenti da teorico del terrorismo mi fanno schifo. Ah e soprattutto quelli da ipocrita e frocio represso

– Non mi aiuti dicendomi così

– Ma che ti devo aiutà?

– Ti voglio bene perché avevo visto in te una maturità che speravo potesse aiutarmi, però va bene, non ha importanza. Sono ipocrita, certo, perché mi trovo a combattere anche battaglie interiori che spesso mi fanno arrivare un po’ al limite… Cerco allora di vivere bene per quel che sono, credente e represso. Però ti voglio bene comunque

– In me c’è senz’altro una maturità che può aiutarti. Ma esiste chi decide di non farsi aiutare

– Il mio carattere mi frena nel chiedere direttamente le cose, è un mio limite grande. Speravo tu potessi comprendere il mio interessarmi così alla tua persona. Evidentemente mi sono sbagliato, ho fatto male i conti

– La mia persona tu la offendi con la tua dialettica che non è in grado di riconoscere la mia dignità e di rispettare e difendere la mia idea di felicità. E cercando di imporre la tua visione ideologica del mondo basata su antiche superstizioni, per mezzo di leggi dello Stato limitative dei miei diritti in primis quello alll’uguaglianza

– Però sai, non c’è mattina che non passi in cui faccio il tuo nome nelle mie preghiere, prego Dio che ti faccia realizzare il tuo sogno. Io ogni mattina prego per quello che dici di te non mi interessi, perché tu ottenga ciò che vuoi, anche a costo di quello che vorrei forse io, perché la felicità della persona a cui si vuol così bene in me sa andare anche oltre me stesso. L’unica cosa di cui chiederti scusa è il non manifestare apertamente questo mio sentimento, che se ne sta chiuso nell’interiorità

– Ma, sai? Dio nella mia vita può influire molto meno di quanto potresti tu da prete facendoti portavoce della messa in discussione della dottrina contro le persone omosessuali e chiedendo allo Stato di riconoscerne i diritti

– Tu sai quanto sia difficile per me poter liberamente parlare, uno che è stato mandato così lontano puoi immaginarti un po’ i motivi e un po’ quanto sia tenuto d’occhio.. non sono sprovveduto in questo. Io cercavo te perché volevo capire quelle ragioni profonde non solo dei diritti che chiedi, ma anche della mia stessa persona, tanto ipocrita e come dici repressa

– È difficile per la tua codardia e il tuo opportunismo: tutti valori che io rigetto. Perché sai che se ti dichiarassi gay finirebbe la tua carriera

– Non voglio fare carriera. Io voglio solo essere prete perché il prete è una di quelle figure che è ascoltata.. e da prete cominciare a parlare chiaro. Ma fin quando non ero prete non ero protetto. Non voglio potere

– Dove sta la tua dignità nello stare dentro una organizzazione che ti definisce peccatore e malato? Quando tu stesso sai che la tua condizione non è una scelta né una malattia? Quanto sarebbe stato più facile per te scegliere l’eterosessualità?

– Non si può scegliere ciò che non siamo. Però si può vivere bene anche così per come siamo. Io posso anche dirtelo tanto non mi credi, ma è quell’organizzazione che mi ha salvato la vita, perché mi sono riconosciuto peccatore tra i peccatori e mi sono sentito accolto. Proprio perché non cerco la carriera ma la serenità della vita

– Accolto per quello che non sei mio caro. Ovvero un finto eterosessuale che quando gli capita scopa. Questo accoglie la chiesa.

– Si, di quello mi faccio schifo. Del resto no, perché sono io

– Non sei tu sei la maschera che porti. Ma non capisci sulla tua pelle che c’è dell’insano in questa dottrina che tormenta la tua dignità facendoti sentire sbagliato? Non capisci che c’è perfino il tentativo di contestare l’atto di creazione del tuo dio che ha creato l’uomo etero, quanto quello omo? O tu ti senti uno strumento del demonio?

– Il signore ci ha fatto come ci ha fatto, non ha sbagliato con nessuno di noi. Credo. Sento di non aver agito, tante volte, con sincerità, quello si è vero, di aver anche usato le persone e per quello di essermi trovato nei guai e messo qui buono

– Eppure dallo psicologo ci vai. E la gente ti allontana. Stai male e si vede. Non dirmi che sei felice sei solo tormentato e indottrinato

– No, tranquillo, io in quello sono stato onesto quando ho detto di aver avuto problemi con un ragazzo. È stata la prima cosa che ho detto in onestà al mio vescovo e lui non mi ha cacciato. Mi ha dato la sua vicinanza nella mia decisione di capire che fare della mia vita. Mi ha lasciato venire qui apposta.

– A quindi innamorarsi sarebbe un problema

– Ci eravamo solo usati

– Solo perché la tua religione ti impedisce di amarlo. Ma non capisci che rinnegando te stesso commetti il vero peccato perché contesti il ruolo che dio ti ha dato nella società? Contesti la natura che ti ha dato. Questo è inaccettabile per uno che crede

– Non arrabbiarti sempre con me per favore

– E quindi ti ha mandato via così non avevi più modo di vederlo?

– No, io ho chiesto di andare perché se la cosa fosse venuta fuori non avrei gettato fango su quei preti e sul vescovo che mi hanno invece aiutato

– La mia mente non contempla come sia possibile gettare fango su qualcuno dicendo che ti ha aiutato. Allora riconosci che la verità e il modo in cui ti ha aiutato il vescovo non sarebbero accettati nella chiesa?

il fatto è che la cosa con questo ragazzo è successa in un contersto nel quale io, seminarista, non avrei dovuto proprio farlo…e il rischio era che se fosse saltata fuori la cosa avrebbero passato guai anche i miei superiori pur non entrandoci

– Posso chiederti solo una cosa? Non lasciarmi solo per favore

– Ti starei vicino le lasciassi perdere la tua ideologia dell’odio

– Dovrei smettere di aver fede?

– Esattamente il contrario. Dovresti cominciare ad aver fede. Tu sei fanatico e il fanatismo è odio, sterile dottrina ed esclusione. La fede invece è quella che va al di la di una dottrina, puntando all’amore incondizionato

– Tu credi in un dio di amore?

– No. Credo in un principio d’amore universale che parte dall’amor di sé. Se non ami prima te stesso, così come sei, non sarai mai in grado di amare le persone e l’ambiente

– Lo so… Invidio te che ci riesci allora. Quando qualche tempo fa ti pensavo sarei stato disposto a buttar via tutto

– Non devi rinunciare alla tua fede per amore. Devi rinunciare al fondamentalismo per difendere la tua dignità e la tua felicità. Se non avrai fatto prima questo, non troverai mai l’amore. La dottrina fa perno sui sensi di colpa. Chi prova sensi di colpa impara a odiarsi. Poco fa appunto tu hai detto che odi delle cose di te. Fin quando odierai parti di te, non sarai in grado di provare amore sincero per il genere umano e il creato. E non attirerai amore

– Non ho mai attirato amore infatti. Però so portarlo

– È facile amare e sentirsi amare da un essere che non esiste, creato appositamente per questo. È molto più difficile e duro creare rapporti umani e imparare ad amare la gente con difetti e differenze, amando anche quelle differenze. Ed è ancor più difficile essere ricambiati nell’amore dalle persone reali. Dedicarvi all’amore per un essere invisibile vi distoglie da quello cui dovreste puntare realmente: l’amore per l’uomo, che può spiegarsi anche teologicamente, se pensi che non è più un dio che devi amare dopo l’incarnazione, ma l’uomo in tutte le sue differenze e in particolare i discriminati, gli ultimi, i senza diritti, di cui voi continuate a calpestare la dignità in nome di un dio che invece è nell’uomo, dentro l’uomo

– Mi chiedevo infatti perché tanto pensassi a te nel contempo proprio a dio. Mi incazzavo perché pensavo a te che neppure ci credi

– Se odiate l’uomo come si è visto nel vociare e negli insulti contro quel ragazzo in quel convegno omofobo di Milano odiate dio e calpestando i diritti degli ultimi emarginate dio

– Parla con me, non parlare come ad una platea. Non usare il plurale con me

– Tu non sei un uomo. Sei un’ideologia con idee standard prestampate e pronte all’uso

– E tu così vorresti aiutarmi? Parlarmi come parli ad un’ideologia? Io sono un uomo, un uomo di merda, ma sempre uomo. Qui in questo mio essere merda si gioca la tua accoglienza, quella che potrebbe aiutarmi

– Il mio è solo dispiacere nel vederti prendere a pugni la tua dignità e nel vederti contestare il disegno che aveva su di te dio creandoti

– Cosa voleva da me dio? Poteva non rompermi il cazzo e farmi vivere solo, oppure con qualcuno accanto. Poteva lasciarmi ateo, sereno

– Farti portatore delle istanze e della felicità degli ultimi dall’interno della sua chiesa, accettando te stesso e la tua storia di prete gay. Te invece hai rifiutato tutto. Fai finta di essere etero e ti sei messo dalla parte dei carnefici che discriminano e odiano e respingono l’uomo

– Ci sono state due sole persone per le quali stavo per uscire di seminario: un Marco e un Andrea. Poi ho saputo che si chiamavano entrambi allo stesso modo.. Non lasciarmi solo. Accoglimi e mi basterà

– Non posso accoglierti se tu non mi accogli. Se lotti perché lo stato non riconosca la mia dignità e la mia uguaglianza. È il ragionamento che fate voi per dio. Non era “dio non può accogliervi se l’uomo lo rifiuta”?

– “dio non può agire se l’uomo lo rifiuta” perché altrimenti dio farebbe violenza alla libertà dell’uomo.

– E invece io ti dico (guarda un po’ un ateo che diventa più cattolico di un falso cattolico) dio, se è vero che è un padre, principio supremo dell’amore, dovrebbe accogliere tutti, anche quelli che lo rifiutano. Un dio che è anche padre, non misura il suo amore, sulla base dell’amore che i figli hanno per lui, nemmeno sulla base delle bestemmie, né dalle croci appese nelle scuole. Un buon padre ama i suoi figli allo stesso modo a prescindere dal loro amore nei suoi confronti. Anzi accudisce con più premura coloro che hanno più bisogno di lui. Ma io non sono dio, anche se cerco di amare tutti. Io mi rifiuto di amare chi fa guerra e lotte ideologiche contro la mia dignità

– Se siamo figli tutti, ama anche te. Forse proprio più te perché sei quello oggi come oggi maggiormente vessato

– Certo se esiste lo so che mi ama più di Adinolfi e che io magari finirei in paradiso mentre Adinolfi all’inferno. Ma io non credo in una vita dopo la morte

– Non importa, l’amore è già in questa vita

– La vita è qui e l’amore dobbiamo giocarcelo qui in terra

– È assurdo pensare che sia solo “dopo”

– Se dio mi amasse più di te, sarebbe solo perché io mi amo mentre tu ti odi. Io mi amo perché ho accettato la mia storia e la mia vita mentre tu ti odi perché non accetti la tua storia e la tua vita. Sta tutto qui, nel volersi bene e nel non dar credito a chi ti odia, finirebbe solo per farti star male e io voglio il mio paradiso di serenità qui, in questa vita

– Il suo amore certamente è più grande del mio per te. Grazie per le parole che oggi mi hai voluto rivolgere. Non mi avevi mai parlato così. Ti sono grato perché nelle tue parole non mi hai lasciato solo

– Ti parlo così perché non mi stai vomitando le tue solite cazzate contro il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e dell’adozione

– Però un po’ ti sei sfogato pure tu

– Io mi sfogo ogni giorno per questo sto bene. Tu reprimi e stai male

– Io conservo nel cuore

– Io ti conservo nel culo

– Beh, in effetti lo so di essere uno stronzo. Non sai che fatica essere qui solo, lontano dagli affetti cari

– Tu hai scelto di esser solo, rifiutando te stesso. Pensaci

– Grazie. Ti voglio bene

– Grazie. Anche io forse in fondo. Proprio in fondo al culo, ti voglio bene

– Allora sono abbastanza fortunato…uscirò in fretta

– Spero che uscirai in fretta dal tuo inferno e dal mio culo. Così ti laverai, troverai la tua felicità e ritroverai l’affetto dei tuoi cari e il mio in primis

– Davvero?

– Ma certo! Ti vorrò più bene quando vedrò che anche tu prenderai coscienza di te e comincerai a volerti bene. Allora ti difenderò. Per adesso però ti lascio nell’inferno che ti sei scelto per te. Si dice a Catania “ietta sangu”

– Menomale che dal pc non si vedono gli occhi, perché mi hai commosso con le tue parole. Non le avrei mai sperate

– È un percorso tuo che devi intraprendere e concludere da solo

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