Preti lasciano il sacerdozio: emorragia nella chiesa

0
1663

1604460_299782886836585_811694334_n

Che il mondo cattolico sia colpito da una grave crisi vocazionale è un dato di fatto. Ma abbiamo mai pensato ai preti che si spretano e ai motivi che li spingono a farlo? Facciamo una breve carrellata di alcuni casi di ex preti che hanno avuto risonanza nazionale, mettendoli in relazione con colpe, ipocrisia e componenti disumane della Chiesa.

Cominciamo da don Piero, di Lerici, secondo il quale stupri e femminicidi sono dovuti alle provocazioni delle donne. Lascia ‘santa madre chiesa omofoba e maschilista’ nel dicembre 2012, non prima di averne sparata un’altra delle sue rivolgendosi a un cronista del Gr1: «Ma quando lei vede una donna in abiti succinti non ha una reazione? Forse anche lei è frocio?» (fonte: Libero)

Poi tocca a Giovanni Botta, di Avellino, che, a giugno 2013, lascia ‘santa madre chiesa del celibato imposto per istituzione umana’, per andare a vivere con una donna: «Ho fatto un itinerario interiore e poi ho conosciuto una persona. Con lei c’era amicizia, come con suo marito che all’epoca era vivo» (fonte: Leggo)

Invece, don Simeon Eneh, di Prato, nel dicembre 2013, tira fuori una lettera anonima del 2009, che lo denigrava, per denunciare presunti atteggiamenti ostili da parte di parrocchiani, a suo dire, riconducibili anche al colore della pelle e lascia ‘santa madre chiesa razzista’ (fonte: tvprato.it)

Ancora, don Marco Gasciarino, il 24 marzo 2014, lascia ‘santa madre chiesa dell’ipocrisia fondamentalista’ perché ha cambiato amore: ha deciso di rivolgere le sue attenzioni a una donna anziché a Dio. La gente già vociferava. Allora, preso dalla vergogna, nel sacco della sua stessa ipocrisia, ci ha regalato uno dei casi più emblematici, che dovrebbe far tanto riflettere. In base a quanto riportato dal Secolo XIX, “era amato da molti e inviso da tanti per quel suo atteggiamento un po’ rètro, in netto contrasto con la nuova strada di apertura della Chiesa avviata da papa Francesco, quella voglia di reintrodurre i vecchi schemi della Dottrina cattolica. L’aver ripristinato la messa in latino, l’aver bacchettato a più riprese famiglie e bambini complici di «dar spazio a Satana» aderendo alla festa di Halloween, l’aver ancora impedito ad altri bambini, perché figli di genitori non sposati, di partecipare al catechismo o ad adulti separati di fare madrine e padrini, non lo ha certamente aiutato nel suo cammino pastorale” (fonte: Secolo XIX)

Spetta, invece, al creativo don Andrea Boni il premio “Chi l’ha visto!”. Ad aprile 2014, il prete scappa via dalla parrocchia e i fedeli apprendono, a sorpresa e dal vicario generale della Curia, che reca in mano un foglietto del vescovo, la notizia del suo abbandono di ‘santa madre chiesa dei colpi di scena’. Sorpresa anche fra i collaboratori del parroco, una delle quali dichiara: «Avevo capito che stava per succedere qualcosa perché la settimana scorsa ha caricato su un furgone tutto quello che aveva in casa, ma non ha detto niente a nessuno» (fonte: Corriere.it)

Ancora, risalente al 15 marzo, è l’abbandono di ‘santa madre chiesa che protegge i preti pedofili’, in aperta protesta contro la curia, da parte di don Alessandro Raccagni, che annuncia ai fedeli: «Io violentato da minorenne in seminario. Chiesa archivia, io la lascio». L’ex parroco ha letto ai fedeli e davanti al padre, seduto in prima fila, di aver trovato il coraggio di denunciare solo dopo la morte della madre, per evitare di arrecarle dolore; di esser stato seguito da uno psicologo e di aver più volte chiesto un intervento della curia che, invece, come prassi, ha tentato di insabbiare (almeno fino ad oggi, che il vescovo dovrà rispondere a una formale richiesta di spiegazioni, firmata da 300 fedeli dalla parte del don) (fonti: Blitz Quotidiano e Corriere)

Facebook Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

9 − otto =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.