Renzi incassa la fiducia sul ddl unioni civili

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monica cirinnà
monica cirinnà

Si chiude il primo capitolo del DDL Unioni Civili al Senato dopo mesi di scontri e colpi di scena. Monica Cirinnà non toglie la firma dal ddl come annunciato.


Di Emanuele Longobardi.

Il giorno della resa dei conti è arrivato, dopo mesi e mesi di stalli, rimandi, polemiche e dopo trenta giorni di fuoco in cui tutto è stato rimescolato più e più volte.

Il caos prima della tempesta.

Prevista per oggi alle 19.00 la fiducia sul maxi emendamento è stata anticipata a poco prima delle 18:00. Per tutta la mattinata è stata bufera nell’aula del Senato. Tra accuse, offese e discorsi esemplari, il clima è stato esasperato prima della tanto attesa votazione, con gli interventi dei senatori sulla fiducia e sulle dichiarazioni di voto dei capigruppo. Tra strepitii e discorsi assennati, svetta quello di Monica Cirinnà, prima firmataria del DDL, che spiega quanto sia stato sofferto l’iter della legge in Senato e quanto le unioni civili ideate dal suo partito e accettate da NCD siano sì un compromesso ma anche un punto di partenza più che valido, che sarà arricchito ben presto dalle tanto agognate stepchild adoption, con un DDL apposito.

Renzi incassa la fiducia con 173 voti favorevoli.

La fiducia è stata votata e l’aula del Senato ha deciso che il maxiemendamento del governo sul disegno di legge numero 2081, il cosiddetto DDL Cirinnà, è stato approvato con 173 voti a favore e 71 contrari. I votanti sono stati 244, la maggioranza era di 123. Questa è solo la prima fase dell’iter del ddl, che adesso passerà alla Camera.

Renzi incassa la fiducia.

Pubblicato da LGBT News Italia su Giovedì 25 febbraio 2016

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