Rapporto UE riconosce con 341 sì le famiglie con genitori gay, lesbiche e single

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Il Parlamento prende atto dell’evolversi della definizione di famiglia. E raccomanda che le norme in quell’ambito (compresi i risvolti in ambito lavorativo come congedi ecc.) tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l’omogenitorialità

È quanto si legge in un passaggio del rapporto approvato oggi dal Parlamento di Strasburgo con 341 sì, 281 no e 81 astenuti.

Sebbene le indicazioni del testo non siano vincolanti per gli Stati membri, il loro significato è considerato simbolicamente importante perché il Parlamento di Strasburgo riconosce ufficialmente l’evoluzione del concetto di famiglia, il cui significato si è allargato, come è normale che avvenga nel corso della storia, fino a comprendere altre realtà e nuclei affettivi che non possono continuare a essere discriminati dalle istituzioni governative nel nome di ideologie lesive della dignità umana e non inclusive.

Il rapporto invita anche i Paesi membri a occuparsi con maggiore impegno delle donne che attraversano particolari difficoltà: anziane, disabili, single, migranti.

Hanno votato a favore il gruppo socialista e democratico, i liberali, il Movimento 5 Stelle e gli eurodeputati della sinistra unitaria; contrari i popolari, i conservatori inglesi e i leghisti. Tra i no anche due eurodeputati del Pd: Luigi Morgano e Damiano Zoffoli.

Nei mesi scorsi l’Aula di Strasburgo aveva già riconosciuto le nozze fra persone dello stesso sesso come “diritto umano”.

Ennesimo passo avanti, quindi, quello di oggi, per indirizzare gli stati membri dell’UE verso la promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, trans, secondo il principio di uguaglianza.

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