Sentinelle: Vi spiego quanto avrei desiderato una famiglia gay o lesbica, io, abbandonata dai miei

0
1769
due mamme lesbiche con una bella famiglia gay
due mamme lesbiche con una bella famiglia gay

È giunta in redazione una lettera commovente rivolta alle Sentinelle, gruppo di fanatici religiosi che lottano per rivendicare il loro diritto alla libertà di limitare la libertà degli altri.

La lettera è di una ragazza eterosessuale abbandonata insieme ai fratelli dai genitori. Vuole spiegare alle Sentinelle che i bambini non nascono coi pregiudizi degli adulti e che da parte loro non rivendicano alcun diritto ad avere un padre e una madre, ma un diritto molto più semplice e naturale: quello di avere qualcuno che sia capace di amarli, di accudirli, di ascoltarli, di non farli sentire mai soli, di scaldarli col calore di un cuore davvero innamorato.

Solo storie che provengono dalla vita reale hanno davvero la forza di decostruire, nella maniera più efficace possibile, le impostazioni ideologiche degli estremisti cattolici che s’arrogano il diritto di pontificare su dinamiche sociali di cui non sanno nulla e che vedono filtrate dalle lenti della superstizione, delle opinioni personali antiscientifiche, dell’ignoranza. Impostazioni ideologiche dettate dall’odio, dalla volontà d’imporre un pensiero unico, e un modello unico dell’apparire che assecondi pregiudizi e aspettative di genere. Impostazioni ideologiche poste a fondamento della crociata delle Sentinelle contro gli infedeli LGBT.

Ecco perché dalla lettura di queste parole appare evidente lo spartiacque fra la vita vera, di un mondo che esiste, e le congetture di un mondo che non esiste; o che esisteva più di 2000 anni fa, quando fu fissato nella Bibbia, prima del progresso scientifico.

Ecco dunque il testo della lettera:

«Sono una ragazza di 26 anni, vivo col mio compagno e lavoro come impiegata, con un ruolo anche piuttosto importante.
Ho scoperto ad ottobre che nella mia amata città c’è stato questo imbarazzante raduno delle Sentinelle.
Che poi, queste Sentinelle, chi le ha chiamate? Per difenderci da cosa?
Tralasciando il fatto che solitamente la gente manifesta per ottenere dei diritti (e non per toglierli!), tralasciando il fatto che sostengono che l’omosessualità sia solo “psicologica” (come hanno riferito più volte), tralasciando l’atto di spregevole cattiveria, vorrei dire la mia.
Ho avuto dei pessimi genitori, non entrerò nello specifico, ma sono stata praticamente abbandonata, con i miei fratelli.
Ho iniziato per questo a lavorare a 16 anni, la sera, mentre ancora andavo alle superiori. Nessuno sa quanto ci si possa sentire sole.
In quei momenti, avrei voluto avere chiunque accanto. Dio solo sa che avrei pagato oro per avere qualcuno che pensasse a me, una mamma, un papà, due mamme, due papà.
Chi sono loro? Persone che probabilmente non hanno mai sofferto (e mai amato!) per dire cosa sia meglio per chi una famiglia la vorrebbe avere. In una società poi, dove la famiglia è spesso ricomposta da mamma/nuovo compagno della mamma, papà/nuova compagna del papà, genitori che muoiono, genitori che divorziano, genitori che scappano, genitori che maltrattano!
Queste persone, dove credono di vivere?
Ho provato a confrontarmi con loro, a spiegare come da piccola avrei dato l’anima per avere due mamme o due papà che mi amassero. Perché l’amore vero, l’affetto, non conoscono genere.
Mi hanno risposto che io in realtà avrei voluto una mamma e un papà “normali” (certo, nel senso di due figure che pensassero al mio futuro, o intendevano solo due etero e basta?).
Certo, perché loro hanno anche l’arroganza di dire cosa vorrebbero le altre persone, ovvero, i diretti interessati.
Certi mi hanno detto che l’omosessualità è una malattia e che devono essere emarginati (quindi suppongo che i malati – secondo loro – si debbano trattare così. Se lo ricorderanno quando avranno tutti gli acciacchi della vecchiaia?).
Tanti dicono che dal momento in cui protestano pacificamente possono esprimere le loro idee.
Quindi se io domani andassi in piazza vestita di bianco inneggiando alla superiorità della razza ariana, ma senza fare rumore, andrebbe bene?
Non riesco a darmi risposta, non riesco a metabolizzare, non la cattiveria (di miserie ce ne sono tante, tutti i giorni), ma l’assurdità di manifestare CONTRO dei DIRITTI CIVILI senza conoscere il mondo del quale si sta parlando.
Sopratutto quando davanti a loro ci sono persone che muoiono di fame, loro trovano il tempo di manifestare contro l’amore! Credo che ci sia un gravissimo problema di fondo.
Sembra di rivedere quelle persone che, anni e anni fa, manifestavano contro i matrimoni tra razze diverse. Quanto sembrano tenere e imbarazzanti, quelle persone, al giorno d’oggi?
A voi la risposta.

Chiamate le guardie per difenderci dalle sentinelle!

M.»

Facebook Commenti

commenti

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl bacio della soldatessa lesbica che fa il giro del mondo
Articolo successivoGrazie al coming out di Tim Cook mio figlio mi ha detto che è gay
Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 − uno =