Stefano Gabbana offende la mia Sicilia. Non siamo più coppola e lupara. Ci siamo evoluti anche noi

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Chiarisco alcune cose una volta per tutte. Il boicottaggio non lo ha scatenato Elton John ma noi italiani col mio articolo su LGBT News Italia il 12 marzo e con un comunicato in inglese inviato alla stampa estera e ad attivisti, come confermano un centinaio di testate internazionali e alcune italiane fra cui Diretta News, Il Giornale, Repubblica qui e qui. Elton ha aderito dopo 3 giorni usando il nostro hashtag, come conferma in questo articolo l’Indipendent, uno dei primissimi giornali che ha lanciato la presa di posizione del cantante

indipendent

Basta risalire al primo hashtag e vi accorgerete di questo:

incipit boicott

 

Rendere Elton John capro espiatorio di diatribe economiche fra due Paesi, come fa la cittadina Tiziana Ciprini del M5S, in un intervento in aula pieno di inesattezze e di bugie, mi pare eccessivo e non rende onore alla verità.

 

Ma soprattutto chiarisco, una volta per tutte, che non li boicottiamo per i passaggi in cui esprimono opinioni legittime. Tutti hanno il diritto di dirsi contrari alla fecondazione assistita perché questa sì è un’opinione legittima la cui espressione noi difendiamo, auspicando il dialogo.

Abbiamo deciso di boicottarli per i passaggi in cui offendono tutte le famiglie non tradizionali perché se

la famiglia è solo quella tradizionale

come dice Dolce, allora le altre cosa sono? Come le uova di sarde rispetto al caviale?

E li boicottiamo, ancora, per l’offesa vergognosa a dei bambini meravigliosi che sono anche figli di coppie eterosessuali o di single che Dolce ha disprezzato fino a chiamarli “figli della chimica”. Figli amati, adorati e adorabili, desiderati dalle loro famiglie fino al punto di accettare percorsi difficili, onerosi, ostacoli e sofferenze che non possono essere infangati in questo modo. Difficoltà dovute, qui da noi, all’incompetenza della nostra politica in tema di diritti civili, non solo di quelli LGBT. E lo dice chi sul Movimento 5 stelle non ha mai cavalcato errori della stampa, verificando sempre le fonti dirette di ogni notizia.

Per questo ritengo che l’intervento fuori luogo e bugiardo di Tiziana Ciprini getti ombra anche sull’impegno del M5S a favore della comunità LGBT che seguiamo con molto interesse, assistendo alle dirette parlamentari.

#BoycottDolceGabbana per noi continua fino a quando gli stilisti chiederanno scusa per aver diffamato famiglie, bambine e bambini non tradizionali.

Per quanto riguarda le preoccupazioni che alcuni esprimono riguardo al possibile destino di lavoratori dell’azienda, faccio notare che c’è perfino chi è disposto a dimettersi e a perdere il lavoro pur di difendere la propria dignità e la dignità delle persone offese, come ha fatto Giuliano Federico, direttore di Swide, parlando di

opinioni incompatibili con la mia coscienza

“Ma con le idee non ci compri il pane” potrebbe obiettare qualcuno, “vero” rispondo io, ma se sei una persona di pensiero vuol dire che vali tanto e, se vali tanto, qualcun altro ti assumerà. “E per quelli che non verranno riassunti?”, diranno altri, io dirò che noi stiamo facendo una protesta non violenta di civiltà e che è compito dei dirigenti di una azienda tutelare i propri dipendenti evitando di offendere i membri di una comunità, come quella LGBT, già ampiamente discriminata e senza le tutele minime in Italia. “E se per caso ti capita di offenderle senza rendertene conto?”, bene, in quel caso puoi chiedere scusa, fare marcia indietro come fece Guido Barilla, dichiarare che “hai tanto ancora da imparare” e la protesta rientra, così salvi i tuoi dipendenti. Se poi vuoi sfruttare la polemica per rimettere a posto i piani aziendali licenziando, queste sono manovre che esulano da noi e dai nostri obiettivi.

Inoltre, Stefano Gabbana dichiarando al Corriere della Sera che “Dolce non è a suo agio con la fecondazione assistita per il suo imprinting tradizionale siciliano” offende l’immagine della Sicilia tutta che invece è a maggioranza fatta di persone molto più aperte di quanto si creda, di gente straordinaria che lotta ogni giorno contro mafie, intolleranze, corruzione e discriminazioni, che ha eletto un Presidente della Regione dichiaratamente omosessuale e che ha avuto il coraggio di munirsi, anche grazie al voto compatto del M5s, del primo Registro Regionale delle Unioni Civili e di regole chiare per il contrasto dell’omotransfobia.

E da Siciliano, quindi, mi sento doppiamente offeso per questa immagine retrò che si vorrebbe dare della Sicilia, che, da un pezzo, non è più coppola e lupara, cari Dolce e Gabbana.

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