Unioni civili – Intervista a Cirinnà: “No a mediazioni al ribasso, Sì a maggioranze diverse”

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La relatrice del ddl unioni civili Monica Cirinnà
La relatrice del ddl unioni civili Monica Cirinnà
Cirinnà Lo Giudice Vignetta di LGBT News Italia
Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice dopo la seduta in Commissione nella vignetta del nostro Alessandro

di Andrea Miluzzo.

Cirinnà: «Non ci stancheremo di cercare maggioranze parlamentari ampie, come si fa quando si è alle prese con un intervento che garantisce libertà e uguaglianza. Sì a migliorie, no a mediazioni al ribasso sui diritti fondamentali, previsti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione. Linciaggio di Scalfarotto? Chi lo propone? Tafazzi?»


Unioni Civili o In-Civili? Lo determinerà il passaggio in aula del Ddl Cirinnà. Ne parliamo con Monica Cirinnà, la senatrice rivelazione dell’anno, agguerrita relatrice del Ddl.

Le faccio i complimenti perché è la prima volta nella storia che qualcuno abbia rappresentato qualcun altro zittendo in quel modo così acuto e intelligente miss cilicio Binetti. Ci voleva una donna eterosessuale capace di alzare la testa. Perché i gay spesso, logorati dai sensi di colpa, non trovano le parole e finiscono per crederci davvero di essere inferiori in qualcosa.

In quell’occasione ho provato a dimostrare che alcune posizioni sono solo ideologiche ma prive di contenuti reali, inoltre, se pur perfettibile, ho difeso la mia proposta di testo base. C’è una tale mole di sentenze delle Corti nazionali ed europee e di esperienze di regolamentazione da parte di altri Paesi da lasciare senza argomentazioni anche chi vorrebbe sostenere il contrario. Le coppie, gli avvocati e le associazioni hanno fatto un grande lavoro fino ad oggi: ora la palla passa al legislatore e dobbiamo dimostrare che stiamo lavorando bene, sul solco indicato dalla giurisprudenza e dalla Consulta, sapendo che il paese, e il suo sentire comune sono più avanti del parlamento.

Dopo l’agio procediamo col doveroso disagio. Entro i primi 100 giorni, poi 1000, poi entro dicembre, gennaio, dopo la legge elettorale, a marzo, prima delle elezioni, entro maggio, dopo le elezioni. Tutti annunci di Renzi. Perché dovremmo ancora credere in questa legge e non piuttosto che faccia la fine di quella sull’omofobia?

Matteo Renzi è il capo del Governo, ma le leggi le fa il Parlamento. Da Palazzo Chigi possono e devono arrivare impulsi e sollecitazioni, come ha ben fatto più volte il Presidente del Consiglio, ma si è scelta la via parlamentare a ragione, proprio perché, senza vincolo di maggioranza, si lavora in libertà per dare alle coppie same sex le risposte e le tutele che attendono da anni. E in Senato, in commissione Giustizia, stiamo facendo un buon lavoro, dimostrazione ne è il fatto che mai un ddl su questo tema aveva superato neanche lo scoglio di arrivare a un testo unificato.
Le forze politiche che anche in passato si sono espresse a favore di una svolta per il riconoscimento dei diritti delle famiglie e delle coppie gay e lesbiche adesso sono chiamate alla prova del nove. Noi del PD vogliamo rispondere affermativamente su uno dei temi più importanti del nostro programma elettorale.

Reversibilità e adozione dei figli del coniuge. NCD non voterà con voi e il PD sulla legge contro l’omofobia ha rifiutato una maggioranza con SEL e M5S, oggi è diverso?

Sono due leggi con iter molto diversi. Noi non ci stancheremo di cercare maggioranze parlamentari ampie, esattamente come si fa quando si è alle prese con un intervento che cambia il modo in cui un Paese garantisce libertà e uguaglianza, e si presenta all’Europa e al mondo. Il primo voto in Commissione giustizia per l’adozione del testo base è stato un banco di prova interessante, che ha portato a un risultato a mio avviso molto soddisfacente.

Anche la legge sull’omofobia era uscita dalla commissione col voto di M5S e SEL, ma in aula non si volle votare con loro così com’era (in fondo una buona legge) per non alterare gli equilibri di maggioranza creando un precedente di slealtà. E si snaturò, nella frenesia di adattarla al compromesso, fino a farla diventare l’opposto: una salva omofobi che ha pure fatto perdere le tracce di sé. Lotterà perché la storia non si ripeta, o la fine è già scritta?

Nel rispondere a te oggi, dopo la fantastica vittoria in Irlanda, mi sento ancora più sicura che il testo non verrà snaturato poiché, né io né la maggioranza dei Parlamentari del Pd, non accetteremo mediazioni al ribasso. Penso che sui diritti non si può e non si deve trattare, i diritti si affermano esplicitandoli nelle leggi.
Inoltre da tempo, quando si sceglie la via parlamentare, la ricerca di ampie maggioranze sulle riforme è la strada migliore per fare leggi condivise.

Sacra famiglia e sacri cardinali nella vignetta del nostro Alessandro

Io penso solo a fare il possibile per far uscire da Palazzo Madama un buon testo. Porte aperte alle migliorie, ma gli argomenti fondanti sono intoccabili: parlo del riconoscimento pubblico dei diritti e doveri tra i soggetti vincolati dall’unione civile, del riconoscimento del secondo genitore e della reversibilità, insieme a tutti i diritti sociali.

Alberto Airola (M5S) ha dichiarato a LGBT News: “per noi un minimo ribasso dal testo Cirinnà significa non votarlo. Così come associazioni e persone omosessuali mi hanno chiesto. Non saprei dire quando sarà in aula. Dipende dal grado di ostruzionismo, non solo di NCD, ma anche interno al PD”. I punti sono tre: perché quello che può concedere la politica non è quello di cui ha bisogno la gente, sui diritti si fanno compromessi, c’è una minoranza della minoranza PD ostile a questa legge? 

Il Parlamento è fatto di molte anime diverse, alcune delle quali hanno timore di toccare certi punti; vuoi per motivi di sensibilità, vuoi per distacco o mancanza di conoscenza sul perché di certe richieste. I compromessi, per questo motivo, sono essenziali per poter giungere in prospettiva ad un cambiamento profondo. Ma come ho detto non si tratta sui diritti fondamentali, previsti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione. Per quanto riguarda il mio partito: il PD è un grande movimento che accoglie più punti di vista, il confronto interno è una ricchezza e un elemento imprescindibile per tagliare insieme un traguardo importante nella storia del nostro Diritto di Famiglia.

Rosy Bindi mascherata da Alfano parla con Renzi di unioni civili

Perché se oggi Scalfarotto facesse capolino a un Pride rischierebbe il linciaggio? Cosa ha creato questo cortocircuito?

Essere relatore di un disegno di legge è molto complicato: siamo chiamati con imparzialità a condensare in un’unica proposta convinzioni anche radicalmente diverse, e le soluzioni possono non andare bene a tutti. Linciaggio di Scalfarotto? Chi lo propone? Tafazzi? Sorrido e lo trovo paradossale visto il suo lungo impegno sul fronte dei diritti delle persone LGBTI, e approfitto di questa intervista per ringraziarlo pubblicamente del grande aiuto che mi sta dando.

Ho chiesto a Busi se aveva una domanda per lei. Mi manda a chiederle se sa fare le arancine siciliane. Cos’è? La sua solita goliardia verbale o un più amaro senso di sfiducia?

Magari la sua è semplice curiosità culinaria. Consideri che sono vegetariana e che non utilizzo carne nei miei piatti, mio padre è siciliano quindi da noi le arancine si fanno, le mie sono come dei supplì, ma allo zafferano. Quando approveremo la legge sulle unioni civili inviterò Busi a mangiarle con me!

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