Il cantante Scialpi si sposa e scrive al papa: “Sono gay, benedica la mia famiglia”

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Il cantante Scialpi ha deciso di sposarsi col suo compagno Roberto Blasi.

Per un credente, possiamo immaginare, è triste e avvilente non sentirsi accolto e benedetto dai rappresentanti di una istituzione di cui sente di far parte. È per questo che il cantante scrive a Bergoglio, rivolgendosi a lui come se scrivesse a suo padre, che aveva il suo stesso nome.

Chissà se questa volta, dato il recente inasprimento dei toni dei movimenti d’integralisti cattolici, contro i diritti delle persone omosessuali, il papa alzerà la cornetta per consolare una pecorella affranta, o se dobbiamo aspettarci che sia più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

Intanto la lettera è questa. E può essere anche utile, in un certo senso. Di sicuro è molto bella:

Caro Papa Francesco,
mi perdoni, ma da quando ho sentito per la prima volta il Suo nome alla TV per la Sua proclamazione in un attimo di profonda commozione, il mio pensiero è andato subito al mio povero padre che  si chiamava come Lei e che è mancato ormai da anni.
Poi, vedendoLa sorridere dolce e scherzoso, quasi fuori dal protocollo, sono subito rimasto affascinato dalla Sua figura di uomo e non solo di Papa.
Ora che sento il desiderio di scriverLe, mi permetta questo gioco epistolare che consiste nell’aggiungere un semplice accento sulla “a”, in modo di rivolgermi a Lei come se fosse il mio vero padre:

Caro papà Francesco,
lo so che il nostro rapporto è sempre stato conflittuale, sin da piccolo tra le tue prese di posizione e le mie idee che mi portavano lontano, io non vedevo il tuo amore e tu non vedevi il mio.
Non bastava un tuo dono, non bastava portarmi in Chiesa per sentirmi amato, non c’era il tuo giudizio positivo sulla mia pagella portata a casa con grande “orgoglio”; come non c’eri quando avevo bisogno di risposte mentre scoprivo i miei primi sentimenti.
Ci siamo sempre allontanati l’uno dall’altro, arrivando a non condividere neppure i punti più formativi ed emotivi della mia esistenza.
Sono diventato grande frequentandoti, ma nel medesimo tempo non contemplandoti.
E proprio adesso che sto per affrontare il momento più felice del mio percorso, la decisione di formare una Famiglia con il mio compagno, quanto mi manca la tua Parola, la tua benedizione ed il tuo abbraccio perché sai quanto ti voglio bene.
Per sempre il tuo Giovanni.

Dopo queste mie piccole esternazioni, ora mi rivolgo direttamente a Lei Santo padre, come figura Spirituale che sostiene e conforta i Suoi Figli, perché la mia volontà non resti solo un desiderio personale, ma diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni.

Quanto desidererei da Lei una Parola per dare forza al mio concetto di Famiglia, per sentirmi anch’io  sotto la protezione  e la benedizione della Chiesa e di Nostro Signore.

La ringrazio con l’augurio di trovarmi sempre nella grazia di Dio.

Giovanni Scialpi

Noi, tuttavia, anche se siamo convinti che la Chiesa prima o poi arriverà a formulare una sorta di benedizione per le coppie omosessuali e che questo percorso comincerà solamente dopo che le istituzioni politiche avranno fatto la loro parte, chiediamo che sia intanto lo Stato a garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini senza più discriminare.

È per questo che abbiamo lanciato la campagna “#CalendarizziAmo il ddl Cirinnà: perchè lo Stato laico, di un Paese Civile e Moderno, non può comportarsi come uno stato teocratico.

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