USA – Programmi di Trattamento Residenziali: torture sui giovani LGBT autorizzate dai genitori

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di Andrea Miluzzo e Flavia Viglione.


Si tratta della nuova frontiera delle pericolose terapie riparative: sono veri e propri programmi di tortura, noti col nome di Programmi di Trattamento Residenziali, destinati a minori LGBT. I genitori pagano ingenti somme di denaro per costringere i figli a partecipare, nel tentativo estremo di spingerli a rinnegare se stessi e la propria identità. Adesso, gli attivisti per i diritti umani ed lgbt americani chiedono al Congresso di approvare una legge che li metta al bando.


Il margine di differenza tra chi ricorre alla stereotipata espressione: “Non sono contro i gay, sono brave persone – come se essere gay mettesse in dubbio l’umanità di un individuo – ma certe cose, le facessero a casa loro” e chi spedisce i propri figli agli spaventosi “programmi di recupero” per minori LGBT, è davvero molto sottile, al contrario di come si possa immaginare.

È così che nella variegatissima America, terra di contraddizioni, sempre in prima linea per la promozione dei diritti lgbt nel mondo, accade che alcuni genitori, terrorizzati da campagne d’odio, si sentano in dovere di agire per “estirpare la cattiva tendenza dei propri figli”, finendo per essere solo gli ottusi finanziatori della multi-milionaria industria che ottiene un enorme profitto dall’abuso psico-fisico dei minori.

Lorri L. Jean – rinomata attivista per i diritti umani, sostenuta da diversi rappresentanti di organizzazioni per la tutela dei diritti umani e dei minori, tra cui Paul Gionfriddo, presidente della Mental Health America – con un intervento pubblico al Campidoglio americano,  ha evidenziato follia e pericolosità di una nuova fattispecie di terapie riparative per minori LGBT, note col nome di Residential Treatment Programs for Teens: Programmi di trattamento residenziali per adolescenti. Lorri L. Jean ha parlato di “campi d’addestramento” e di “programmi di modificazione del comportamento”, denunciando la mancanza di una legge, valida per tutti gli Stati federali, in grado di vietare ai folli militanti antigay la possibilità di condurre pratiche disumane che sono vere e proprie torture.

La foto di un bambino al Pride di Milano 2015
La foto di un bambino al Pride di Milano 2015

Secondo quanto documentato dall’U.S. Government Accountability Office, gli abusi subiti dai minori (trat-)tenuti presso i campi di recupero, spacciati come tecniche di recupero sono: digiuni forzati, percosse, rifiuto di cure mediche, trattamenti farmacologici illegali, confinamenti in isolamento. Senza contare che queste “infallibili” strategie di pseudoguarigione, prevedono ancora spietate terapie d’urto come elettroshock e pubbliche umiliazioni.

Gli abusi, denuncia l’attivista, non si fermano fin quando il personale non ritiene che quei bambini non siano più gay, lesbiche, trans.

Perfino in Stati come la California, che ha messo al bando e screditato le pericolose terapie di conversione degli omosessuali, ci sono Programmi di trattamento residenziali.

È passato già troppo tempo – dice Lorri L. Jean  senza che il Congresso approvasse una legge sensata per regolamentare questa piaga dell’industria milionaria che trae profitti dall’abuso dei giovani. Se siete su un aereo che è bloccato sulla pista per più di due ore, i regolamenti federali richiedono alla compagnia aerea di dare cibo e acqua. Ma se sei un bambino inviato a un “Programma di trattamento residenziale”, non c’è nessun regolamento che ti protegge dall’essere privati ​​di cibo e acqua per settimane.

Sono innumerevoli i danni psicologici e fisici che subiscono le vittime di queste pazze “crociate”, a scopo di lucro, contro l’omosessualità.

Troppi suicidi, danni mentali e comportamentali irreparabili si contano fra le vittime ignare dell’amore “castigatore” di genitori convinti che per garantire la felicità alla progenie – o magari più per salvare la loro faccia dalla vergogna –  i loro figli, fortemente traumatizzati, debbano essere istigati a odiarsi, fino a rinnegare se stessi, la propria famiglia, i propri amici, e a condurre un’esistenza frustrata e complessata, esattamente come la società in cui sono nati.

Per questi motivi, alcuni attivisti americani stanno promuovendo una legge da presentare al Congresso sotto il nome di Stop Child Abuse in Residential Treatment Programs for Teens Act. L’obiettivo è quello di rendere illegali, in tutto il territorio americano, gli abusi sui minori sottoposti, contro la propria volontà, a questi programmi infernali.

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