Primo omofobo del Forum famiglie potrebbe essere condannato per diffamazione

2
2249
Ecco la fantomatica pornografia dei libretti in questione. Il terzo parla della prevenzione nei rapporti fra donne e uomini

Il giudice Luca Semeraro dispone sequestro di un video con calunnie antigay per accertare se vi sia il reato di diffamazione. Ecco un video simile ancora in circolo. Il giudice per le indagini preliminari Semeraro con un decreto (cioè un atto interno al procedimento penale che non è ancora sentenza) ha disposto il sequestro probatorio del video, che dovrà quindi essere esaminato da un altro giudice.


PREAMBOLO INUTILE

Nel resto del mondo, la lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone gay, lesbiche, trans, è cominciata a colpi di sentenze; solo in un secondo momento la politica – ostaggio dei sentimenti bassi del popolino, dei ricatti, dei pollici in su o in giù, della corruzione e incapace di farsi promotrice del progresso piuttosto che di accodarvisi – è intervenuta legiferando su cambiamenti già in atto. Nel resto del mondo civile sono avanti di vent’anni rispetto a noi che ci troviamo invece aggrovigliati nella prima fase, nel vicolo cieco del ritorno al medioevo auspicato da frange estreme che coltivano non più sentimenti, ma istinti ancora più bassi e forse contro natura (dato che poco ravvisabili nel regno animale), come quello dell’odio ingiustificato.

Ebbene, anticipando di fatto gli effetti di una legge contro l’omotransfobia – che giace morta fra i meandri delle torbide stanze del parlamento, dopo aver subito una metamorfosi di ovidiana memoria, trasformandosi in legge Salvaomofobila Magistratura, per la prima volta, potrebbe riconoscere il reato di diffamazione ai danni di un’associazione LGBT e condannare chi mistifica la realtà sbandierando menzogne al fine di screditare l’operato dei volontari e di evocare lo spettro dell’omosessual criminale traviator di bambini.

I FATTI

Nel corso del Forum delle Famiglie di Assisi, tenutosi il 29 giugno 2014, l’avvocato antigay Simone Pillon aveva presentato un video in cui aizzava le “folle”, si fa per dire, narrando, a modo suo, la presunta distribuzione, in un liceo di Perugia, di “volantini di propaganda omosessuale”, con contenuti pornografici, che invitavano i ragazzi a sperimentare il sesso omosessuale nelle stanze messe a disposizione dall’associazione accusata: Omphalos Arcigay Arcilesbica. La notizia è stata lanciata da Umbria 24. L’avvocato ha volontariamente omesso che vi era un terzo volantino che parlava della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili nei rapporti eterosessuali e che l’incontro è stato svolto in presenza di docenti.

Vi mostriamo un video in cui Pillon, nei mesi successivi, parla della stessa questione (minuto 45:54), sebbene in termini più moderati e sbrigativi, invitandovi a sorpassare sulla facile ironia che si potrebbe fare sull’orientamento sessuale dello stesso avvocato e a restare nei termini del rispetto per la persona sebbene attacchi in questo modo così meschino:

Solo a una persona fuori di testa verrebbe di credere a una cosa simile, ma la propaganda antigay non può che usare calunnia e diffamazione per far breccia nel cuore di qualche credulone frustrato. Così l’associazione Omphalos denuncia Pillon per diffamazione e, dopo aver costatato gli estremi della diffamazione, il giudice Luca Semeraro, su richiesta del PM Manuela Comodi, dispone il sequestro del video:

“Pillon – spiega il giudice – invece di attribuire correttamente l’iniziativa dell’associazione alla prevenzione di malattie veneree e al bullismo omofobico, ha descritto l’iniziativa dell’associazione come se fosse un invito ad avere rapporti sessuali solo tra persone dello stesso sesso […] con frasi offensive […] fornendo alla platea notizie false in cui diceva che c’erano luoghi in cui si poteva fare sesso omosessuale in Omphalos […] supera i normali limiti di critica politica o di ironia […] ha diffuso notizie non vere nei confronti dell’associazione Omphalos”

REAZIONI

In una nota, l’associazione Omphalos precisa la propria posizione:

“Il materiale è appositamente realizzato in tre diverse tipologie che affrontano i rapporti tra ‘uomo e uomo’, tra ‘donna e donna’ e tra ‘uomo e donna’. Chi sostiene falsamente che l’attività della nostra Associazione sia finalizzata ad istigare giovani studenti ad avere solo rapporti con persone dello stesso sesso o a distribuire materiale pornografico nelle scuole offrendo la nostra sede per ‘pratiche di iniziazione’ di giovani che vogliono sperimentare l’omosessualità, lede profondamente la reputazione della nostra Associazione e svilisce il lavoro dei tanti volontari e professionisti che si dedicano con serietà ai suoi numerosi progetti.

Esiste una grande differenza tra la satira e la diffamazione. Chiunque è libero di organizzare convegni e manifestazioni per esprimere opinioni contro il diritto delle persone gay, lesbiche e transessuali di questo Paese di ottenere gli stessi riconoscimenti giuridici del resto della popolazione e di poter vivere una esistenza piena e felice. Quello che non possiamo tollerare è che il duro lavoro e la dedizione di tanti volontari e professionisti di questa Associazione, che da oltre venti anni si battono per spazzare via omofobia, intolleranza e bullismo dal nostro Paese, sia svilito e diffamato”.

Decisione che farà di certo sollevare, evocando l’attentato alla libertà d’opinione, i vari Adinolf Hitler della situazione, le varie donne che amano stare sottomesse sotto gli artigli del maschilismo e del marito padrone, le squadre politiche di atei devoti, i branchi di fascisti, gli estremisti fascio-catto-talebani e giusto per dare un po’ di pepe alla triste brigata mettiamoci anche un pizzico di preti pedofili, con cui gli omofobi vanno sempre a braccetto.

Infatti, non mancano gli appelli e le minacce di interrogazioni parlamentari da parte dei soliti 4 fanatici: Roccella, Malan, Giovanardi, Formigoni – capaci di scomodare perfino Charlie Hebdo.

Eugenia Roccella (NCD) interpreta liberamente la questione minacciando di ricorrere niente meno che al Ministro della Giustizia Orlando:

“E’ stato sottoposto a sequestro il video di un convegno nel quale il presidente del Forum Famiglie dell’Umbria, Simone Pillon, criticava la diffusione, in una scuola di Perugia, di volantini di propaganda gay. Il giudice ha ritenuto che l’intervento di Pillon, definito “di sferzante ironia” fosse diffamatorio. Vogliamo quindi chiedere al ministro Orlando se, in questo paese, sia ancora garantita la libertà di dire pubblicamente quello che pensiamo”

Mentre Formigoni parla di «vergognoso sequestro» e di «contenuto pornografico di un volantino illegittimamente distribuito», Buttiglione esprime solidarietà a Pillon e Malan vuole chiedere al Ministro della Giustizia «Quante pagine di ‘Charlie Hebdo’ sopravvivrebbero agli stringenti criteri imposti dai magistrati di Perugia». Dichiarazioni, tra l’altro, in cui sono ravvisabili gli estremi di altrettante querele, in quanto continuano a riportare i fatti in maniera assolutamente falsata e denigratoria.

Eppure dalle dichiarazioni del giudice che abbiamo riportato non sembrerebbe che il reato di diffamazione sia ravvisabile per colpa della “sferzante ironia”. Qui non si tratta di libertà d’opinione, ma di diffamazione, cioè di notizie false utilizzate al solo scopo di screditare e di ledere la dignità del soggetto colpito. Qui non si tratta di satira, ma di false accuse politiche a danno di altri, di falso ideologico, di tentativi di plagio. L’opinione è l’espressione del libero pensiero secondo un’ideologia, la diffamazione è invece un delitto contro l’onore definito come offesa alla reputazione degli altri. Gli omofobi, in realtà, pretendono la libertà di offendere e diffamare raccontando menzogne infanganti che istigano all’odio. Non hanno affatto chiara la differenza fra opinione e diffamazione. Nessuna legge, auspicata dalla comunità LGBT vorrebbe impedir loro di continuare a esprimere posizioni politiche di alta levatura intellettuale contro il matrimonio fra persone della stesso sesso, come quella che se passasse il matrimonio per i gay poi la gente impazzirebbe e vorrebbe sposarsi con un cavallo (ma vedi che opinioni), perché la penuria di queste opinioni è proprio il nostro punto di forza, che ha invertito i numeri degli italiani favorevoli al matrimonio egualitario portandoli in schiacciante maggioranza. Ma non deve essere un diritto la possibilità di pervertire la realtà per denigrare gli altri.

PORTATA STORICA DELLA DISPOSIZIONE

Se questa disposizione si confermasse in una soluzione di condanna per diffamazione, questo precedente, potrebbe aprire la strada alla possibilità di querelare per diffamazione coloro i quali sostengono che l’aspirazione degli omosessuali sarebbe quella di omosessualizzare il mondo. Questa rappresentazione medievale del gay lede la dignità umana in quanto assimila il gay alla figura dell’untore, del malato smanioso e contagioso, dell’istigatore. È chiaro che questa descrizione tende ad alimentare mostri e paure che hanno come dirette conseguenze intolleranza, discriminazioni e umiliazione della dignità umana e professionale.

Provate per un attimo a vestire i panni di un insegnante gay, costretto a vivere in questa cultura del sospetto, accusato di voler traviare gli alunni e di volerli far diventare tutti omosessuali col fine di far estinguere l’umanità sposando civilmente cavalli e maiali. Vi lascio in questi panni.

Facebook Commenti

commenti

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

19 − diciotto =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.