Torino, intervista al candidato sindaco Piero Fassino: “Per noi Diritti LGBT sono priorità”

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piero fassino
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Cosa pensano i papabili amministratori locali delle tematiche LGBT? Lo abbiamo chiesto al sindaco uscente della città di Torino Piero Fassino.


Di Andrea Miluzzo

La campagna elettorale per il secondo turno delle elezioni amministrative è agli sgoccioli. Domenica la resa dei conti. I dati più attesi, quelli dei ballottaggi nei grandi capoluoghi: Napoli, Roma, Torino, Milano. Mai come oggi, l’esito di queste elezioni oltrepassa i confini delle questioni locali e assume valenza nazionale. Le continue personalizzazioni del leader dem Matteo Renzi, non avranno di certo fatto bene ai candidati locali. Se a Napoli, Roma e Milano i risultati sembrano scontati, col Movimento 5 Stelle che potrebbe conquistare il governo della capitale, a Torino la partita è ancora tutta da giocare. I voti antirenziani potrebbero convogliare verso la candidata del M5S Chiara Appendino, indietro di circa 10 punti percentuali rispetto a Piero Fassino, e mettere in dubbio la sua riconferma.

Di certo, non avrà fatto bene, in questo clima già teso, la dichiarazione, poi smentita, ma confermata da Repubblica, di Massimo D’Alema. L’ex presidente del consiglio, ancora oggi uno fra i personaggi più influenti all’interno del PD, avrebbe detto: “Pur di cacciare Renzi sono pronto a votare la Raggi”.

Con i risultati così in bilico, tutti, o quasi, i candidati in gioco, corteggiano l’elettorato della comunità LGBT, che in alcune occasioni, come per la vittoria di Ignazio Marino a Roma, fu determinante.

Ma cosa pensano i candidati delle tematiche LGBT? Lo abbiamo chiesto al sindaco uscente della città di Torino Piero Fassino.

Torino e la Regione Piemonte sono all’avanguardia sulle tematiche LGBT. Quali meriti personali rivendica?

Intanto di aver interpretato e promosso, con assoluta continuità e convinzione, quanto già avviato dai miei predecessori. Il servizio LGBT esiste dal 2001. Il registro delle Unioni Civili esiste dal 2010. Nel corso della mia amministrazione abbiamo cambiato tutti i regolamenti comunali per dare uguaglianza dei diritti alle coppie iscritte al Registro, equiparate a quelle coniugate (2012). Abbiamo consentito – primo comune in Italia, che i dipendenti in fase di transizione potessero avere il cartellino di riconoscimento con il nome di elezione e non quello anagrafico, per dare un segnale di antidiscriminazione ed uguaglianza. Abbiamo continuato ad aderire e a valorizzare il Torino Pride ed io sono stato il primo sindaco a partecipare con la Fascia Tricolore, nel 2015. Abbiamo fatto corsi di formazione interni alla nostra amministrazione, coinvolgendo tutti i servizi a contatto con il pubblico, per dare strumenti di contrasto alla discriminazione e creare una cultura di uguaglianza. Con la Polizia Municipale abbiamo lavorato per contrastare il bullismo omotransfobico nelle scuole e tra i giovani. Abbiamo aderito e accolto il progetto di Casa Arcobaleno, dando in concessione un immobile comunale a canone ricognitorio in modo da consentire alle associazioni LGBT di avere un punto di riferimento per iniziative, accoglienza, supporto e consapevolezza non solo alla comunità LBT ma a tutti i cittadini torinesi. Questo solo per dare conto delle principali iniziative attuate dalla mia Amministrazione. Queste cose le abbiamo fatte per convinzione, sguardo politico e senza tentennamenti, e abbiamo cominciato in anni in cui il tema era ancora difficile da affrontare.

Cosa pensa della designazione di Giusta come assessore alle pari opportunità?

Ogni cittadino ha il diritto di scegliere la parte politica nella quale si rispecchia. Quindi non ci vedo niente di scandaloso. Rilevo che nelle sue dichiarazioni ha espresso totale riconoscimento del lavoro fatto dalla mia Amministrazione e ha dichiarato che, se nominato, lavorerà in continuità. Per una forza politica come i 5 stelle, che si pongono come alternativa a prescindere, questo significa che abbiamo lavorato bene.

I fatti di Orlando pongono il problema sicurezza per i locali LGBT, diventati obiettivi sensibili. C’è il rischio emulazione. In caso di vittoria, darete una risposta rapida su questo punto?

Temi come questo vanno affrontati con estrema attenzione e rigore. Sicuramente sarà una questione che affronteremo con il Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza. Già oggi, però, siamo impegnati a lavorare, con tutte le forze dell’Ordine, per contrastare e prevenire ogni forma di aggressione e di violenza omofobica che, al di là dei fatto tragici di Orlando, possono avvenire e purtroppo avvengono. E, soprattutto, è importante che tutta la città, la comunità cittadina, senta che questo è un tema che appartiene a tutti, e riguarda tutti, che il rispetto dei diritti delle persone è uno dei fondamenti della democrazia. La Mole illuminata voleva dare questo segnale.

Tagli alla cultura e prevenzione dell’omotransfobia.

Pur nelle ristrettezze di bilancio non abbiamo tagliato un euro, in questi anni, alle politiche di prevenzione dell’Omotransfobia. Anche grazie alle competenze dell’assessorato e dei servizi, abbiamo ottenuto finanziamenti presentando progetti a livello regionale e nazionale potenziando la nostra azione a livello locale.

La comunità LGBT ha bisogno di città laboratorio che guidino il Paese verso la piena affermazione dei diritti LGBT (adozioni comprese), il contrasto e la prevenzione dell’omotransfobia. Quali progetti per il futuro di Torino?

Credo che questa città debba continuare a lavorare in questa direzione e proporsi come punto di riferimento per altre realtà in Italia. Nel 2006 abbiamo promosso la rete ReAdY, rete di amministrazioni locali che combattono le discriminazioni omotransfobiche, si scambiano buone pratiche amministrative e lavorano insieme su questi temi. Torino è la coordinatrice della rete: siamo partiti in 6, ora le città aderenti sono più di 90. In questi 5 anni abbiamo potenziato e promosso questo strumento in modo che altri territori aderissero e si diffondesse maggiormente una cultura amministrativa di contrasto alle discriminazioni.

Per noi questo è, e resta, un impegno.

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