Roma Capitale – Approvato il registro delle unioni civili

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Roma approva definitivamente il registro delle unioni civili. Dalla Capitale un segnale alla politica nazionale perché colmi il vergognoso vuoto legislativo sulla dignità e sui diritti delle persone omosessuali


L’istituzione del registro doveva essere votata ieri, ma l’incursione di un gruppo di fascistoidi e fanatici pseudocattoli afferenti alle aree politiche di NCD, FDI e Forza Nuova, proprio nella giornata della memoria, aveva provocato la sospensione della seduta.

Oggi la seduta è ripresa intorno alle 11:00, sono stati votati e respinti gli ultimi 30 emendamenti e, dopo le dichiarazioni di voto, è stato definitivamente approvato il registro delle unioni civili della Capitale d’Italia.

Roma è la città numero 161 a munirsi di un registro. Magari, come dicono alcuni, sarà un atto simbolico, ma anche se nessuno si registrasse è dovere delle istituzioni riconoscere la dignità di tutti, uguali diritti e pari opportunità per tutti, in uno Stato laico che non può essere tenuto in ostaggio del fanatismo di una ideologia religiosa che non è ancora in grado di fare i conti con le superstizioni mortifere con cui massacrava e torturava nel Medioevo, cercando di imporre un pensiero unico, una dittatura culturale, un relativismo ideologico dissennato e violento.

Per abbattere le barriere architettoniche per le persone disabili non occorre fare un censimento delle persone disabili residenti in città, ma occorre avere la dignità di rispettare l’articolo 3 della nostra Costituzione:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

L’abbattimento delle barriere architettoniche, ad esempio, è un dovere morale e un obbligo di legge così come dovrebbe diventare un dovere morale l’abbattimento delle barriere sociali, dei pregiudizi e delle discriminazioni, che ostacolano la libertà e il diritto all’autodeterminazione e alla felicità della persona umana.

L’ultima dichiarazione di voto è stata quella di Imma Battaglia, consigliera SEL e prima firmataria della proposta, un accorato sfogo di dignità e di rivalsa per le vessazioni e le offese che ogni giorno gay, lesbiche e trans subiscono.

Alle 13:25 l’Assemblea capitolina ha approvato il registro con 32 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto.

Il consigliere Dario Rossin, di Forza Italia, sbaglia a votare e vota a favore convinto, dice, di votare ancora per gli emendamenti.

Roma 18 ottobre. Il sindaco Marino ha trascritto i matrimoni contratti all'estero da 16 coppie di persone omosessuali, lanciando il famoso hashtag #romanoncancella
Roma 18 ottobre. Il sindaco Marino ha trascritto i matrimoni contratti all’estero da 16 coppie di persone omosessuali, lanciando il famoso hashtag #romanoncancella

Lo scorso 18 ottobre il sindaco Ignazio Marino aveva sfidato il Ministro dell’Interno Alfano – che con una circolare, definita da tanti sindaci e dai giuristi di Rete Lenford illegittima ingerenza, intimava ai prefetti di cancellare le trascrizioni delle nozze fra persone omosessuali celebrate all’estero – trascrivendo nel Registro capitolino i matrimoni di 16 coppie omosessuali, 22 uomini e 10 donne.

Oggi è giornata di festa per il buonsenso e per il progresso civile e morale scelto da una parte maggioritaria del Paese.

Le proteste dei fanatici non ci interessano, perché rappresentano una minoranza di pensiero fascistoide troppo marginale nel Paese, che non arriva nemmeno al 3%, non ha peso politico, probabilmente sparirà dalla compagine parlamentare, con le prossime elezioni e che usa, direi quasi per fortuna, un linguaggio dell’odio che sensibilizza i cittadini convincendoli a dichiararsi espressamente a favore dei diritti LGBT. Ci interesserebbero se già più del 60% degli Italiani non si fosse dichiarato favorevole al matrimonio civile fra persone dello stesso sesso e se non fossimo fermamente convinti che alla fine l’amore trionfa sempre.

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